Da seguire: Area Euro: La seconda stima dovrebbe confermare il PMI composito in recupero a 52,2 a gennaio da un precedente 51,4. L’indice per i servizi è atteso a 52,3 da 51,6, in linea con la stima…
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- preliminare. Il PMI per il momento rimane su livelli coerenti con una crescita del PIL di 0,2% t/t a inizio 2015. Il calo del prezzo del petrolio, il deprezzamento del cambio e condizioni finanziarie progressivamente più favorevoli in corso d’anno, dovrebbero contribuire ad una crescita più sostenuta da giugno in avanti.
- Le vendite al dettaglio, al netto delle auto, sono viste in lieve flessione a dicembre (-0,2% m/m) dopo i forti aumenti dei due mesi precedenti. Se confermato, il dato lascerebbe comunque le vendite in aumento di 0,5% t/t rispetto a settembre. Le prospettive per le vendite al dettaglio e per il consumo di beni sono moderatamente positive, dal momento che il calo dell’inflazione dovrebbe essere appena sufficiente a controbilanciare l’andamento ancora assai debole del reddito da lavoro nominale.
Stati Uniti
- La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a gennaio è vista dal mercato a 220mila, dopo 241mila di dicembre.
- L’ISM del settore non manifatturiero a gennaio è previsto in aumento a 57, da 56,2 di dicembre. L’indice composito è stato molto volatile negli ultimi mesi e probabilmente si stabilizzerà su una media inferiore a quella vista nella seconda metà del 2014 (58,3). L’espansione dell’attività dovrebbe comunque rimanere solida con indicazioni positive per tutte le componenti, con l’eccezione dei prezzi pagati.
Ieri sui mercati
- Eccezionale rimbalzo dei rendimenti sulla curva UST, che ha superato i 12pb sulle scadenze 10-30 anni. Grazie al movimento di ieri, è stato quasi interamente riassorbito il calo anomalo verificatosi tra il 27/1 e il 2/2. I fattori scatenanti potrebbero essere il rimbalzo delle quotazioni petrolifere (massimo a $59 e chiusura a $57,91) e l’ammorbidimento della posizione negoziale della Grecia.
- Quest’ultimo fattore è sicuramente all’origine dell’arretramento dei tassi sulla curva GGB e alla discesa dei premi al rischio sul debito italiano e spagnolo. Il recupero favorisce i BTP sui Bonos, riducendo lo spread al minimo da metà settembre. L’aumento dei rendimenti sulla curva tedesca è limitato alle scadenze lunghe, mentre la pressione al ribasso è continuata sul tratto 2-5 anni.
- L’euro ha toccato un massimo di 1,1532 dollari, rientrando poi in area 1,14. Il cambio contro CHF sale ulteriormente a 1,06. L’euro guadagna terreno anche contro sterlina, scambiata a 0,7565 con massimi a 0,7591.
- In calo a 51,8 (minimo degli ultimi sei mesi) il PMI dei servizi in Cina.
Area Euro
Grecia. Mentre esponenti del nuovo governo stanno girando l’Europa alla ricerca di sostegno politico, il Financial Times parla questa mattina di un probabile diniego da parte della BCE all’innalzamento del limite sull’emissione di T-bills da 15 a 25 miliardi, nelle more di un accordo con l’UE su un programma di sostegno alternativo. D’altro canto, sembra invece improbabile che la BCE blocchi alle banche elleniche l’accesso all’ELA, almeno fino a quando esiste una possibilità di raggiungere un’intesa stabile. Sempre l’FT parla di un vertice straordinario dei ministri delle finanze l’11 febbraio per discutere la proposta greca. Secondo Reuters, tale proposta incontra molto scetticismo: essendo il servizio del debito già ridotto ai minimi termini e le scadenze dilazionate al periodo 2020-41, si sospetta che i dettagli nascondano richieste di concessioni più ampie; inoltre, non esiste sostegno all’ipotesi di concedere nuovi aiuti non condizionati e, probabilmente, si vorrà maggiore visibilità sul programma fiscale del governo.
I prezzi alla produzione sono scesi più del previsto a dicembre, dell’1% m/m (da -0,3% m/m precedente). Su base annua il PPI è calato a -2,7% da -1,6% precedente. Sia su base congiunturale che tendenziale si tratta di un minimo da oltre 6 anni. Il PPI ex energy è calato in minor misura, di appena -0,2% m/m e di -0,5% a/a.
Stati Uniti
Le vendite di autoveicoli a gennaio calano da 16,8 mln di unità ann. a 16,6 mln, restando comunque su livelli elevati.
Bullard (St Louis Fed) ha detto che il calo del prezzo del petrolio e i rendimenti a lungo termine straordinariamente bassi sono dei fattori chiaramente positivi per l’economia americana, mentre il dollaro non è un fattore particolarmente rilevante. Bullard è ottimista sullo scenario della ripresa USA, mentre i rendimenti a lungo termine sono “sorprendentemente bassi” e il forte calo dell’inflazione implicita nei prezzi di mercato è “inquietante”. Il presidente della St Louis Fed ritiene che sarebbe opportuno eliminare il riferimento alla pazienza nel comunicato del FOMC in modo da avere le mani libere per poter agire se i dati lo rendono opportuno. Il discorso di Bullard dà un primo assaggio delle opinioni che hanno animato il dibattito della riunione del FOMC di gennaio e che emergeranno dai verbali in pubblicazione il 18 febbraio.
Focus Italia Inflazione ai minimi dagli anni ‘50
- Dopo essere rimasti stabili a dicembre, i prezzi al consumo sono calati più del previsto a gennaio, di -0,4% m/m secondo l’indice NIC e di -2,4% m/m in base alla misura armonizzata UE. Come al solito, la flessione congiunturale molto più ampia registrata dall’armonizzato riflette i saldi invernali su abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto. Su base annua l’inflazione è scesa a -0,6% (da zero) sul NIC e a -0,4% (da -0,1%) sull’armonizzato. Per l’inflazione italiana si tratta di un minimo dagli anni ‘50.
- Il calo dei prezzi nel mese è ampiamente spiegato dall’energia, visto che le diminuzioni più rilevanti riguardano i trasporti (-3,3% m/m: si tratta di un record da quando sono disponibili le serie ovvero almeno dal 1996; da notare che la benzina ha perso il 7,3% in un mese) e le spese per l’abitazione (-0,4% m/m, sul taglio delle tariffe di luce e gas). I prezzi sono scesi anche in settori sensibili alla domanda come tempo libero e cultura (-0,6% m/m) e alberghi e ristorazione (-0,1% m/m); si tratta tuttavia di cali circa in linea con la stagionalità del mese. Viceversa, si notano rincari per alimentari (+0,6% m/m, solo di poco superiore alla stagionalità del mese: da notare il +7,1% dei vegetali freschi), spese per la salute (+0,2% m/m) e comunicazioni (+0,1% m/m: si tratta del quarto aumento di fila dopo un lungo trend di calo).
- L’inflazione core (al netto di energia e alimentari) è rallentata a 0,3% da 0,6% precedente. Da notare soprattutto che l’inflazione sui beni ad alta frequenza di acquisto è crollata a -1,4% a/a (da -0,5% precedente): si tratta di un dato che può avere ripercussioni importanti sull’inflazione percepita dai consumatori; la speranza è che, rendendo evidenti i risparmi sulla spesa, il calo di quest’indicatore possa indurre le famiglie a utilizzare parte del miglioramento del reddito disponibile per una maggiore propensione agli acquisti.
In prospettiva, l’inflazione a nostro avviso è destinata a rimanere in territorio negativo almeno per tutta la prima metà dell’anno. Solo successivamente, se sarà confermato il recente rimbalzo delle quotazioni internazionali dell’energia, il CPI potrebbe tornare di poco al di sopra dello zero. In ogni caso, manteniamo l’idea che un’inflazione moderatamente negativa per un periodo di tempo limitato non avrà conseguenze catastrofiche, in quanto non vi è evidenza che i consumatori stiano rimandando gli acquisti a causa di attese deflazionistiche, e anzi la bassa inflazione al momento appare un fattore positivo in quanto sostiene il potere d’acquisto delle famiglie.
Fonte: BONDWorld.it
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