Italia. La versione diffusa ieri sera della bozza di contratto di governo tra Movimento Cinquestelle e Lega, sia pure ancora incompleta (diverse parti restano al vaglio dei due leader), presenta significative novità……
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rispetto al documento che era stato reso noto per la prima volta martedì sera da Huffington Post. Le principali novità riguardano i punti che avevano sollevato le maggiori perplessità tra gli investitori (e tra le autorità europee), che sono stati rimossi o smussati. Tuttavia, il “contratto di governo”, se implementato alla lettera, subito e senza adeguate coperture, rischierebbe di innescare una dinamica insostenibile per deficit e debito.
Italia. I dati sul commercio estero a marzo mostrano un rimbalzo per entrambi i flussi dopo il calo dei primi due mesi dell’anno (+1,2% m/m l’export, +1,9% m/m l’import). Nel 1° trimestre, l’avanzo commerciale è salito a 7,5 miliardi (dai 6,6 mld dell’anno scorso). Nel complesso, nonostante il rimbalzo congiunturale a marzo, i primi mesi del 2018 hanno visto un minor dinamismo del commercio estero, dopo i picchi visti nell’autunno nel 2017.
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 5 maggio sono stabili a 211 mila, sui minimi dal 1969, e danno indicazioni di continuo miglioramento del mercato del lavoro.
Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a maggio aumenta a 34,4 da 23,2 di aprile, e segnala un’accelerazione del ritmo di espansione del settore. Lo spaccato dell’indagine è positivo. Gli indici a sei mesi sono poco variati, su livelli storicamente elevati sia per le condizioni generali di attività, sia per ordini, consegne e occupati. Gli indici di prezzo correggono, con quello dei prezzi pagati a 63,4 da 66,8 e quello dei prezzi ricevuti a 33,6 da 47,9. Le domande speciali del mese riguardano le prospettive dei prezzi nei prossimi quattro trimestri. L’indagine conferma lo scenario positivo per il settore manifatturiero e la presenza di moderate pressioni verso l’alto sui prezzi.
Stati Uniti. Kaplan (Dallas Fed) continua a prevedere una crescita fra 2,5% e 2,75% nel 2018 e non vede una recessione in arrivo. Secondo Kaplan l’economia è al pieno impiego, o forse anche oltre, tuttavia i salari non accelerano per via della modesta crescita della produttività. Kashkari (Minneapolis Fed) ha detto a suo avviso ci sono più risorse inutilizzate nel mercato del lavoro di quanto indichi il tasso di disoccupazione al 3,9%.
Giappone. Il CPI nazionale ad aprile rallenta con una variazione di 0,6% a/a, da 1,1% a/a di marzo. L’indice al netto degli alimentari freschi è in aumento di 0,7% a/a (da 0,9% a/a di marzo), e quello al netto di alimentari freschi ed energia è ancora più debole, a 0,4% a/a, da 0,5% a/a di marzo. Il rallentamento dell’inflazione “core-core” in parte è il risultato di un effetto confronto con il 2017. A marzo dello scorso anno il calo delle tariffe della telefonia mobile aveva limato circa 0,2 pp dall’inflazione. Per quanto riguarda l’inflazione headline, si è registrato un brusco calo da 1,5% a/a di febbraio ai livelli inferiori all’1% a/a a marzo e aprile per via della correzione dei prezzi degli alimentari freschi. Per quanto riguarda l’indice al netto degli alimentari freschi, obiettivo della BoJ, l’inflazione è tornata sui livelli dell’autunno. Alla luce dei dati deludenti del PIL del 1° trimestre, la prossima stima dell’output gap del Cabinet Office potrebbe essere rivista verso il basso, con indicazioni di un sentiero ancora lento per la risalita dell’inflazione. La BoJ non può fare altro che aspettare.
Fonte: BONDWorld.it
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