Da seguire: Olanda – La produzione manifatturiera è cresciuta di 1,6% m/m in ottobre, dopo il +0,4% di settembre. La serie non destagionalizzata risulta in crescita di 2,1% a/a, in accelerazione da 0,6%….
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- Francia – La produzione industriale a ottobre è cresciuta di +0,5% m/m dopo essere rimasta ferma a settembre (dato rivisto al ribasso da +0,1% m/m), smentendo le attese di consenso che si aspettavano un calo. Il comparto manifatturiero ha segnato un calo peggiore delle attese (-0,5% m/m da -0,1% m/m). La produzione di energia, tuttavia, ha più che compensato il calo del manifatturiero grazie al forte aumento di 5,2% m/m da 1,2% m/m. La variazione tendenziale passa a 3,6% a/a da 1,7%, impostando l’ultimo trimestre per un’accelerazione a +1,3% t/t dopo due trimestri abbastanza deludenti, in rotta per un contributo alla formazione del PIL di quasi due decimi.
- Francia – I prezzi al consumo a novembre sono calati di -0,2% m/m da +0,1% m/m su entrambi gli indici contro attese di consenso che si attendevano prezzi invariati. L’inflazione cala di un decimo e scende a zero da 0,1% sul CPI, mentre sull’indice armonizzato scende a 0,1% da 0,2%. In media annua l’inflazione rimarrà ferma a 0,1% nel 2015 per accelerare modestamente a 0,9% nel 2016.
- Regno Unito – La Bank of England confermerà a larghissima maggioranza il Base Rate a 0,5%, probabilmente ancora con un solo dissenziente. L’andamento recente dei dati e le mosse della BCE fanno sì che i mercati non si attendano affatto quella discussione seria sui tassi a fine anno che alcuni mesi fa aveva prospettato il governatore Carney.
- Stati Uniti – I prezzi all’import a novembre sono attesi in calo di -0,8% m/m (-9,6% a/a), dopo -0,5% m/m, spinti dalla correzione dei prezzi del petrolio. Anche al netto del petrolio i prezzi dovrebbero essere in contrazione (-0,4% m/m), ancora frenati dal dollaro forte.
- Italia – Il Tesoro offre 5,5 miliardi di BOT annuali.
Ieri sui mercati
- Area euro – Il governatore della Banca d’Austria Nowotny ha detto che le attese di mercato “erano assurde” e che “a suo avviso è stato un errore di interpretazione dei mercati e non di comunicazione da parte della BCE”.
- I tentativi da parte dei Membri del Consiglio di ripianare la delusione dei mercati per le misure annunciate dalla BCE la scorsa settimana non sembrano avere effetto, almeno per ora. L’euro ha brevemente superato quota 1,10 (max. 1,1041) e attualmente è scambiato a 1,0994 dollari. Modesto rialzo dei rendimenti dei titoli di stato, concentrato sulle scadenze lunghe. Chiusura in ribasso per gli indici azionari mondiali. Petrolio nuovamente in flessione, con minimo a 39,57 e chiusura a 40,11 per la prima scadenza future sul Brent Crude.
Fonte: BondWorld.it
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