Da seguire: Stati Uniti – L’employment report dovrebbe essere ancora una volta positivo………
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A novembre, gli occupati non agricoli sono previsti in rialzo di 200 mila, dopo +161 mila a ottobre: i nuovi sussidi di disoccupazione hanno segnato una violenta riduzione nella settimana di rilevazione dell’employment report, scendendo a 235 mila (minimo da novembre 1973), in netto calo rispetto al livello del mese precedente (261 mila). Questo potrebbe preludere a una stagione di vendite natalizie positiva. La previsione è che ci sia una stabilizzazione nel manifatturiero (dopo il calo di -9 mila a ottobre) e aumenti ampi in tutti i settori, e particolarmente marcati nelle costruzioni che hanno registrato una variazione di +25,5% m/m dei nuovi cantieri residenziali a ottobre. Anche il settore pubblico dovrebbe vedere occupati in rialzo (prev.: +15 mila). Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere ancora, a 4,8% da 4,9% di ottobre. I salari orari dovrebbero rallentare e segnare una variazione dello 0,2% m/m, dopo il +0,4% m/m di ottobre: il trend, ora che le risorse inutilizzate sono pressoché esaurite, dovrebbe portarsi vicino allo 0,3% m/m.
Italia – Domenica 4 dicembre si tiene il referendum costituzionale. I seggi chiuderanno alle h. 23:00, e per la mattina del giorno seguente dovrebbe essere noto il risultato della consultazione. A seguito delle dichiarazioni che hanno prospettato le dimissioni del primo ministro in caso di sconfitta della riforma, la consultazione ha assunto un interesse per i mercati che altrimenti non avrebbe avuto. I sondaggi, che hanno mostrato nelle scorse settimane il ‘No’ in costante e significativo vantaggio, infatti, hanno indotto i mercati a scontare in larga parte uno scenario di vittoria del ‘No’ seguito da una crisi di governo, anche se prevale un atteggiamento costruttivo riguardo all’esito finale di quest’ultima. Due agenzie di rating (DBRS e Fitch) hanno annunciato negli scorsi mesi un outlook negativo per l’Italia proprio in connessione alle vicende politiche. D’altro canto, la vicenda ha acceso i riflettori sul fatto che il paese andrà comunque ad elezioni entro il maggio 2018. L’allargamento dello spread BTP-Bono, in particolare, sembra riflettere una maggiore cautela riguardo al rischio Italia, anche se i movimenti sono anche influenzati dall’incertezza riguardo alle imminenti decisioni BCE sull’APP e dalla fase globale di rialzo dei tassi di interesse che ha accompagnato le elezioni presidenziali americane.
Austria – Domenica 4 dicembre si terrà anche la ripetizione del secondo turno delle elezioni presidenziali austriache, che vede il candidato nazionalista euroscettico Hofer (FPÖ) contrapposto al candidato dei Verdi Van der Bellen. Fino al 17 novembre, i sondaggi mostravano i due candidati pressoché alla pari, anche se la maggioranza degli istituti assegnava una lieve prevalenza a Hofer. Il presidente è capo dello stato, con funzioni soprattutto di rappresentanza; tuttavia, ha il potere di dissolvere il consiglio nazionale e indire nuove elezioni.
Ieri sui mercati
Italia – La seconda lettura del PIL italiano nel 3° trimestre 2016 ha confermato l’incoraggiante crescita di 0,3% t/t già evidenziata dalla prima stima. Inoltre, il dato relativo al 2° trimestre è stato rivisto verso l’alto, a +0,1% t/t dopo che in precedenza era stata stimata una stagnazione dell’attività economica. Di conseguenza, la variazione annua del PIL nel 3° trimestre è stata riletta al rialzo a 1,0% da 0,9% della prima lettura (in accelerazione dallo 0,8% del trimestre primaverile). Il dettaglio delle componenti è risultato in linea con le nostre attese. Il dato conferma l’attesa che sia in atto una sorta di passaggio del testimone della ripresa dai consumi delle famiglie agli investimenti delle imprese, che potrebbero trovare nuovo vigore a inizio 2017 con le misure inserite nella Legge di Bilancio.
Italia –Il tasso di disoccupazione è calato all’11,6% a ottobre, dopo essere salito a sorpresa all’11,7% a settembre. Il dato è in linea con le aspettative. Al contrario che il mese precedente, a ottobre si è registrata una diminuzione degli occupati (-30 mila unità dopo le +22 mila di settembre), più che compensata da una minore partecipazione alla forza lavoro. Non escludiamo che negli ultimi due mesi del 2016 le imprese tornino ad aumentare le assunzioni a tempo indeterminato per godere della riduzione contributiva generalizzata in vigore sino a fine anno. Tuttavia, sarebbe un anticipo di assunzioni che potrebbe incidere negativamente sui primi mesi del 2017.
Fonte: BondWorld.it
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