Flash Macro Daily

Flash: Italia. Il PIL potrebbe essere rallentato a 0,2% t/t nel 4° trimestre 2017

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Germania. In linea con le attese il PIL è cresciuto di 0,6% t/t nel 4° trimestre dello scorso anno, da un precedente +0,8% t/t. Sull’anno, la crescita è accelerata al 2,9% da un precedente 2,7%. In media 2017, il PIL tedesco è cresciuto del 2,5% dall’1,9% del 2016. I dettagli saranno resi noti con la seconda stima. La nostra previsione è di crescita ancora sostenuta della domanda interna grazie in particolare all’apporto degli investimenti fissi (+0,9% t/t dopo +0,5% t/t). Le indicazioni recenti dalle indagini di fiducia suggeriscono che la crescita potrebbe ri-accelerare ad inizio 2018 su spinta di servizi e manifatturiero. In assenza di dati su vendite al dettaglio, produzione e ordini all’industria a inizio 2018 manteniamo una previsione di stabilizzazione della crescita tedesca a 0,6% t/t. Per il 2018, confermiamo una stima di crescita media dell’1,9% ancora al di sopra del potenziale.

Germania. La seconda stima conferma che l’inflazione è calata a gennaio all’1,4% da un precedente 1,6% sulla misura armonizzata e all’1,5% sull’indice nazionale. Sul mese i prezzi sono diminuiti di 0,7% m/m sulla misura nazionale e dell’1,0% m/m sull’indice armonizzato in larga misura per effetto della stagionalità negativa. L’inflazione tedesca potrebbe calare ancora a febbraio ma dovrebbe risalire all’1,8% a marzo.

Area Euro

Eurozona. La seconda stima dovrebbe confermare un avanzamento del PIL a +0,6% t/t a fine 2017 da un precedente 0,7% t/t. Sull’anno, la crescita dovrebbe essere confermata al 2,6% da un precedente 2,7% a/a. La domanda interna dovrebbe essere stata ancora il principale motore di crescita grazie ad una espansione ancora solida dei consumi privati attorno a 0,4% t/t, come in estate, e una ri-accelerazione degli investimenti (+1,2% t/t dopo -0,3% t/t). Le esportazioni dovrebbero essere aumentate circa allo stesso ritmo dell’import 1,3% t/t. La fase di espansione continuerà nel 2018, quando ci aspettiamo un tasso di crescita medio del 2,3% dal 2,5% del 2017.

Italia. Il PIL potrebbe essere rallentato a 0,2% t/t nel 4° trimestre 2017, dopo lo 0,4% t/t dei tre mesi precedenti. Sulla base dei dati di produzione industriale pubblicati venerdì scorso segnaliamo modesti rischi verso l’alto, dal momento che l’industria ha fatto meglio delle attese. In ogni caso, il contributo dell’industria è stato meno positivo nel 4° trimestre rispetto ai mesi estivi. Sarà, quindi, decisivo l’apporto dei servizi. La crescita nel trimestre dovrebbe venire in egual misura da domanda estera (attesa dare un contributo lievemente positivo per il secondo trimestre consecutivo, in un quadro di accelerazione per entrambi i flussi) e domanda interna, che dovrebbe vedere però una decelerazione degli investimenti in macchinari dopo il balzo record su base congiunturale visto in estate (+6% t/t). Su base annua, il PIL è visto rallentare a 1,5% da 1,7% (che rappresentava un massimo da sei anni e mezzo). Nel 2018, stimiamo una crescita media a 1,3% (l’attività economica dovrebbe riguadagnare velocità su base congiunturale già dal 1° trimestre dell’anno).

Paesi Bassi. La stima preliminare dovrebbe mostrare una ri-accelerazione del PIL a fine 2017, a 0,6% t/t da 0,4% t/t (3,2% a/a da 3,3% a/a). Sebbene i dettagli saranno diffusi solo con la seconda lettura (attesa il 26 marzo) ci aspettiamo contributi positivi sia dalla domanda interna sia dal canale estero, spinto dall’accelerazione dell’export. In media annua il PIL olandese dovrebbe quindi accelerare a 3,2% da 2,1%. Per il 2018 la stima è di un consolidamento della crescita attorno al 2,7%.

Eurozona. La produzione industriale è attesa in crescita di 0,3% m/m a dicembre dopo il +1,0% m/m del mese precedente. Il calo in Germania è compensato da forti aumenti in Italia, Irlanda, Lussemburgo e in minor misura in Francia. Se confermato, il dato di dicembre lascerebbe la produzione in aumento dell’1,3% t/t nel trimestre finale 2017 come in estate, dati i forti aumenti dei due mesi precedenti. L’indice di produzione PMI era ancora al di sopra di 60 a gennaio ed è coerente con un proseguimento della fase di espansione del comparto.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a gennaio dovrebbero essere in rialzo di 0,2% m/m, in gran parte spinte dal rialzo del prezzo della benzina e frenate da una correzione nel settore auto. I dati dei concessionari hanno mostrato un calo nel settore auto a gennaio, in parte probabilmente causato dal clima rigido e in parte come fisiologica riduzione dopo l’aumento di dicembre. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero aumentare di 0,4% m/m, con un contributo della benzina di circa un decimo. I consumi sono aumentati di 3,8% t/t ann. nel 4°trimestre e un rallentamento a inizio 2018 sarebbe salutare, anche perché contribuirebbe a invertire il trend verso il basso del risparmio, arrivato a 2,5% a dicembre.

Il CPI a gennaio è previsto in rialzo di 0,3% m/m (1,9% a/a), dopo +0,2% m/m a dicembre, con un contributo positivo della benzina. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (1,7% a/a), dopo +0,2% m/m di dicembre (rivisto da 0,3% m/m) e confermare una moderata accelerazione della dinamica mensile. A dicembre i prezzi core erano stati spinti dai servizi abitativi e sanitari. Mentre gli affitti dovrebbero restare su un trend rapido, la sanità potrebbe rallentare a gennaio. La tendenza dei prezzi core sarà la variabile principale per prevedere il ritmo dei rialzi dei tassi nel 2018.

Ieri sui mercati

I mercati azionari restano volatili, con correzioni in Europa (Euro Stoxx -0,5%, Dax -0,7%, FTSE MIB -1,3%), e modesti rialzi in USA (S&P +0,3%), in assenza di dati macroeconomici di rilievo. Oggi il focus sarà il CPI americano, che dovrebbe confermare moderazione. In Giappone dopo la pubblicazione dei dati del PIL e con lo yen in rafforzamento, le borse flettono (Nikkei -0,4%).

I mercati obbligazionari hanno registrato performance migliori per i paesi core, con marginali correzioni dei rendimenti (Bund a 0,74%, T-note a 2,82%), mentre i periferici hanno segnato modesti rialzi (BTP a 2,09%) e un allargamento degli spread (BTP-Bund sopra 130 pb), collegati soprattutto all’offerta di titoli.

Sui mercati valutari il principale movimento di ieri riguarda lo yen, che si è rafforzato contro dollaro passando da 108,7 ieri fino a 107,8 in serata. Questa mattina il cambio ha registrato un nuovo strappo, toccando 106,85 sulla scia di dati del PIL un po’ deludenti, per poi risalire in area 107,2. Il movimento dello yen è stato associato a timori di una possibile svolta della politica monetaria giapponese, anche se ieri Kuroda ha ribadito che la politica monetaria deve restare ampiamente espansiva. Le indiscrezioni di stampa hanno continuato a indicare che Kuroda sarà nominato per un secondo mandato alla guida della BoJ, e anche questo fattore dovrebbe rassicurare i mercati. Però la volatilità recente e l’aumento di avversione al rischio continueranno a sostenere lo yen, e un esponente del MoF ha detto che le autorità stanno seguendo le posizioni speculative contro dollaro. Per quanto riguarda la sterlina, i dati economici di ieri (inflazione in rialzo) rafforzano le aspettative di rialzi dei tassi più rapidi, come già segnalato dalla BoE. Sul fronte euro/dollaro, il cambio si è gradualmente rafforzato ieri, toccando 1,2352 questa mattina. Oggi è in agenda la riunione della Riksbank, che potrebbe concludersi con un rialzo dei tassi.  

BCE Draghi in un dialogo on line ha dichiarato che nonostante la ripresa si va consolidando la cautela rimane necessaria. Il tasso di disoccupazione rimane elevato nella media area euro inoltre la dinamica dell’occupazione è assai variegata tra paesi sia per quantità che qualità. La politica monetaria deve continuare ad accompagnare la ripresa.

Giappone. Il PIL nel 4° trimestre aumenta di 0,1% t/t, lievemente al di sotto delle attese (0,2% t/t).

Fonte: BondWorld.it


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