Da seguire: Si conferma un clima di avversione al rischio sui mercati, in attesa della riunione della FED e di timori per il prezzo del greggio anche se nella giornata di ieri si è vista un primo rialzo in sette giorni..
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probabilmente spiegato da parziale copertura di posizioni corte. Le principali piazze europee hanno messo a segno ulteriori perdite nella giornata di ieri superiori all’1%, con il FTSE MIB che ha chiuso con -2,4% in scia alle vendite dei titoli bancari. Il future sull’Eurostoxx suggerisce un’apertura in rialzo del mercato europeo. Il clima di avversione al rischio e l’attesa del rialzo FED ha esteso il sell off sull’obbligazionario. Il BTP a dieci anni è risalito sopra il tetto di 1,6% e lo spread sul Bund di pari scadenza torna ad allargare sopra quota 105. Il prezzo del petrolio dopo aver rotto i 35$ a barile, un minimo dal 2009, è risalito fino a 36,3$. Il cambio euro dollaro scambia a quota 1,103 ed in assenza di nuovi spunti prima della riunione della FED difficilmente si muoverà dai livelli attuali.
Area Euro
- Germania. L’indice ZEW offrirà una prima indicazione della reazione degli analisti finanziari alla maggiore volatilità sui mercati dell’ultimo mese e al rialzo del cambio euro post riunione BCE. E’ possibile che le attese tornino indietro marginalmente a 8 da 10,4, mentre l’indice sulla situazione corrente potrebbe rimanere invariato a 54,4.
- Area euro. Gli occupati dovrebbero essere cresciuti ancora di 0,3% t/t nei mesi estivi per una crescita annua di 0,9%, ancora inferiore alla dinamica del PIL nei mesi estivi (1,6%). Ci aspettiamo una crescita degli occupati vicina all’1,2% nella prima metà del 2016, date le indicazioni di graduale miglioramento delle condizioni occupazionali provenienti dalle indagini di fiducia.
Stati Uniti
- Il CPI a novembre dovrebbe essere invariato su base mensile e in aumento di 0,2% m/m per l’indice core (arrotondato da +0,16%). L’energia dovrebbe dare un altro ampio contributo negativo alla variazione mensile dell’indice, per via della correzione della benzina e dell’aggiustamento per la stagionalità. Il core dovrebbe mantenersi su un trend di aumento vicino allo 0,15% m/m, con una ripresa dei prezzi dell’abbigliamento in ampio calo a ottobre, e moderazione di altre voci che avevano registrato accelerazione negli ultimi mesi. Su base annua, l’indice headline dovrebbe registrare una variazione in aumento a 0,4% a/a dovuta al confronto con la debolezza di novembre 2014. L’indice core dovrebbe essere in aumento di 2% a/a, per la prima volta da maggio 2014.
- L’indice Empire della NY Fed a dicembre è atteso in marginale miglioramento, a -8 da -10,7 di novembre, in aumento dai minimi di -14,9 di agosto. Le condizioni del settore dovrebbero restare negative, anche alla luce delle informazioni emerse dal Beige Book.
Ieri sui mercati
Area Euro
BCE. Draghi ha affermato che la BCE resterà vigile ma ha anche aggiunto che l’ultimo pacchetto di stimolo monetario, dovrebbe consentire il ritorno dell’inflazione della zona euro in linea con l’obiettivo “senza indebiti ritardi”.
Nell’ottava dell’11 dicembre il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 13,60 miliardi di euro ed è salito a 475,51 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 1,90 miliardi di euro, che aumentano il portafoglio a 141,82 miliardi, mentre gli acquisti settimanali di ABS sono stati pari a 98 milioni, portando il totale dei titoli in portafoglio, al netto dei titoli scaduti, a 15,43 miliardi di euro.
Italia. L’inflazione armonizzata di novembre è stata rivista verso l’alto di un decimo, da -0,5% a -0,4% m/m e da +0,1% a +0,2% a/a. Il CPI secondo l’indice nazionale è rimasto invece a -0,4% m/m e +0,1% a/a. L’inflazione è comunque in calo rispetto al mese precedente. Per via di un effetto statitico, il CPI potrebbe rimbalzare lievemente nei primi mesi del prossimo anno, restando tuttavia ben al di sotto dell’1%. Stimiamo una media 2016 a 0,8%. Il rischio è che anche nel 2017 l’inflazione resti inferiore al target BCE (1,6%).
Area euro. La produzione industriale dell’Eurozona sale a ottobre di 0,6% m/m da 0,3% m/m, superando le attese di consenso. La produzione manifatturiera ha rimbalzato a +0,8% m/m, compensando il calo di settembre (-0,8% m/m). La variazione annua migliora quindi a 1,9 a/a da 1,3% a/a (dato rivisto al ribasso da 1,7% a/a) e lascia la produzione in rotta per un miglioramento a fine anno a 0,3% t/t da 0,1% t/t del terzo trimestre. Tra ottobre e novembre gli indicatori PMI hanno fatto registrare un ulteriore lieve miglioramento, segnalando che il comparto potrebbe continuare ad avanzare anche nella parte finale dell’anno.
Fonte: BondWorld.it
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