Da seguire: Cina – L’indice PMI Caixin per il settore manifatturiero è calato da 51,9 a 51,0, frenato da produzione e nuovi ordini. La flessione dell’indice ‘ufficiale’ è stata inferiore………
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicc qui per iscriverti gratuitaente
Area Euro
Area euro. La seconda lettura di gennaio dovrebbe confermare che il PMI composito è rimasto circa stabile a 54,3 da 54,4 di dicembre, grazie alla compensazione tra il miglioramento del manifatturiero (a 55,1) e la correzione dei servizi, il cui indice dovrebbe anch’esso essere confermato in calo di un decimo a 53,6 da 53,7 di dicembre. Le indagini PMI di gennaio suggeriscono che il livello dell’attività nell’Eurozona sta proseguendo sui livelli vivaci di fine anno.
Italia. L’inflazione è attesa salire significativamente per il secondo mese consecutivo a gennaio, stimiamo all’1% da 0,5% di dicembre. I prezzi al consumo sono visti in crescita di tre decimi in base all’indice nazionale e in calo di -1,7% secondo l’armonizzato UE (che tiene conto dei ribassi legati ai saldi invernali). La salita è dovuta agli aumenti delle tariffe (tra cui gas +4,7% ed elettricità +0,9%, oltre ai pedaggi autostradali) e ai sensibili rincari dei carburanti. Il trend al rialzo dell’inflazione potrebbe proseguire nei primi mesi del 2017, ma vediamo successivamente una moderazione in corso d’anno al venir meno dell’effetto statistico sull’energia (per una media 2017 a 1,3%).
Area euro. Le vendite al dettaglio sono viste in calo di -0,1% m/m a dicembre dopo il calo del mese precedente (-0.4% m/m). Le vendite dovrebbero essere cresciute dello 0,8% t/t a fine anno dal +0,3% t/t dell’autunno.
Stati Uniti
L’employment report di gennaio dovrebbe essere di nuovo positivo. Gli occupati non agricoli dovrebbero aumentare a un ritmo solido, +175 mila, alla luce del forte calo dei nuovi sussidi nella settimana di rilevazione e delle indicazioni positive delle indagini di settore. La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di gennaio, a 246 mila, mette rischi verso l’alto sulla previsione: recenti modifiche al modello di stima hanno migliorato nettamente la capacità previsiva dei dati ADP. Il BLS pubblica la revisione dei dati del 2016; il benchmark di marzo 2016 è rivisto verso il basso di 150 mila posti e potrebbero esserci variazioni alla forza lavoro. Disaggregando fra settori, si dovrebbe registrare una variazione positiva nelle costruzioni, e un rallentamento nel manifatturiero (dopo +17 mila a dicembre). Nei servizi privati dovrebbe proseguire un trend positivo ma non particolarmente forte, in linea con la media degli ultimi mesi (intorno a 135-140 mila). Il settore pubblico dovrebbe continuare a creare circa 10-15 mila posti. Il tasso di partecipazione dovrebbe stabilizzarsi a 62,7%, mantenendo il tasso di disoccupazione stabile a 4,7%. I salari orari sono previsti in aumento di 0,3% m/m, dopo +0,4% m/m, con qualche rischio verso l’alto. In 19 Stati a gennaio sono entrati in vigore aumenti del salario minimo decisi con il voto dell’8 novembre, che dovrebbero avere un effetto una tantum di circa 0,1pp sui salari aggregati (lavoratori interessati, circa 4 mln, ma possibili aumenti anche a lavoratori con salari superiori, come successo nei due anni precedenti). In questa fase positiva del ciclo, il focus della Fed sarà più sul tasso di disoccupazione e sui salari che sul ritmo di aumento degli occupati, che per ora rimane ampiamente superiore a quello necessario a stabilizzare il tasso di disoccupazione e stimato dalla Fed fra 60 mila e 100 mila nuovi posti.
L’ISM non manifatturiero a gennaio dovrebbe correggere modestamente a 56,8 da 57,2 di dicembre, restando in territorio ampiamente espansivo. Le indagini regionali dei servizi sono state positive, ma l’ISM si è mantenuto su livelli molto elevati nel 2° semestre 2016, e non sembrano esserci le condizioni per un secondo aumento consecutivo. Il trend comunque rimane verso l’alto a partire da agosto 2016.
Ieri sui mercati
Buon recupero dei titoli di stato italiani sul mercato secondario, che stringono su Bund e Bonos in un contesto di diffuso ribasso dei tassi a medio e lungo termine. Persiste la forte volatilità sul debito greco, connessa alla difficoltà che incontra la revisione del programma di assistenza finanziaria. L’euro ha chiuso la giornata in lieve ribasso contro dollaro; sterlina più debole dopo la riunione della Banca d’Inghilterra, che ha portato a una revisione al ribasso delle attese sui tassi per fine 2017. Andamento contrastato per i principali indici azionari europei e americani.
Area Euro
Italia. Nel question time in Senato, il ministro dell’Economia Padoan ha comunicato che il deficit programmatico che il governo si attende per il 2016 scenderà al 2,1% (contro il 2,3% indicato precedentemente nel Documento Programmatico di Bilancio di ottobre), ovvero ha in pratica implicitamente confermato che il governo implementerà la richiesta europea di correzione dei conti pari allo 0,2% del PIL per l’anno in corso. Le misure secondo Padoan andranno adottate “al più tardi entro fine aprile, ma presumibilmente anche prima”. Il ministro ha anche ribadito che un quarto degli interventi riguarderà “tagli alla spesa selettivi” e tre quarti verranno da maggiori entrate, in gran parte legate alla lotta all’evasione fiscale (da cui ci si attende un miliardo), mentre “sono esclusi interventi su Iva e agevolazioni fiscali e estensioni di ulteriori round di voluntary disclosure”.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 28 gennaio calano a 246 mila, da 260 mila della settimana precedente, e si confermano su livelli storicamente bassi, in linea con quanto visto nella prima metà degli anni ’70. I dati sono in linea con tutte le altre informazioni sul mercato del lavoro e coerenti con una situazione di pieno impiego.
La produttività nel 4° trimestre 2016 cresce di 1,3% t/t ann. (1% a/a), dopo +3,5% t/t ann. del 3° trimestre. Il costo del lavoro per unità di prodotto aumenta di 1,7% t/t ann. (+1,9% a/a), confermando l’assenza di pressioni inflazionistiche dal lato delle retribuzioni.
Trump update. Oggi gli ordini esecutivi dovrebbero avviare l’assalto alla legge Dodd-Frank, mantenendo fede alla promessa pre-elettorale di eliminare gran parte della regolamentazione sulle istituzioni finanziarie messa in atto dopo la crisi. Sul fronte della politica estera, notizie di stampa riportano che l’Amministrazione intende imporre nuove sanzioni che colpiscano società individui e organizzazioni militari in Iran. Per ora la strategia di Trump appare efficace nel rafforzare la sua posizione fra gli elettori repubblicani, anche se al prezzo di una maggiore polarizzazione nella società.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



