Da seguire: Italia. Il tasso di disoccupazione è attesto stabile a febbraio all’11,5%. Nell’anno in corso la discesa dei senza-lavoro continuerà, ma potrebbe essere più lenta che nel 2015, calando solo di qualche decimo e rimanendo pertanto al di sopra dell’11%...
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Stati Uniti
- L’employment report di marzo dovrebbe essere positivo. I nuovi occupati non agricoli sono previsti in aumento di 220 mila, dopo 242 mila di febbraio. I dati dovrebbero mostrare una crescita intorno a 220 mila dell’occupazione privata, con aumenti diffusi a tutti i settori, più solidi nei servizi e modesti nel manifatturiero; l’estrattivo potrebbe vedere un aumento del ritmo di espulsione di occupati. Nel settore pubblico, l’occupazione dovrebbe essere invariata. Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 4,8% da 4,9%, sulla scia di una probabile stabilizzazione della forza lavoro, dopo tre mesi consecutivi di forti aumenti. I salari orari dovrebbero riaccelerare dopo la correzione di -0,1% m/m di febbraio, segnando un incremento di +0,2% m/m.
- L’ISM manifatturiero a marzo dovrebbe tornare sopra 50, salendo a 51 da 49,5 di febbraio. Le indagini della Philly Fed e della NY Fed sono tornate in territorio positivo a marzo, segnalando miglioramenti diffusi sia agli indici coincidenti sia a quelli a 6 mesi. Lo spaccato dell’indagine dovrebbe essere generalmente positivo, coerente con una modesta ripresa dell’attività e in linea con le informazioni positive della componente ordini, sopra 50 da inizio anno.
- La spesa in costruzioni a febbraio è prevista in calo di -0,1% m/m, dopo +1,5% m/m a gennaio. La spesa nel segmento residenziale dovrebbe essere in rialzo, dopo la stabilità di gennaio; le componenti non residenziale e pubblica dovrebbero correggere dopo ampie variazioni positive a inizio anno.
- La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (finale) dovrebbe risalire a 92 da 90 della stima preliminare.
- Le vendite di autoveicoli a marzo sono attese in aumento a 17,6 mln di unità ann. da 17,4 mln di febbraio. Da inizio anno le vendite sono state trainate soprattutto dagli acquisti delle società di autonoleggio, a marzo si dovrebbe vedere ancora una quota significativa di vendite a società, ma anche le vendite alle famiglie dovrebbero essere in crescita.
Ieri sui mercati
Cina – I PMI manifatturieri e dei servizi sono migliorati a marzo. La rilevazione NBS colloca il PMI manifatturiero a 50,2 (+1,2 punti) e quello dei servizi a 53,8 (+1,1 punti); il sondaggio Caixin ha fissato il PMI manifatturiero a 49,7 (+1,7 punti), con progressi per i nuovi ordini, in particolare domestici, e la produzione.
Giappone – Il PMI manifatturiero è stabile a 49,1 a marzo. Lo spaccato dell’indagine è debole, con correzioni per gli indici di occupazione (50,8 da 51,1), nuovi ordini ( a 48 da 49,5), ordini all’export (46,2 da 49), produzione (a 49,8 da 50,6), prezzi di vendita (a 47,7 da 49).
Giappone – Il Tankan del 1° trimestre 2016 peggiora più del previsto e dà un quadro debole per le prospettive dell’a.f. 2016. L’indice delle grandi imprese manifatturiere cala da 12 a 6 (minimo da giugno 2013) e le aspettative segnalano ulteriore peggioramento. Per il non manifatturiero, l’indice corregge da 25 a 22, con le aspettative a 17. Al contrario di quanto avvenuto negli ultimi due anni, nell’indagine di marzo non ci sono più indicazioni di chiusura dell’output gap e il trend di modesta ripresa dei prezzi di vendita si è interrotto.
Francia. La spesa per consumi aumenta di 0,6% m/m a febbraio da 1,0% m/m (rivisto al rialzo da 1,0% m/m) oltre le attese di consenso. Lo spaccato è complessivamente positivo. La variazione annua accelera a 1,8% a/a da 1,1% a/a, lasciando i consumi in rotta per un incremento di 1,7% t/t nel primo trimestre da -0,4% t/t di dicembre. Le famiglie nei primi due mesi dell’anno stanno accentuando la propensione al consumo rispetto al trend degli ultimi mesi del 2015, tanto che i rischi alle stime del PIL (ora atteso a 0,3% t/t) sono decisamente orientati al rialzo.
Spagna – Nel 2015 il deficit del settore pubblico si è ridotto soltanto al 5,2% del PIL, circa un punto percentuale in più rispetto all’obiettivo e 0,4 punti percentuali oltre la stima della Commissione Europea pubblicata lo scorso febbraio. Il dato è particolarmente negativo considerando la forte crescita registrata dall’economia spagnola nel 2015 (3,2% a prezzi costanti). Lo sforamento è imputato all’aumento del deficit delle comunità autonome (1,7% del PIL contro un obiettivo di 0,7%) e del sistema di sicurezza sociale (1,26% contro 0,6%). Il target di 2,8% concordato per il 2016 appare del tutto irrealistico, considerando il deterioramento dei conti già avvenuto e l’impasse politico scaturito dalle elezioni di fine 2015.
Eurozona – La stima preliminare mostra l’inflazione in aumento di un decimo a marzo a -0,1% da -0,2%. Sul mese, i prezzi al consumo sono cresciuti di 1,2 % m/m in parte sul rimbalzo, dopo otto mesi di continui cali, del capitolo energia. L’inflazione core è accelerata a 1,0% da 0,8%, circa in linea con le nostre stime.
Francia – Sulla base della stima preliminare, i prezzi al consumo a marzo aumentano di 0,7% m/m da 0,3% m/m sia sull’indice nazionale sia su quello armonizzato, in linea con le attese di consenso. L’inflazione mantiene quindi il ritmo di febbraio, a -0,2% sulla misura nazionale e a -0,1% su quella armonizzata, mentre l’indicatore core accelera di due decimi a 0,6% a/a da 0,4% a/a.
Italia – a marzo, i prezzi al consumo sono saliti di due decimi su base mensile secondo l’indice nazionale (dopo essere calati di altrettanto il mese precedente) e del 2% m/m in base all’armonizzato UE. L’inflazione annua è rimasta in territorio negativo, salendo lievemente sul NIC (a -0,2% da -0,3% di febbraio) e calando marginalmente secondo l’IPCA (a -0,3% da -0,2%). In prospettiva, l’inflazione è destinata a nostro avviso a rimanere in territorio marginalmente negativo per tutti i mesi centrali dell’anno, probabilmente sino a fine estate.
Stati Uniti – I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 26 marzo aumentano a 276 mila da 265 mila della settimana precedente, toccando il livello più elevato da fine gennaio. Il rialzo di fine marzo potrebbe essere dovuto a difficoltà di destagionalizzazione legata alle festività pasquali.
Fonte: BondWorld.it
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