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Flash: Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe correggere lievemente a ottobre

Area Euro Germania. La fiducia delle famiglie cala per il secondo mese consecutivo a 9,4 da un precedente 9,6…


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   in parte su preoccupazioni per l’impatto sull’economia e occupazione dello scandalo VW. La fiducia rimane in ogni caso su livelli storicamente elevati. La dinamica del reddito disponibile reale è ancora più che solida e dovrebbe offrire sostegno alla spesa per consumi.

   Francia. La fiducia dei consumatori a ottobre corregge a 96 da 97, dopo il balzo di settembre. Il morale delle famiglie appare comunque più ottimista rispetto a quello della prima parte dell’anno, grazie agli alleggerimenti fiscali promessi dal Governo e al livello dell’inflazione stabilmente basso. Rimane a fattore negativo la disoccupazione persistente. Nel terzo trimestre il livello del morale è salito a 94,7 da 94,0, ed era 91,8 nel primo quarto, ma ancora al di sotto della media di lungo periodo.

   Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe correggere lievemente a ottobre, stimiamo a 112,1, dopo aver toccato a settembre a 112,7 un massimo addirittura da 13 anni e mezzo. Il morale delle famiglie resterebbe comunque coerente con il prosieguo della ripresa dei consumi. Potrebbe invece continuare a migliorare la fiducia delle imprese manifatturiere, stimiamo a 104,7 da 104,2 precedente. Gli sgravi fiscali inclusi nella Legge di Stabilità dovrebbero aiutare a sostenere il morale degli operatori economici tra ottobre e novembre.

Stati Uniti

   La riunione del FOMC di ottobre dovrebbe concludersi con tassi fermi per due motivi: 1) il flusso di dati macro da metà settembre ha registrato segnali di indebolimento della crescita e 2) nel FOMC non c’è un consenso chiaro sui tempi della svolta. La valutazione dell’economia e dello scenario dovrebbe mantenersi positiva, pur segnalando la presenza di un “soft patch”, probabilmente transitorio e dovuto ai venti contrari del dollaro e del prezzo del petrolio. A ottobre, il dibattito soppeserà i pro e i contro della svolta dei tassi: si dovrebbe concludere che è opportuno raccogliere ancora informazioni, ma si dovrebbe lasciare aperta la porta per un rialzo a dicembre. Il FOMC discuterà anche la politica di reinvestimento dei titoli in scadenza, sia in termini estensione temporale sia in termini di dettagli operativi. Le informazioni più rilevanti sulla discussione sulla svolta dei tassi e sul reinvestimento delle scadenze saranno rese note con la pubblicazione dei verbali, dopo tre settimane. Intanto, la volatilità rimarrà elevata, mentre si soppesano le implicazioni di tutti i dati in uscita.

Ieri sui mercati

Sui mercati pesa l’aspettativa per le riunioni di Fed e BoJ di questa settimana. La Fed oggi dovrebbe lasciare i tassi invariati, ma la valutazione dello scenario economico contenuta nel comunicato potrebbe dare qualche indicazione per dicembre. Per quanto riguarda la BoJ prevediamo che venerdì possa esserci un modesto aumento dello stimolo monetario per il 2016. In questo quadro, i mercati azionari hanno chiuso in calo in Europa e Stati Uniti, mentre questa mattina il Nikkei è in rialzo, nonostante dati sulle vendite al dettaglio di settembre più deboli delle attese.

Le dichiarazioni dei membri BCE (v. sotto) aumentano la probabilità di intervento alla riunione di inizio dicembre, e sostengono i mercati obbligazionari europei, che registrano diffusi cali dei rendimenti sul tratto lungo della curva. Il rendimento del BTP a 10 anni scende a 1,45%, con lo spread BTP-Bund in area 100 pb.

Il cambio euro/dollaro è stabile in area 1,10, in attesa della Fed. Anche lo yen è poco variato e si mantiene poco sotto 120,5.

Area Euro

La dinamica di M3 è rimasta stabile al 4,9% a/a a settembre. La media mobile a tre mesi è invariata al 5,0%a/a. Tra le controparti di M3 la crescita dei prestiti alle imprese non finanziarie è stata di 0,1%a/a da un precedente 0,4% a/a, mentre è avanzata dell’1,1% a/a la dinamica dei prestiti alle famiglie dopo il +1,0%a/a di settembre. L’ultima indagine sul credito della BCE segnalava condizioni più accomodanti nei mesi estivi ed in prospettiva un aumento di domanda di prestiti da parte delle imprese. Il rallentamento di settembre potrebbe, quindi, essere un fenomeno temporaneo.

BCE. Coeuré ha detto che la ripresa economica rimane lenta e che la BCE vorrebbe vedere un ritorno delle attese di inflazione al 2%. I rischi per la dinamica inflazionistica restano verso il basso. La BCE sta studiando l’effetto sulla dinamica del CPI di prezzi del petrolio su livelli bassi per un periodo esteso di tempo. Coeuré ha concluso dicendo che la BCE rimane estremamente vigile e che potrebbe aumentare la dose di stimolo monetario. Anche Nowotny ha espresso preoccupazioni per il livello delle attese di inflazione ed ha dichiarato che la BCE continuerà ad acquistare titoli tramite l’EAPP fino a settembre 2016 ed in ogni caso “fino a quando l’inflazione non sarà tornata vicino al target”. Nowotny ha aggiunto che la politica monetaria rimarrà ” non convenzionale” per un po’ e che l’uscita dall’attuale regime non sarà semplice. Le dichiarazioni di Nowotny (generalmente non tra i più interventisti del Consiglio) e Coeuré fanno eco a quelle di Praet e Mersch di ieri e rinforzano le attese di una possibile estensione del QE oltre settembre 2016 alla riunione del 3 dicembre.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli di settembre sono più deboli delle attese. Gli ordini totali calano di -1,2% m/m, dopo -3% m/m di agosto (rivisto da -1,9% m/m). Al netto dei trasporti, la contrazione è di -0,4% m/m dopo -0,9% m/m di agosto. Gli ordini di beni capitali ex-difesa e aerei è in calo di un più modesto -0,3% m/m (dopo -1,6% m/m ad agosto). Le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei aumentano di +0,5% m/m (+2,2% 3 m ann.).Le scorte sono ancora negative, per il terzo mese consecutivo, con una variazione di -0,3% m/m. I dati danno supporto alla previsione di una dinamica modesta degli investimenti delle imprese sia nel 3° sia nel 4° trimestre, e a un ampio contributo negativo delle scorte in estate, ma non danno indicazioni di peggioramento del quadro del manifatturiero.

Il PMI Markit dei servizi (prel.) cala a 54,4 a ottobre, da 55,1 di settembre, confermando che il non manifatturiero rimane in espansione, nonostante la debolezza dei settori industriali.

L’indice della Richmond Fed per il settore manifatturiero a ottobre migliora a -1, da -5 di settembre; anche gli indici a 6 mesi aumentano segnalando una valutazione di debolezza transitoria. Anche l’indagine per i servizi a ottobre migliora, con indicazioni positive per il fatturato, l’occupazione e le aspettative a 6 mesi.

La fiducia dei consumatori a ottobre corregge a 97,6 da 102,6 di settembre (rivisto da 103), con livelli più bassi sia per le condizioni correnti (a 112,1 da 120,3), sia per le aspettative (88 da 90,8). La correzione degli indici a ottobre non modifica le indicazioni fondamentalmente positive dell’indagine: la fiducia rimane all’interno dell’intervallo in cui ha fluttuato da inizio 2015 (fra 90 e 103,8), sui massimi da fine 2007.

Il Congresso ha raggiunto un accordo preliminare su budget e limite del debito che potrebbe essere approvato entro oggi alla Camera e prima del 3 novembre al Senato. L’accordo dovrebbe permettere di eliminare i problemi relativi a budget e debito fino a marzo 2017, scavalcando così le elezioni di novembre 2016 e gli ultimi mesi di gestione dell’attuale Congresso e Presidente. L’accordo dovrebbe includere un rialzo della spesa di circa 80 mld di dollari.

Fonte: BondWorld.it


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