Area Euro: Sono stati positivi i dati sulle vendite al dettaglio in Germania. La variazione a/a è del 3,4%, a seguito di una contrazione m/m di -0,9%. Per quanto la serie sia molto erratica e disturbata dalla collocazione della Pasqua,…
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sembra continuare la ripresa dai minimi di inizio 2013. Il reddito personale rimane positivamente orientato e dovrebbe sostenere la spesa per consumi anche nei prossimi mesi.
BCE e BoE pubblicano un paper congiunto che dovrebbe dare le linee guida per alleggerire i vincoli regolamentari previsti per le cartolarizzazioni al fine di favorire un rilancio di questa classe di strumenti finanziari, ritenuti cruciali per accelerare la ripresa del credito bancario al settore privato.
Spagna. La stima preliminare dovrebbe vedere l’inflazione rallentare di un decimo a maggio sia sull’indice nazionale (a 0,3% da 0,4%) sia su quello armonizzato (a 0,2% da 0,3%). I prezzi al consumo nel mese dovrebbero essere aumentati di un decimo sulla misura nazionale ed essere rimasti fermi su quella armonizzata. In media 2014 vediamo l’inflazione headline a 0,2%; non è escluso un ritorno in territorio negativo nei prossimi mesi.
Italia. I prezzi al consumo sono attesi in calo di un decimo a maggio (dopo il +0,2% sul NIC e il +0,5% m/m sull’armonizzato di aprile). L’inflazione annua rallenterebbe di un decimo allo 0,5% secondo l’indice nazionale e allo 0,4% in base all’armonizzato UE. Nel mese si dovrebbe vedere un rientro dei rincari stagionali che avevano caratterizzato il periodo pasquale. Il contributo dai carburanti sarà solo moderatamente positivo in presenza di un aumento per la benzina e un lieve calo per gli oli combustibili. In prospettiva, l’inflazione potrebbe rimanere agli attuali modestissimi livelli almeno sino a fine estate.
Stati Uniti
La spesa personale ad aprile è attesa in aumento di 0,2% m/m, frenata dal calo dei consumi di beni durevoli (auto); si dovrebbe registrare un contributo positivo dai consumi di servizi sanitari in seguito all’espansione della riforma sanitaria. In termini reali, i consumi dovrebbero calare di -0,1% m/m. Il reddito personale ad aprile dovrebbe aumentare di 0,3% m/m: la debolezza della dinamica dei salari e la stabilità delle ore lavorate frenano gli effetti espansivi del forte aumento degli occupati. Il tasso di risparmio è atteso in aumento al 4% da 3,8% di marzo. Il deflatore dei consumi è previsto in aumento di 0,3% m/m, come il CPI. La variazione del deflatore core dovrebbe essere pari a 0,2% m/m, in linea con il CPI core. Il CPI core ha registrato ad aprile una variazione di 0,24% m/m: per il deflatore l’aumento dovrebbe essere un po’ più contenuto, vista la differente composizione di due indici, ma pur sempre tale da segnare un +0,2% m/m e un rialzo della variazione annua a 1,5% a/a da 1,2% a/a di marzo. Una parte consistente del rialzo è dovuto a effetti di confronto con il 2013, ma aprile dovrebbe anche mostrare il secondo incremento di 0,2% m/m dopo 8 variazioni consecutive intorno a 0,1% m/m, dando una prima indicazione di accelerazione della dinamica dei prezzi core.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (finale) è prevista in aumento a 82,5 da 81,8 della rilevazione preliminare. Il calo visto nel dato preliminare di maggio, diffuso sia alla componente corrente sia a quella aspettative, dovrebbe essere in parte recuperato pur senza un ritorno ai livelli di aprile (84,1). L’andamento della fiducia da inizio anno è stato relativamente volatile, ma il trend rimane moderatamente positivo.
Il Chicago PMI a maggio è previsto in calo a 61 da 63 di aprile, quando l’indice ha segnato un incremento di 6,9 punti e ha toccato il massimo da ottobre 2013. L’indice di Chicago dovrebbe confermare le indicazioni espansive per il settore manifatturiero viste con le indagini della Philadelphia Fed e della New York Fed a maggio.
Secondo Esther George, della Kansas City Fed, potrebbe essere “appropriato alzare i tassi a un ritmo un po’ più rapido rispetto a quello della mediana delle proiezioni dei membri del Comitato”. Inoltre, George preferirebbe iniziare ad alzare i tassi poco dopo la fine degli acquisti.
Ieri sui mercati
Area Euro
Spagna. La seconda stima conferma che il PIL è cresciuto di 0,4% t/t da un precedente +0,2% t/t. Su base annua il PIL cresce di 0,5% da un precedente -0,2%. In media 2014 ci aspettiamo una crescita dell’1,0%. Il dettaglio mostra una tenuta dei consumi delle famiglie +0,4% t/t dopo il +0,5% t/t dei due trimestri precedenti e un balzo dei consumi pubblici di 4,4% t/t che più che compensa il calo di fine 2013 (-3,9%). Prosegue il recupero degli investimenti in macchinari (2,4% da un precedente +1,7%) mentre si accentua nuovamente il calo degli investimenti in costruzioni. Come atteso il contributo del commercio estero è stato negativo (-0,4%), dal momento che le esportazioni sono calate di 0,4% t/t dopo il +0,8% t/t di fine 2013 mentre le importazioni sono accelerate a +1,5% da -0,6% t/t. Nel trimestre in corso il PIL spagnolo dovrebbe essere cresciuto circa al passo dei mesi invernali (0,35% t/t), sostenuto da una buona tenuta dei consumi e da un recupero dell’export.
Stati Uniti
La seconda stima del PIL del 1° trimestre segna una revisione verso il basso più ampia delle attese: il PIL si contrae di -1% t/t ann. (consenso: -0,5% t/t ann.), +2% a/a. La revisione verso il basso è spiegata da canale estero e scorte; le componenti della domanda domestica finale privata sono invece riviste modestamente verso l’alto. Pertanto il dato negativo del 1° trimestre avrà più che altro l’effetto di frenare la crescita annua, ma non modifica in alcun modo le prospettive di crescita media intorno al 3% dal 2° trimestre in poi. I dati non cambiano lo scenario della ripresa e confermano che la contrazione del 1° trimestre è in gran parte da attribuire al clima avverso. Il 2° trimestre dovrebbe vedere una crescita compresa fra il 3,5 e il 4% t/t ann.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 29 maggio calano a 300 mila, da 327 mila della settimana precedente, tornando vicini ai minimi di inizio maggio, su livelli che non si vedevano da maggio 2007. Il Labor Department segnala che non c’erano fattori speciali nell’ultima settimana di maggio: pertanto le indicazioni dei sussidi puntano a un continuo miglioramento del mercato del lavoro e a un trend di occupazione superiore a 200 mila nuovi posti al mese.
Giappone
Il tasso di disoccupazione è stabile ad aprile al 3,6%, per il 3° mese consecutivo. Gli occupati sono in calo di -0,5% m/m, soprattutto per via di una correzione degli occupati part-time.
La produzione industriale ad aprile (prel.) cala di -2,5% m/m (+4,1% a/a) dopo +0,7% m/m di marzo. Le proiezioni delle imprese per i prossimi mesi vedono un aumento di 1,7% m/m a maggio e un calo di -2% m/m a giugno. Sulla base di queste proiezioni e del dato di aprile, la produzione nel trimestre registrerebbe un calo di -2,4% t/t, più ampio di quanto visto dopo il rialzo dell’imposta nel 1997.
La spesa reale delle famiglie cala di -4,6% a/a ad aprile (consenso: -3,4% a/a), dopo +10% a/a in marzo. I dati mostrano un calo post-rialzo dell’imposta più ampio rispetto al 1997.
Il CPI ad aprile aumenta di 3,4% a/a, in ampio rialzo da marzo (+1,7% a/a), sulla scia dell’entrata in vigore dell’aumento dell’imposta sui consumi. Escludendo l’effetto dell’imposta sui consumi (+1,7 pp), l’indice monitorato dalla BoJ (CPI ex alimentari freschi) è in aumento di 1,5% a/a da 1,3% a/a di marzo. I dati di Tokio segnalano però che aprile dovrebbe essere il picco dell’inflazione anche al netto dell’imposta.
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