Grecia. Secondo Reuters, che cita “funzionari di alto livello dell’eurozona”, la Grecia non ha inviato una lista dettagliata di riforme, ma “hanno mostrato alcune idee nel corso del week-end”…..
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Tuttavia, potrebbero servire ancora “parecchi giorni” per arrivare a un documento “sufficientemente completo e credibile da essere sottoposto all’Eurogruppo”, tanto che Kathimerini ritiene improbabile che siano convocate riunioni dei ministri questa settimana e la prossima. Secondo Dow Jones, la lista include un piano di privatizzazioni di aeroporti e la cessione del porto del Pireo. Si parla di un obiettivo per l’avanzo primario di 1,5% nel 2015, conseguito mediante una correzione lorda di 3 miliardi di euro dal lato delle entrate. La crescita 2015 nello scenario di riferimento è data a 1,4%.
Germania – I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a marzo di 0,5% m/m, su rimbalzo dei prezzi delle benzine. Di riflesso, l’inflazione è vista risalire a 0,3% a/a da un precedente +0,1% a/a, sulla misura nazionale e a +0,1% a/a da un precedente -0,1% su quella armonizzata.
Spagna – La stima preliminare per il mese di marzo dovrebbe mostrare un rimbalzo dell’inflazione a -0,3% a/a sull’indice nazionale e armonizzato da un precedente -1,2%. Sul mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti dell’1,0% m/m in parte su spinta dei prezzi delle benzine e in parte per una stagionalità sfavorevole dalla dinamica core.
Italia – La fiducia dei consumatori è vista fare una pausa a marzo a 110,9 dopo il balzo di oltre 6 punti del mese precedente su di un massimo dal 2002 e spiegato da un netto miglioramento dell’indice sulla condizione economica generale (130,9 da 111,1), nonché dell’indice sulle condizioni generali future 116,6 da 107,4. Il calo delle attese di inflazione e disoccupazione spiega il maggiore ottimismo delle famiglie italiane.
Italia – L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’ISTAT dopo il forte aumento di febbraio è visto in miglioramento assai contenuto a marzo fino a 99,5 da 99,1. L’indice tornerebbe, quindi, in linea con la media 2000-15 e si tratterebbe in ogni caso di un massimo da luglio 2014. Il miglioramento del mese scorso era spiegato da un forte aumento degli ordini domestici, da marzo dovrebbe cominciare a vedersi un impatto del cambio sugli ordini esteri. Nel complesso l’andamento dell’indice di fiducia presso le imprese suggerisce che il settore manifatturiero dovrebbe tornare a crescere all’inizio della primavera e indica che la debolezza dei dati di produzione industriale di gennaio dovrebbe essere solo un fenomeno temporaneo.
Area Euro – L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso in recupero fino a 102,9 da un precedente 102,1. In particolare ci aspettiamo di vedere confermato il miglioramento di morale delle famiglie a -3,7 da un precedente -6,7, livello al di sopra della media di lungo periodo (-12,2). La fiducia presso le imprese dovrebbe salire fino a -4,0 da -4,7 stando alle indicazioni dalle indagini di clima nazionali. L’indice per i servizi è visto in miglioramento a +5,0 da 4,5. Sarà interessante verificare la dinamica delle attese sui prezzi praticati dalle indagini settoriali che il mese scorso risultavano ancora in calo.
Stati Uniti
La stima finale del PIL del 4° trimestre conferma una variazione di 2,2% t/t ann. (2,4% a/a), in linea con la seconda stima. Le revisioni alle singole voci sono modeste e mantengono un quadro di crescita trainata dalla domanda domestica privata, frenata dal canale estero, dalla spesa pubblica e dalle scorte.
La spesa personale a febbraio è prevista in aumento di 0,1% m/m, e in marginale calo in termini reali, sulla scia della correzione delle vendite al dettaglio legata al maltempo. Il reddito personale dovrebbe crescere di +0,3% m/m a febbraio, come a gennaio. Il tasso di risparmio dovrebbe essere in rialzo a 5,6% da 5,5% di gennaio, e toccare il massimo da fine 2012. Il deflatore dei consumi è atteso in aumento di 0,2% m/m (0,3% a/a), dopo -0,5% m/m a gennaio. Il deflatore core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (1,3% a/a, da 1,4% a/a di gennaio). A marzo i consumi dovrebbero riaccelerare in modo rapido, recuperando una parte delle vendite perse per via del maltempo a febbraio.
I market mover della settimana
Nell’area euro i dati di marzo dovrebbero mostrare un recupero dell’inflazione per effetto del rimbalzo dei prezzi delle benzine. In Germania l’inflazione è vista a 0,3% da 0,1% a/a. L’inflazione è attesa ancora in territorio negativo anche se in recupero di un decimo nella media area euro a -0,2% a/a, di quasi un punto in Spagna a-0,3% e di un decimo in Italia a -0,1%. La fiducia presso le imprese in Italia è attesa in marginale aumento a 99,5 (media di lungo termine) a marzo. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è visto a 102,9 da 102,1. La disoccupazione è attesa stabile all’11,2% nella media area euro a 12,6% in Italia e al 6,5% in Germania. La spesa per consumi è attesa stabile in Francia a febbraio dopo i forti aumenti dei due mesi precedenti. In Germania, ci aspettiamo ancora una correzione parziale (-1,0% m/m) dopo gli aumenti degli ultimi mesi.
La settimana ha molti dati importanti in pubblicazione negli Stati Uniti. I principali dati di marzo dovrebbero dare informazioni positive. L’employment report dovrebbe ancora mostrare una forte crescita di occupati; il tasso di disoccupazione potrebbe risalire a 5,9% sulla scia di un aumento di partecipazione, e la dinamica dei salari dovrebbe accelerare. L’ISM manifatturiero dovrebbe essere in ripresa; le vendite di auto sono previste in forte rialzo, per compensare le vendite mancate per via del maltempo. La fiducia dei consumatori dovrebbe correggere, restando su livelli elevati. I dati di febbraio dovrebbero mostrare spesa personale in aumento debole, con reddito in crescita più rapida; il deflatore dovrebbe essere in rialzo di 0,2% m/m, mentre il core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m. Il deficit della bilancia commerciale dovrebbe chiudersi a -41 mld di dollari, con segnali ancora deboli sui flussi commerciali.
Ieri sui mercati
Collocati 7 miliardi di BOT semestrali a un rendimento di 0,04%, minimo storico, con buona domanda (1,71x), di poco inferiore rispetto alle aste di gennaio e febbraio. L’agenzia di rating DBRS ha confermato l’Italia ad A(low), portando da negativo a ‘stabile’ l’outlook.
I movimenti del mercato secondario sono stati insignificanti. Negli Stati Uniti, moderato calo e appiattimento della curva.
Euro pressoché stabile contro dollaro appena sotto 1,09, mentre cede contro CHF a 1,0465.
Stati Uniti
La stima finale del PIL del 4° trimestre conferma una variazione di 2,2% t/t ann. (2,4% a/a), in linea con la seconda stima. Le revisioni alle singole voci sono modeste e mantengono un quadro di crescita trainata dalla domanda domestica privata, frenata dal canale estero, dalla spesa pubblica e dalle scorte. I profitti delle imprese calano di -1,4% t/t ann. (-0,2% a/a), dopo +3,1% t/t ann. (+1,4% a/a) del 3° trimestre, mostrando l’effetto dell’apprezzamento del dollaro.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (finale) aumenta a 93 da 91,2 della stima preliminare. Le condizioni correnti migliorano a 105 da 103; le aspettative salgono a 85,3 da 83,7. Le aspettative di inflazione a 1 anno e quelle a 5 anni sono stabili a 3% e 2,8%, rispettivamente.
Il presidente della Fed, Yellen, ha riaffermato che è probabile una svolta più tardi nell’anno e ha sottolineato che un aumento dell’inflazione core o dei salari nominali non è una pre-condizione necessaria per il primo rialzo. Anche Yellen, come altri esponente della Fed la settimana scorsa, ha espresso preoccupazione per il fatto che le aspettative del mercato e della Fed sullo scenario macro e di tassi siano poco allineate.
Fonte: BONDWorld.it
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