Flash: Italia. Il governo ha approvato ieri sera i contenuti della legge di stabilità

Da seguire: Area Euro: L’inflazione area euro di settembre potrebbe essere rivista al rialzo di un decimo rispetto alla stima preliminare, a 0,4% (comunque stabile…

 


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  • rispetto ad agosto). La dinamica core dovrebbe confermarsi in calo a 0,7% (dall’1% di agosto) anche se i rischi sono verso il basso date le sorprese da Francia e Spagna sulla dinamica core. Le sorprese nei prossimi mesi per la dinamica dei prezzi al consumo potrebbero venire dalle dinamiche domestiche. Ci aspettiamo che l’inflazione area euro resti al di sotto dell’1% almeno fino a marzo 2015.
  • Aste. L’Italia propone il concambio  del BTP 9% 11/2023 contro titoli in scadenza nel 2015 e nel 2017. Carta a medio e lungo termine viene collocata da Francia e Spagna.

Stati Uniti

  • La produzione industriale a settembre è attesa in aumento di 0,3% m/m. Nel settore manifatturiero la variazione attesa è di 0,4% m/m, dopo il calo di agosto, dovuto agli effetti transitori dei cambiamenti delle date della manutenzione estiva degli impianti automobilistici. L’employment report di settembre ha mostrato ore invariate nel manifatturiero, ma un aumento degli occupati positivo nel settore nel suo complesso (+4 mila), rafforzato da una variazione solida dei lavoratori nel comparto della produzione (+14 mila). A settembre si dovrebbe vedere anche una ripresa nel segmento auto, dopo la correzione di agosto. Le indagini nel settore manifatturiero sono omogeneamente solide e coerenti con un’espansione rapida. Per quanto riguarda le utilities, si dovrebbe vedere una modesta correzione, mentre l’estrattivo dovrebbe registrare un aumento moderato, alla luce dei dati sugli occupati visti con l’employment report.
  • L’indice della Philadelphia Fed a ottobre è previsto in calo a 17,5 da 22,5 di settembre. Nei mesi estivi le indagini regionali hanno segnato ampi rialzi, non coerenti con il livello, pure elevato, dell’ISM. A ottobre si dovrebbe registrare una normalizzazione del Philly Fed, su livelli ancora ampiamente espansivi ma meno elevati di quanto visto nel 3° trimestre (media: 24,8). Il trend rimane comunque espansivo, e l’indagine dovrebbe mantenere segnali di crescita dell’attività, degli ordini, delle consegne e dell’occupazione.
  • L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dalla National Association of Homebuilders a ottobre dovrebbe confermare il livello di settembre, 59, segnalando espansione solida dell’edilizia residenziale.

Ieri sui mercati

Quella di ieri è stata una giornata tempestosa per i mercati finanziari, uno di quei momenti in cui una combinazione di fattori negativi – alcuni strutturali, altri contingenti – creano la miscela giusta per scatenare violente correzioni dei prezzi. L’EuroStoxx 50 è calato del 3,6%, e alcune piazze della ‘periferia’ hanno registrato crolli più pesanti. Più contenuta la flessione dei listini americani.

Lo spostamento di capitali verso la liquidità e le attività a basso rischio ha spinto al ribasso i rendimenti dei titoli di stato tedeschi, americani e di altri emittenti sovrani europei con alto rating, penalizzando invece gli emittenti della ‘periferia’. Sulla curva BTP, i tassi sono saliti da un minimo di 5pb sulla scadenza trentennale a un massimo di 10pb (3 anni). Particolarmente colpito il debito greco: la Grecia è in parte responsabile degli eventi, a motivo del rischio di elezioni anticipate e dell’intempestivo annuncio, che risale però a tempo fa, di voler uscire dal programma di sostegno in anticipo di un anno. Sul fronte americano, un paio di dati inferiori alle attese ha contribuito a peggiorare il clima.

Da notare, nella generale correzione delle tendenze degli ultimi mesi, il cedimento del dollaro: nei confronti dello yen è sceso del 4% dal 6 ottobre, anche se questa notte è rimbalzato; sull’euro, il recupero è del 2,7%, pure in questo caso parzialmente riassorbito nelle ultime ore. La violenza della correzione è comprensibile alla luce della notevole velocità del rialzo verificatosi a partire da luglio. Molto colpita anche la sterlina, tornata a scambiare in area 0,80 contro euro e sotto 1,60 contro dollaro.

Area Euro

Italia. Il governo ha approvato ieri sera i contenuti della legge di stabilità. Rinviando a successive note per un’analisi più dettagliata, il budget 2015 si caratterizza per un intervento relativamente ampio sui conti (36 miliardi, oltre 2% del PIL) e per il tentativo di sostenere la domanda aggregata mediante un allentamento della politica fiscale rispetto alle dinamiche che sarebbero prevalse a legislazione invariata e di rendere le imprese più competitive. Infatti, il complesso delle misure implica un aumento di 11,5 miliardi del deficit rispetto allo scenario inerziale, e un peggioramento del saldo primario rispetto al 2013, come preannunciato dal DEF. L’altra caratteristica della manovra è quella di puntare su una ulteriore riduzione della pressione fiscale sulle imprese, in particolare per la parte collegata al lavoro e su (piccoli) incentivi alla spesa in ricerca e sviluppo. A parte la stabilizzazione degli sgravi per i lavoratori dipendenti, il sostegno alla domanda avviene con la conferma degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni e la misura per l’anticipo del TFR finanziato con credito bancario.

Il punto debole dell’intervento, al momento, appare quello delle coperture finanziarie. La dimensione dei tagli spesa programmati è salita a ben 15 miliardi di euro, ma per una considerevole parte (oltre 6 miliardi) consistenti in tagli ai trasferimenti agli enti locali, e senza indicazioni di una strategia selettiva di intervento. L’ulteriore aumento della pressione sugli enti locali, perciò, potrebbe in parte risolversi in aumenti della pressione fiscale o delle spese ‘obbligate’ delle famiglie. Inoltre, un’altra fetta consistente di risorse (3,8 miliardi) è attesa dagli effetti delle misure contro l’evasione fiscale: alla luce dell’esperienza passata, non si può dare per scontato che siano così efficaci come ipotizzato.

Italia. L’Istat ha comunicato la nuova serie dei conti economici trimestrali secondo la metodologia europea Sec 2010 (nonché altre innovazioni già comunicate con la diffusione dei conti annuali), aggiornata al 2° trimestre 2014. Il PIL è stato confermato in calo di -0,2% t/t nel trimestre primaverile, mentre è stimato ora stagnante (da una precedente lettura di -0,1% t/t) nei primi tre mesi dell’anno. Viceversa, il dato relativo al 4° trimestre 2013 è stato rivisto al ribasso da +0,1% a -0,1% t/t. Per effetto del trascinamento negativo da fine 2013, è stata rivista da -0,2% a -0,3% sia la variazione tendenziale del PIL a metà 2014 che la crescita “acquisita” per l’anno in corso.

Italia. L’Istat ha diffuso i dati su reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società aggiornati al 2° trimestre 2014. Il reddito disponibile delle famiglie nel trimestre è diminuito dell’1,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% in termini nominali (dell’1,4% in termini reali) rispetto a un anno prima. Il tasso di risparmio delle famiglie consumatrici è calato all’8,3%, in diminuzione di 1,4 punti rispetto al trimestre precedente e di 1,8 punti rispetto a un anno prima. In sintesi, l’evoluzione sia del reddito che del risparmio ha cancellato i (sia pur flebili) segnali di rimbalzo visti nei trimestri precedenti. Anche dai profitti delle società non giungono notizie confortanti: la quota di profitto è scesa al 40%, in calo di 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e di 1,1% rispetto a un anno prima. Si tratta di un minimo da almeno 15 anni.

Italia. L’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche secondo la rilevazione dell’Istat è stato pari al 3,8% nel primo semestre, dal 3,5% dello stesso periodo dello scorso anno. Il dato è coerente con la nostra previsione di un rapporto deficit/PIL al 3% nel 2014 (dal 2,8% del 2013).

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a ottobre delude le attese scendendo a 6,17 da 27,5 di settembre  (consenso: 20,25). L’indagine è generalmente debole.

Le vendite al dettaglio di settembre deludono le attese, calando più del previsto. Le vendite totali correggono di -0,3% m/m (consenso: -0,1% m/m) e le vendite ex-auto sono in calo di -0,1% m/m.

Il Beige Book riporta ancora una volta crescita fra modesta e moderata, in linea con quanto registrato nel rapporto precedente  (fine agosto) , diffusa a tutte le aree. Inoltre, in diversi distretti si segnala che le imprese sono “generalmente ottimiste sull’attività futura”.  L’espansione è diffusa a tutti i settori.

Fonte: BONDWorld.it


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