Da seguire: Area Euro: Francia. La spesa per beni manufatti cresce a gennaio di 0,6% m/m dopo il +1,6% m/m del mese precedente. La dinamica mensile è sostenuta da un rimbalzo delle vendite di auto, +3,2% m/m. in linea con i dati sulle immatricolazioni; anche le altre categorie di beni durevoli sono in rialzo sostenuto. Il dato di gennaio, unitamente alla forte uscita dal 2014, lascia i consumi in rotta per un forte aumento a marzo dopo lo stallo di fine 2014…..
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Inflazione. Il rincaro del petrolio dai minimi di gennaio dovrebbe spingere la dinamica dei prezzi al consumo a febbraio di +0,8% m/m in Germania e l’inflazione a -0,1% a/a da -0,4% a/a sulla misura nazionale e a -0,3% a/a da -0,5% a/a, sull’indice armonizzato. Da marzo, l’inflazione dovrebbe tornare a +0,2% ma resterà vicina a zero fino alla fine dell’anno. La stima preliminare dovrebbe mostrare un aumento dei prezzi di 0,8% m/m anche in Spagna e l’inflazione in recupero a -0,5% a/a da un precedente -1,3%.
Italia. La stima preliminare dovrebbe mostrare un calo dei prezzi al consumo di 0,1% m/m sull’indice nazionale e di 0,3% m/m sulla misura armonizzata. Nel mese si è arrestata la caduta dei prezzi dei carburanti. La dinamica annua è attesa rimanere negativa a -0,5% (invariato sull’armonizzato e da -0,6% sul NIC). L’inflazione core, sulla misura nazionale, è attesa toccare un nuovo minimo a 0,2% da 0,3% a/a precedente. A meno di nuovi cali della componente energia e di effetti di seconda battuta, i mesi correnti dovrebbero far segnare un minimo per l’inflazione italiana, che tuttavia rimarrà a nostro avviso negativa fino all’estate.
Stati Uniti
La seconda stima del PIL del 4° trimestre 2014 dovrebbe registrare una revisione verso il basso a +2,2% t/t ann da 2,6% t/t ann della stima advance. I dati non modificano il quadro positivo della crescita USA.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (finale) dovrebbe confermare la moderata correzione vista con la stima preliminare di febbraio, a 94, da 98,1 di gennaio, sulla scia della pesante ondata di maltempo delle settimane recenti e dell’aspettativa che il calo del prezzo della benzina sia ormai alle spalle.
Ieri sui mercati
Ancora positive le chiusure di tutti i mercati azionari, trainati dalla continua riduzione dell’avversione al rischio: dati macro in miglioramento e politiche monetarie espansive continuano a spingere le performance delle classi di attività più rischiose.
Seduta decisamente positiva per i titoli di Stato dell’area euro sia core che, soprattutto, periferici e in particolare sul segmento medio lungo delle curve. Il rally sui titoli di stato europei è stato sostenuto anche dalle parole di Draghi che ha sottolineato nuovamente che gli acquisti andranno avanti finché l’inflazione non si riporterà vicina al 2%. L’unico comparto in controtendenza è quello dei titoli greci, che ritracciano parzialmente su prese di profitto dopo gli ampi guadagni delle scorse sedute, anche sulla scia di alcune dichiarazioni sia da Atene che da Berlino che confermano che la questione greca non è risolta definitivamente.
Sul primario, il Tesoro italiano ha collocato tutti gli 8,75 miliardi proposti di BTP a 5 e 10 anni e di CCTeu; in particolare il rendimento del nuovo decennale giugno 2025 è sceso a 1,36%, il nuovo minimo d’asta.
Area Euro
L’indice di fiducia economica della Commissione UE è salito per il secondo mese consecutivo a febbraio, a 102,1 da 101,4 precedente. Il dato è risultato circa in linea con le attese. L’incremento è trainato da fiducia dei consumatori (confermata a -6,7 da -8,5 di gennaio) e delle imprese nel commercio al dettaglio (-2,1 da -3,6), mentre il morale resta invariato nelle costruzioni (su un livello molto basso: -26,5), migliora solo lievemente nell’industria (a -4,7 da -4,8) e peggiora nei servizi (a 4,5 da 4,8). L’indice è coerente con una crescita del PIL a/a intorno all’1%, non molto diversa da quella vista a fine 2014 (0,9%). Nel mese, l’impatto positivo da QE e tasso di cambio potrebbe essere stato compensato dalle tensioni riguardanti Grecia e Ucraina, nonché dal rimbalzo del prezzo del petrolio. In ogni caso, a nostro avviso il trend resta quello di un miglioramento della fiducia nei prossimi mesi.
La dinamica annua di M3 è accelerata a 4,1% a gennaio da un precedente 3,8% (rivisto verso l’alto di due decimi). La media a tre mesi è salita al 3,6% da 3,1%. La dinamica di M3 ha beneficiato come il mese precedente di un aumento dei depositi overnight e dell’aggregato M3-M2. Tra le controparti, continua ad attenuarsi la flessione dei crediti al settore privato (a -1,2% da -1,4% per le imprese e a -0,2% da -0,3% per le famiglie, per un totale di -0,5% da -0,7% di dicembre). Tale trend a nostro avviso non potrà che continuare nei prossimi mesi.
Germania. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,5% per il terzo mese consecutivo a febbraio. I senza lavoro sono calati più del previsto di 20 mila unità (il doppio rispetto al mese precedente). I disoccupati sono scesi in ciascuno degli ultimi 5 mesi, il che segnala come l’accelerazione dell’attività economica vista a fine 2014 stia riflettendosi sul già robusto mercato del lavoro tedesco.
Stati Uniti
Il CPI a gennaio registra una variazione di -0,7% m/m, la terza consecutiva e la più ampia da dicembre 2008. Su base tendenziale, l’indice headline cala di -0,1% a/a, il primo dato negativo da ottobre 2009. I prezzi dell’energia sono in calo di -9,7% a/a.. L’indice core aumenta più delle attese, con una variazione di +0,2% m/m (consenso: +0,1% m/m); su base annua l’indice core segna un aumento di 1,6% a/a. I prezzi dei servizi al netto dell’energia aumentano di 0,3% m/m. La previsione per il CPI headline a febbraio è di una variazione di +0,14% m/m (-0,12% a/a) e di +0,13% m/m per l’indice core (1,6% a/a). La Fed e i consumatori sanno che nella seconda metà dell’anno ci sarà una ripresa del trend dell’inflazione.
Gli ordini di beni durevoli a gennaio aumentano di 2,8% m/m, dopo -3,7% m/m di dicembre (rivisto da -3,4% m/m), sulla scia di una variazione a tre cifre per l’aeronautica civile, spinta dalla correzione stagionale. Gli ordini al netto dei trasporti crescono di 0,3% m/m. Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei aumentano di +0,6% m/m, primo dato positivo dopo 4 mesi di cali. Le consegne di beni capitali correggono di -0,5% m/m, ma aumentano al netto della difesa (+1% m/m); le variazioni a tre mesi restano deboli, con indicazioni di moderazione per gli investimenti nel 1° trimestre.
L’indice dei prezzi delle case FHFA (Federal Housing Financial Agency) aumenta di 0,8% m/m (+5,4% a/a) a dicembre, dopo +0,7% m/m di novembre.
I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano a 313mila nella settimana conclusa il 21 febbraio, da 282mila della settimana precedente.
Bullard (St Louis Fed) ha detto che il FOMC a marzo dovrebbe eliminare il riferimento alla pazienza nel comunicato, per avere libertà nelle decisioni riguardo ai tassi.
Giappone
L’inflazione a gennaio misurata con l’indice al netto degli alimentari freschi scende a 2,2% a/a; al netto dell’impatto del rialzo dell’imposta sui consumi, l’indice rallenta a +0,2% a/a da +0,5% a/a di dicembre. Se nella seconda metà dell’anno non ci sarà una ripresa dell’inflazione, è probabile che in autunno la banca centrale decida di adottare nuove misure espansive.
La produzione industriale a gennaio aumenta molto più delle attese, segnando una variazione di +4% m/m (consenso: 2,6% m/m). L’accelerazione della crescita a inizio anno probabilmente riflette aumenti di domanda e normalizzazione delle scorte. L’aumento dell’output è diffuso a gran parte dei settori ed è particolarmente marcato in quello dei beni capitali e dei beni di consumo durevoli. I dati segnalano una probabile ulteriore accelerazione della crescita del PIL a inizio 2015.
Le vendite al dettaglio calano di -2% a/a a gennaio; anche su base mensile, le vendite in termini reali sono stimate in calo per il secondo mese consecutivo. I consumi reali delle famiglie calano di -5,1% a/a a gennaio, dando ulteriori indicazioni di debolezza a inizio 2015.
Il tasso di disoccupazione a gennaio aumenta a 3,6% da 3,4% di dicembre. Il mercato del lavoro rimane caratterizzato da eccesso di domanda, anche se per ora non si registrano aumenti salariali significativi.
Focus Italia – Fiducia in deciso aumento a febbraio
Sale decisamente e più del previsto a febbraio (per il secondo mese consecutivo) la fiducia sia delle famiglie che delle imprese italiane.
Particolarmente marcato è stato il rimbalzo per la fiducia dei consumatori, salita a 110,9 a febbraio da 104,4 del mese precedente. Si tratta di un massimo addirittura da giugno del 2002. Il dato è risultato molto più forte del previsto.
Anche l’indice composito di fiducia delle imprese elaborato dall’Istat è salito in misura significativa per il secondo mese consecutivo a febbraio, a 94,9 da 91,6 di gennaio. È il livello più alto post-crisi del debito (da giugno del 2011). La fiducia è salita in tutti i macro-settori (manifatturiero, servizi e commercio al dettaglio), con la rilevante eccezione delle costruzioni, che si confermano ancora una volta il comparto più lontano dalla ripresa.
Il rimbalzo della fiducia sia delle imprese che delle famiglie conferma che l’economia sta cominciando a beneficiare dell’impatto dei recenti shock positivi sui mercati finanziari (da energia, cambio e QE). In particolare, il balzo della fiducia delle famiglie segnala una possibile accelerazione delle vendite al dettaglio a inizio 2015 dopo il +0,1% a/a di dicembre. In generale, gli indici anticipatori sono coerenti con un ritorno alla crescita per il PIL (di almeno 0,2% t/t) nel trimestre corrente.
In sintesi, i dati confermano che la crescita in media d’anno nel 2015 potrebbe essere superiore (stimiamo di circa due decimi) rispetto alla nostra previsione corrente (0,4%). Conforta il fatto che i segnali di ripresa comincino a venire non solo dalle indagini di fiducia ma anche dai dati reali (produzione/ordini all’industria e vendite di auto, tra gli altri). I motori che stanno trainando la ripresa sono principalmente di natura esogena, tuttavia, come visibile dal dettaglio sulle indagini di fiducia di imprese e famiglie, qualcosa va muovendosi anche sul fronte della domanda domestica. In effetti, gli shock che stanno trainando la ripresa (energia e cambio) sono di natura temporanea, tuttavia un rafforzamento del morale di famiglie e imprese, anche indotto dai progressi sul tema delle riforme, potrebbe aiutare a creare un circolo virtuoso in grado di autosostenersi una volta che gli effetti positivi da tali shock siano stati assorbiti.
Fonte: BONDWorld.it
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