Da seguire: Area Euro: – L’indice PMI composito per l’area euro è visto ancora in lieve calo a settembre, a 55,8 da un precedente 56,2. La lieve flessione potrebbe venire da un minor ottimismo sia nel settore manifatturiero (a 54,6 da 55,1), sia nel comparto dei servizi (a 55,5 da 55,9). Nell’industria, mentre la…
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componente nuovi ordini potrebbe continuare a calare a causa del minor vigore della domanda estera, potrebbe migliorare la valutazione delle prospettive occupazionali. In generale, l’indice composito resterebbe comunque in territorio ampiamente espansivo, su livelli superiori alla sua media di lungo periodo calcolata dal 1998 (53,4) e coerente con una crescita annua del PIL area euro vicina al 2% a/a.
– Italia. Il tasso di disoccupazione trimestrale è visto ancora in salita, all’8,6%, nel 2° trimestre, da un precedente 8,4%. Si tratterebbe del massimo da oltre sette anni. Nel trimestre, l’occupazione sarebbe scesa di 0,1% t/t (-0,6% a/a), a fronte di una stabilità della forza-lavoro. Tuttavia, gli incoraggianti dati sulle forze di lavoro mensili di giugno e luglio consentono di anticipare che il trend di aumento della disoccupazione non dovrebbe proseguire nel trimestre estivo.
Stati Uniti
– Le vendite di case esistenti ad agosto sono previste in aumento a 4,05 milioni di unità ann., da 3,83 milioni di luglio, un recupero solo parziale dell’enorme calo di -27,2% m/m di luglio. A luglio, i contratti di compravendita (“pending home sales”) sono aumentati del 5,2% m/m, dopo il crollo registrato a giugno, segnalando un probabile rimbalzo nelle vendite. Sulla base delle informazioni dei contratti, l’aumento delle vendite dovrebbe essere generalizzato a tutte le aree.
Ieri sui mercati
Il tema principale della giornata è stata la caduta del dollaro, fiaccato dai segnali di nuovo allentamento delle condizioni monetarie lanciato martedì dalla Fed. L’euro ha superato quota 1,34, livello che sta confermando anche quest’oggi; lo yen è rientrato in area 84. Soltanto la sterlina, indebolita dalla situazione economica interna e anche qui dalla possibilità (più lontana) di nuovi stimoli quantitativi, non ha superato i livelli del 19/9 nei confronti del dollaro. Crollo dei rendimenti sui mercati europei, accompagnato a nuovi allargamenti degli spread sovrani. Il Portogallo ha limitato a 750 milioni il collocamento dei due titoli riaperti ieri, per contenere l’aumento dei rendimenti; ciò nonostante, il quadriennale è stato assegnato a un tasso medio del 4,695% (+93pb rispetto a fine luglio), e il decennale al 6,242% (+93pb rispetto al 25/8). Il Bobl 2015 è stato assegnato a 1,52%, ma l’agenzia del debito ha trattenuto quasi 1,3 mld su un totale di 6 offerti. Il movimento del cambio ha appesantito gli indici azionari europei; neppure quelli statunitensi, però, hanno tratto beneficio dalla decisione della Fed.
Area Euro
Gli ordini all’industria sono calati più del previsto a luglio, di -2,4% m/m (pari esattamente all’incremento registrato a giugno). Su base annua il rallentamento è sensibile, da 22,7% a 11,2% a/a. Si nota un crollo (-5,1% m/m) dei beni capitali e dei beni durevoli (-3,2% m/m). Il dato considerato al netto dei mezzi di trasporto pesanti, mostra una flessione assai più modesta (-0,6% m/m).
Dopo il deciso avanzamento degli ultimi due mesi, la fiducia dei consumatori é salita meno del previsto a settembre, a -11,2 da -11,4. L’indice resta circa in linea con la sua media storica (-12).
Stati Uniti
L’indice dei prezzi delle case (FHFA) a luglio scende di 0,5% m/m, più di quanto atteso dal consenso (-0,1% m/m), dopo -0,3% m/m di giugno, il secondo calo consecutivo dopo tre mesi di incrementi.
Le domande di mutui sono scese per la terza settimana consecutiva, segnando un calo di 1,4% s/s nella settimana del 17 settembre. In calo sia le domande di rifinanziamento sia quelle per nuovi contratti, nonostante un ulteriore generalizzato calo dei tassi su tutte le scadenze.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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