L’odierna riunione dell’Eurogruppo si tiene due giorni prima della scadenza per la consegna dei budget 2015 alla Commissione Europea, e dopo la pubblicazione di un bilancio previsionale in Francia che rinvia al 2017 il rientro del deficit sotto il 3%, e potrebbe rappresentare…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
un’occasione per chiarire le posizioni dei governi sui margini di flessibilità nell’applicazione delle regole fiscali. Nei giorni scorsi il contrasto fra il ministro delle finanze francese Sapin e il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem è stato molto duro. Anche l’Italia, che non ha ancora presentato la legge di stabilità ma ha divulgato un aggiornamento del programma fiscale di medio termine, è chiaramente orientata a deviare dagli obiettivi precedenti; tuttavia, in questo caso la distanza è più modesta e più facilmente giustificabile sulla base dell’andamento economico negativo.
Aste. L’Italia colloca complessivamente 5,25-6,75 milliardi di titoli a medio e lungo termine, tra i quali il nuovo BTP 01/2018 0,75% per 3,0-3,5 miliardi. Gli altri BTP offerti sono il 12/2021 2,15% e il 09/2044 4,75%, rispettivamente per 1,5-2,0 e 0,75-1,25 miliardi. Carta a breve termine viene offerta da Germania (2 mld) e Francia (6,6-7,8 mld).
I market mover della settimana
Nell’Eurozona, il focus sarà sull’indagine ZEW che offrirà le prime indicazioni sul morale degli analisti e le prospettive per la Germania e l’area euro. La produzione industriale area euro è vista in calo di 1,5% m/m ad agosto dopo l’aumento dell’1,0% del mese precedente. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione in recupero a -0,3% in Spagna, stabile a 0,4% nella media dell’area euro, a 0,8% in Germania, a -0,2% in Italia e a 0,5% in Francia. Settembre dovrebbe marcare l’inizio di un trend di molto graduale recupero dell’inflazione area euro. Il 15 ottobre in Italia e il 17 nell’area euro verranno pubblicati i conti nazionali con il metodo ESA 2010, che potrebbero comportare ulteriori revisioni al PIL, rispetto a quelle già indicate. La settimana vede inoltre la presentazione dei Budget nazionali 2015 alla Commissione UE nell’ambito della procedura Two Pack.
La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti. A ottobre, le prime indagini regionali del settore manifatturiero dovrebbero normalizzarsi dopo i forti aumenti estivi, segnalando ancora solida espansione nel settore; la fiducia dei consumatori dovrebbe essere stabile su livelli elevati. I dati di attività di settembre dovrebbero mostrare espansione di cantieri e licenze, vendite al dettaglio moderatamente positive al netto delle auto, produzione industriale in crescita. Il PPI a settembre è atteso in aumento sempre moderato, senza indicazioni di pressioni inflazionistiche.
Venerdì sui mercati
S&P ha declassato la Finlandia da AAA a AA+ con outlook stabile e ha confermato il rating della Francia a AA, ma portando a negativo da stabile. Nessuna variazione del rating per l’Italia è stato invece annunciato da Moody’s e DBRS. La settimana si è chiusa con netti ribassi degli indici azionari.
Interamente allocati gli 8 miliardi di BOT annuali offerti venerdì. Il rapporto di copertura è stato di 1,7x, e il rendimento medio si è fermato a 0,301%, con un rialzo di 3pb rispetto a settembre. Sul mercato americano è proseguito il calo dei rendimenti sugli UST, mentre in Europa le variazioni sono state insignificanti.
Il dollaro ha chiuso in rialzo sull’euro, sceso in giornata fino a un minimo di 1,2604, ma nelle ultime ore è ritornato a cedere terreno. Più regolare l’arretramento nei confronti dello yen, che questa notte ha sfiorato quota 107,00.
Area Euro
BCE. Si è aperto un confronto piuttosto accesso tra Draghi e la Germania. Draghi (e Constancio) continuano a ribadire l’impegno a fare di più per garantire un’espansione del bilancio BCE e assicurare condizioni monetarie adeguate per l’economia area euro che è a rischio di una terza recessione in cinque anni. Weidman però ha affermato che una politica monetaria incentrata sull’espansione del bilancio della Banca centrale tramite acquisti di asset a prezzi troppo elevati è assai rischioso. Anche il ministro delle finanze Schauble ha ribadito la sua ferma opposizione a una politica di acquisto diffuso di titolo governativi à la US.
Stati Uniti
I prezzi all’import a settembre calano di -0,5% m/m (consenso: -0,7% m/m), dopo -0,6% m/m (rivisto da -0,9% m/m). Al netto del petrolio il calo è di -0,2% m/m. Il petrolio segna il terzo ampio calo consecutivo (-2% m/m) ma gli alimentari sono in aumento (+0,2% m/m); i beni di consumo e capitali sono stabili. I prezzi all’import sono in calo molto ampio nelle aree dove è stata più ampia la variazione del cambio contro dollaro (Canada -0,7% m/m, Europa -0,9% m/m, America Latina -0,6% m/m); la contrazione è significativa anche per i prodotti manufatti e non solo per le materie prime. Le pressioni disinflazionistiche del cambio sui prezzi all’import proseguiranno ancora nei prossimi trimestri.
Focus: Italia, il rimbalzo della produzione non cambia il quadro di debolezza
Dopo il calo di luglio (-1%), la produzione industriale è rimbalzata solo in parte ad agosto, dello 0,3% m/m. Il dato è lievemente inferiore alle attese di consenso (+0,5% m/m) e alla nostra stima (+0,4% m/m). Su base annua, la flessione dell’output si è attenuata su base corretta per gli effetti di calendario (-0,7% da -1,6% di luglio). Il livello della produzione è più basso del 25,6% rispetto ai picchi pre-crisi.
Il dettaglio per raggruppamenti principali di industrie è più positivo del dato sintetico. Lo spaccato per settore di attività economica resta assai differenziato. All’interno del manifatturiero, su 13 settori 7 (dai 6 del mese scorso) registrano una variazione tendenziale positiva, 5 (dai 7 di luglio) una negativa; un comparto (l’alimentare) registra una stabilità (rispetto allo stesso mese dell’anno scorso).
In sintesi, la produzione industriale è in rotta per una flessione di -0,6% t/t nel 3° trimestre, dopo il -0,4% dei tre mesi precedenti. Ciò è coerente con la nostra stima di un PIL in calo di almeno -0,2% t/t nel trimestre estivo. Poiché il contributo da export e costruzioni sembra essere stato negativo, i rischi su questa stima sono verso il basso.
Fonte: BONDWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


