Italia. I prezzi al consumo dovrebbero essere confermati invariati sull’indice nazionale e in calo di un decimo in base all’armonizzato UE a dicembre….
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L’inflazione annua sarebbe pari a 0,1% in entrambi i casi. Non è però da escludere una revisione al ribasso visto il calo evidenziato dai prezzi dei carburanti nella parte finale del mese. Tenuto conto che il dato aveva già sorpreso verso il basso, sarebbe la conferma dell’aumento delle pressioni disinflazionistiche. Anche a gennaio i prezzi dovrebbero rimanere stagnanti su base congiunturale (sul NIC), frenati dal calo delle tariffe di luce e gas (-1,2% e -3,3% rispettivamente).
Spagna. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione in aumento di tre decimi sulla misura nazionale a dicembre a 0,0% da -0,3% e a -0,1% da -0,4% sulla misura armonizzata. La risalita dell’inflazione continua a rivelarsi più lenta delle previsioni per effetto del continuo calo del prezzo del petrolio. L’inflazione spagnola potrebbe tornare in territorio negativo nei primi mesi del 2016 e aggirarsi in media ancora a zero.
L’inflazione annua sarebbe pari a 0,1% in entrambi i casi. Non è però da escludere una revisione al ribasso visto il calo evidenziato dai prezzi dei carburanti nella parte finale del mese. Tenuto conto che il dato aveva già sorpreso verso il basso, sarebbe la conferma dell’aumento delle pressioni disinflazionistiche. Anche a gennaio i prezzi dovrebbero rimanere stagnanti su base congiunturale (sul NIC), frenati dal calo delle tariffe di luce e gas (-1,2% e -3,3% rispettivamente).
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio dovrebbero essere in calo di -0,1% m/m. Le vendite totali dovrebbero essere frenate dalle auto (in netto calo a dicembre, anche se sempre su livelli elevati) e dalla benzina (effetto prezzo). Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in aumento di 0,1% m/m. Al netto di auto e benzina, le vendite sono previste in rialzo di 0,3% m/m, dopo 0,5% m/m a novembre. I consumi nel 4° trimestre dovrebbero essere in crescita più contenuta rispetto al 3% t/t ann. del 3° trimestre.
Il PPI a dicembre è previsto in calo di -0,2% m/m, spinto verso il basso dal comparto dei beni e in particolare dall’energia. L’indice core dovrebbe essere invariato su base mensile, con i prezzi dei beni ancora deboli e quelli dei servizi stabili dopo l’ampio aumento di novembre.
L’indice Empire della NY Fed a gennaio dovrebbe restare in territorio negativo per il 6° mese consecutivo, e segnare un nuovo peggioramento a -6 da -4,6 di dicembre, dopo quattro modesti incrementi. Le indagini del settore manifatturiero a dicembre sono state generalmente deboli e l’ISM ha segnato un ulteriore peggioramento rispetto al mese precedente. L’Empire dovrebbe però mantenere segnali relativamente positivi per lo scenario a 6 mesi che indica aspettative di ripresa di attività, ordini e occupazione.
La produzione industriale a dicembre è attesa in calo di -0,2% m/m, dopo -0,6% m/m di novembre. Il settore manifatturiero dovrebbe vedere una correzione di -0,1% m/m. L’output nell’estrattivo dovrebbe essere in calo, e le utilities dovrebbero rimanere deboli, con il clima ancora molto mite nella prima parte del mese.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (prel.) dovrebbe aumentare a 93 da 92,6 della lettura di dicembre. Le condizioni correnti dovrebbero essere poco variate, mentre le aspettative dovrebbero risalire rispetto a dicembre. I dati delle altre indagini sono stati modestamente positivi, sia con l’indice mensile del Conference Board sia con quello settimanale Bloomberg Comfort Index. Nell’indagine sarà particolarmente importante il dato delle aspettative di inflazione, alla luce dell’attenzione che il FOMC riserva in questa fase alla dinamica dei prezzi. Le aspettative di inflazione a 1 e 5 anni dovrebbero stabilizzarsi a 2,6%, su livelli che non si vedevano dal 2002.
Ieri sui mercati
I futures sul Brent Crude Oil sono rimasti sopra quota $30, pur riassorbendo questa mattina parte del recupero di ieri. Il forte calo degli indici azionari europei non ha avuto seguito in America, dove l’S&P500 ha chiuso in netto rialzo.
Area Euro
Italia – A novembre la produzione industriale è calata di -0,5% m/m, smentendo le previsioni orientate a un modesto aumento. La flessione è spiegata soltanto in parte dalle temperature elevate rispetto alla norma stagionale. Il tasso di crescita tendenziale calcolato sulla serie corretta per i giorni lavorativi ma non per i fattori stagionali è rallentato dal 3,0% allo 0,9% a/a. Malgrado il passo molto lento, la ripresa è ora diffusa: soltanto 4 settori su 17, infatti, registrano ancora una variazione tendenziale negativa. Il dato di novembre prospetta un incremento nel quarto trimestre di 0,1-0,2% t/t, che fornirebbe un sostegno soltanto marginale alla crescita del PIL.
Germania – I conti nazionali per l’anno 2015 confermano una crescita solida dell’economia tedesca lo scorso anno. In linea con le attese, il PIL è cresciuto di1,7% nel 2015 dal +1,6% del 2014. Il dato annuale è coerente con una crescita di 0,4% t/t a fine 2015.
Verbali BCE: oltre a possibili ritocchi al tasso sui depositi non c’è da aspettarsi molto altro. I verbali mostrano che le misure annunciate sono effettivamente quelle proposte da Praet e confermano che la decisione non è stata unanime. Il Consiglio ha discusso anche un taglio del tasso sui depositi di 20 punti base e un aumento del volume di acquisti di attività mensili. Il Consiglio, nel complesso, ha però ritenuto più opportuno un taglio di soli 10 punti base del tasso sui depositi al fine di riservarsi l’opportunità di annunciare ulteriori aggiustamenti al ribasso, in caso di necessità.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 9 gennaio aumentano a 284 mila, da 277 mila della settimana precedente.
I prezzi all’import a dicembre calano di -1,2% m/m, dopo -0,5% m/m di novembre. Al netto dei carburanti i prezzi sono in calo di -0,3% m/m.
Bullard (St Louis Fed, votante) ha detto che il recente calo del prezzo del petrolio potrebbe ritardare il ritorno dell’inflazione al 2%. Secondo Bullard, con una discesa continua del prezzo del petrolio fino a giugno, l’inflazione non tornerebbe all’obiettivo fino a metà 2017.
Fonte: BondWorld.it
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