Flash: Italia. L’inflazione di marzo è stata confermata allo 0,4% a/a sull’indice NIC e allo 0,3% a/a in base all’armonizzato.

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Da seguire: Area Euro Germania. L’indice ZEW è visto in lieve recupero ad aprile a 49,7 dopo il calo di marzo a 46,6. La crisi ucraina ha superato la fase acuta e si hanno segnali di tenuta della domanda mondiale……


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L’indice sulle attese è meno di una deviazione standard al di sopra della media di lungo termine ed in fasi di forte espansione ciclica si è aggirato intorno a 80. L’indice sulla situazione corrente potrebbe migliorare a 55 da 51,3.

Stati Uniti

Il CPI a marzo è previsto in aumento di 0,1% m/m, sia per l’indice core sia per quello headline. A marzo i prezzi della benzina sono aumentati ma la correzione stagionale dovrebbe determinare un modesto calo per l’indice destagionalizzato; i prezzi dei servizi energetici dovrebbero calare per via della normalizzazione delle temperature dopo due mesi di forti aumenti. I servizi abitativi (affitti e affitti figurativi) e quelli medici dovrebbero proseguire sul trend recente di aumenti mensili in media pari a 0,2% m/m. L’abbigliamento dovrebbe segnare un modesto aumento dopo due cali consecutivi probabilmente accentuati dal clima avverso e dalla debolezza delle vendite nel comparto. L’inflazione core dovrebbe stabilizzarsi a 1,6% a/a e quella headline dovrebbe risalire a 1,5% a/a da 1,1% a/a di febbraio.

L’indice Empire della NY Fed ad aprile è previsto in aumento a 9,5 da 5,6 di marzo. L’indagine dovrebbe proseguire su un trend di recupero dopo la volatilità legata al clima, segnalando ripresa moderata nel settore manifatturiero. Le variabili rilevanti da seguire sono i prezzi ricevuti (come indicazione per l’inflazione), gli occupati e gli ordini, che a marzo erano positivi ma su livelli relativamente contenuti.

Ieri sui mercati

Nella seduta di ieri l’azionario USA e Europa ha recuperato al traino di dati sulle vendite al dettaglio più forti delle attese. I future sull’Euro stoxx sono poco variati nonostante le notizie di nuove tensioni in Ucraina e dati sulla crescita del credito in Cina più deboli degli ultimi 13 anni. I Treasuries sono saliti nella notte per effetto del recupero dell’azionario. Gli spread sui periferici sono tornati a stringere nella seduta di ieri invertendo il trend di presa di profitto osservata alla fine della scorsa settimana. Il Bund in apertura è poco variato con il rendimento a 10 anni in area 1,53%. Il focus, in assenza di altre aste in settimana, sarà sul collocamento del nuovo Btp Italia che nella giornata di ieri ha visto una domanda pari a 6,722 miliardi.  L’EUR scambia in area 1,3816, in calo dalla chiusura di venerdì a 1,3858, la correzione è in parte spiegata dai commenti di Draghi e altri membri del Consiglio ma anche dai dati sulle vendite in America più forti delle attese. Il dollaro/yen si attesta invece a 101,88/90 da 101,82. Quotazioni sul greggio in calo nella notte con gli investitori che si attendono risultati diplomatici positivi dall’incontro che si terrà oggi a Ginevra sulla crisi ucraina.

Area Euro

Area euro. La produzione industriale, al netto delle costruzioni, è cresciuta di 0,2% m/m a febbraio. Il dato di gennaio è stato rivisto al rialzo di due decimi a 0,0%. Su base annua la produzione avanza di 1,7% a/a da un precedente 1,6% a/a. Il dato di febbraio lascia la dinamica trimestrale a +0,4% t/t, invariata rispetto a fine 2013. Al netto dell’energia, che ha segnato, per il clima eccezionalmente mite, un calo di 1,7% m/m (dopo -1,8% m/m), la produzione è cresciuta di 0,5% m/m dopo +0,4% m/m del mese precedente, sostenuta in particolare dalla produzione di beni intermedi e di consumo non durevoli. I dati di gennaio e febbraio confermano una ripresa piuttosto graduale dell’industria area euro ma in linea con le nostre previsioni. Il PMI composito in media nei primi mesi del 2014 si è aggirato 53,1 da 51,7 dei mesi finali del 2013, un recupero del PMI verso quota 54,5 nei prossimi mesi sarebbe coerente con un tasso di crescita trimestrale del PIL AE di 0,4% t/t in linea con le nostre stime per la seconda metà di quest’anno. Non escludiamo una dinamica della produzione piuttosto volatile tra marzo e aprile data la tarda cadenza della Pasqua. Quel che conta per la valutazione dello scenario di crescita e inflazione è la dinamica dei PMI nonché delle indagini di fiducia core e periferia.

BCE. Continuano ad arrivare commenti dai membri del consiglio BCE, oggi Noyer, governatore della Banca di Francia, ha dichiarato che la forza recente del cambio EUR è uno dei principali rischi per la dinamica dei prezzi al consumo e che “se non fosse per la forza dell’euro, l’inflazione area euro sarebbe più bassa di quasi mezzo punto”. Nelle previsioni di marzo la BCE indicava che l’apprezzamento del cambio effettivo (+10% da luglio 2012) ha contribuito a un aumento dell’inflazione di circa 0,4% – 0,5%. La BCE notava inoltre che il tasso di cambio effettivo era di circa il 3% al di sopra del valore di equilibrio. Nel bollettino di marzo la BCE considerava come ipotesi centrale per il cambio EUR 1,36 e indicava che un cambio del 3% più debole avrebbe spinto la crescita e inflazione area euro di 0,1-0,2%. Ammettendo che la risposta di prezzi e domanda interna sia approssimativamente simmetrica, un cambio del 3% (circa 1,40 per l’ EUR) più forte rispetto alle stime di marzo della BCE, determinerebbe un calo di crescita e inflazione area euro BCE di due decimi. In un tale scenario l’inflazione area euro risulterebbe pericolosamente vicina all’1,0% anche nel 2015. Sulla scia dei commenti di Draghi e altri membri del Consiglio e di dati americani più forti delle attese l’EUR ha ceduto nella seduta odierna fino a 1,3820 da un’apertura di 1,3860.

Italia. L’inflazione di marzo è stata confermata allo 0,4% a/a sull’indice NIC e allo 0,3% a/a in base all’armonizzato. Nel mese, i prezzi sono saliti di un decimo sul nazionale e del 2,2% m/m (un decimo più di quanto stimato inizialmente) sull’armonizzato. Il dettaglio conferma sostanzialmente la prima lettura, con una flessione dei prezzi delle comunicazioni (-0,7% m/m), dagli alimentari e alcolici/tabacco (-0,3% m/m) e dell’istruzione (-0,1% m/m). Viceversa, si nota un aumento dei prezzi per i servizi ricettivi e di ristorazione (+0,5% m/m) e per i trasporti (+0,3% m/m), oltre che (ma più contenuto, di appena un decimo) per le spese per la casa e per la salute. Tutte le altre componenti mostrano una stabilità dei prezzi. In prospettiva, il mese di marzo potrebbe rappresentare un punto di minimo per l’inflazione, che tuttavia rimarrà inferiore all’1% probabilmente sino a fine estate. Nel mese di aprile il calo delle tariffe di elettricità e gas (rispettivamente -1,1% e -3,8%) manterrà molto bassa la tendenza. Solo negli ultimi mesi dell’anno si potrebbe vedere una risalita, che tuttavia lascerà la media dell’anno di poco al di sotto dell’1%.

Francia. Nella sua prima visita ufficiale all’estero, il nuovo Primo Ministro Valls ha ribadito che la credibilità della Francia non è in dubbio e che il rapporto deficit/PIL sarà portato sotto il 3% entro il 2015, come concordato con l’UE. Il 2013 dovrebbe aver chiuso peggio delle attese, con il deficit al 4,3% rispetto al 4,1% previsto. L’obiettivo per l’anno in corso è ridurlo al 3,6%. Occorrerà attendere la presentazione del nuovo programma di stabilità il prossimo 23 aprile per valutare la raggiungibilità dell’obiettivo alla luce delle nuove misure che saranno varate.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a marzo sorprendono verso l’alto con una variazione di 1,1% m/m (consenso: 0,9% m/m), nonostante un calo della voce benzina di -1,3% m/m. Il dato di febbraio è rivisto verso l’alto a +0,7% m/m da +0,3% m/m. In questo modo, il bimestre febbraio-marzo compensa notevolmente il calo accumulato fra dicembre e gennaio. Le vendite al netto delle auto a marzo segnano un rialzo solido (+0,7% m/m, consenso +0,5% m/m); la variazione di febbraio è invariata rispetto alla prima stima (+0,3% m/m). I dati di marzo mostrano un aumento di 0,9% m/m per l’aggregato al netto di auto, materiali da costruzione e benzina. Gran parte dei comparti sono in rialzo, con l’eccezione dell’elettronica, della benzina e  della voce “miscellanea”. Complessivamente i dati sono positivi e puntano a una crescita dei consumi decisamente più solida rispetto a quanto atteso sulla base dei dati disponibili in precedenza.   


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