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Flash: Italia. La fiducia di famiglie e imprese potrebbe calare ancora a giugno

Francia. L’indice INSEE di fiducia dei consumatori dovrebbe stabilizzarsi a giugno sul livello attuale (e di lungo periodo) di 100. Il morale delle famiglie francesi rimane positivo e di supporto ai consumi privati…..

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Dall’autunno, l’alleggerimento fiscale promesso dal Governo dovrebbe ulteriormente migliorare la percezione del clima economico.

Italia. La fiducia di famiglie e imprese potrebbe calare ancora a giugno. Il morale dei consumatori è visto flettere per il secondo mese a 113,3 da 113,7 di maggio, la fiducia delle aziende è attesa correggere per il terzo mese a 104 da 104,7 precedente (l’indice manifatturiero, dopo essere rimasto stabile a 107,7 a maggio, è atteso in flessione a 106,7 a giugno). Sulle indagini dovrebbe pesare un minor ottimismo prospettico sulle condizioni economiche del Paese, vista l’incertezza sulle mosse del governo e le tensioni sui mercati finanziari viste a cavallo tra fine maggio e inizio giugno.

Area euro. La dinamica di M3 è vista stabile a maggio al 3,9%. Tra le controparti di M3 potrebbe vedersi un lieve aumento dei prestiti alle imprese al 3,4% da un precedente 3,3% mentre i prestiti alle famiglie dovrebbero essere cresciuti ancora del 2,9%.

Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a maggio sono attesi in calo di -0,4% m/m, seconda correzione consecutiva dovuta alla componente trasporti. A maggio si dovrebbe registrare un’altra netta flessione nel comparto dell’aeronautica civile, in parte compensata da un aumento nel segmento della difesa. Al netto dei trasporti gli ordini dovrebbero essere in rialzo di 0,4% m/m, dopo 0,9% m/m di aprile, proseguendo sul trend positivo indicato anche dalla componente ordini dell’ISM manifatturiero. Gli ordini di beni capitali, al netto di difesa e aerei, sono previsti in moderato rialzo, dopo l’ampia variazione di 1% m/m ad aprile.

Stati Uniti. La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni di maggio dovrebbe registrare un marginale ampliamento del deficit a -68 mld di dollari, da -67,3 mld di aprile. I prezzi delle importazioni a maggio sono aumentati di 0,6% m/m, in parte per via del petrolio, e in parte per via dei primi effetti dei nuovi dazi; anche i prezzi alle esportazioni hanno registrato una variazione di 0,6% m/m. Alla luce dell’accelerazione dell’attività nel trimestre, è probabile un effetto positivo sulle importazioni legato ad accumulo di scorte per fare fronte a una domanda solida.

Ieri sui mercati

Italia. Il Tesoro ha collocato 3 miliardi di titoli, fra i quali 1,75 miliardi del CTZ 30/3/2020 a un rendimento medio lordo di 0,92%, 57pb più alto rispetto alla precedente asta.

De Guindos, Vice presidente della BCE, ha dichiarato che la reazione ordinata dei mercati all’annuncio del 14 giugno scorso di portare a spegnimento il programma di acquisto titoli APP unitamente alle modifiche alla guidance sui tassi, suggeriscono che le decisioni prese dal Consiglio sono adeguate.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a giugno corregge a 126,4 da 128,8 di maggio. Le condizioni correnti sono circa stabili a 161,1 da 161,2, mentre le aspettative calano a 103,2 da 107,2 di maggio, toccando il minimo da inizio anno. La valutazione del mercato del lavoro rimane positiva, sui massimi dal 2001. L’indagine segnala che i consumatori restano ottimisti sullo scenario, ma ritengono probabile che non ci siano spazi per ulteriori miglioramenti significativi.

Stati Uniti. Il Congressional Budget Office ha pubblicato lo scenario economico e di budget di lungo termine. Le previsioni macro per il 2018-48 vedono la crescita media all’1,9% e l’inflazione al 2,4%. Le variabili fiscali confermano un quadro di insostenibilità dei conti federali: il deficit/PIL, dopo un breve periodo di stabilità, torna ad ampliarsi nel resto del trentennio, mentre il rapporto debito/PIL dovrebbe essere pari al 100% del PIL entro il 2030 e continuare ad aumentare, senza mai stabilizzarsi, toccando il 152% del PIL nel 2048. Il sentiero del debito potrebbe essere anche più ripido se il Congresso decidesse di bloccare il rialzo delle imposte sulle famiglie nel 2026 incluso nella riforma tributaria appena entrata in vigore. Il costo degli interessi è un fattore di rilievo per l’insostenibilità dei conti pubblici, spinto dalla normalizzazione del livello dei tassi e dal crescente livello del debito. La spesa primaria sarebbe in aumento da 18% del 2018 a 23% nel 2048, spinta da sanità e previdenza. Le entrate in rapporto al PIL sono circa costanti fino al 2026, quando segnano un rialzo non sufficiente però a stabilizzare deficit e debito. Lo scenario del CBO non sorprende, ma aggiunge indicazioni preoccupanti sulla finanza federale americana.

Stati Uniti. Il governo ha minacciato di applicare sanzioni contro i paesi che continuassero ad acquistare petrolio dall’Iran dopo il 4 novembre, negando ogni intenzione di concedere esenzioni o un periodo di adattamento più lungo, come era invece atteso.

Stati Uniti. Trump ha negato che l’Amministrazione sia in procinto di bloccare gli investimenti in tecnologia americana da parte della Cina, come era stato invece indicato lunedì in un articolo del WSJ, e si avvarrà solo degli strumenti esistenti per difendere la tecnologia americana. La posizione presentata da Trump, in contrasto con quanto affermato fino a pochi giorni fa, segnala che l’amministrazione utilizzerebbe come in passato l’attività del Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS), un’agenzia interministeriale che valuta i rischi per la sicurezza nazionale derivante da investimenti esteri. Questo passo indietro potrebbe rallentare l’escalation delle tensioni con la Cina, alla vigilia dell’introduzione effettiva dei dazi il 6 luglio. Il ministero del Tesoro dovrebbe pubblicare oggi il rapporto che analizza i rischi per il settore tecnologico americano e propone possibili misure per contrastarli. 

Stati Uniti. Bostic (Atlanta Fed) ha detto le tensioni sulla politica commerciale si stanno evolvendo in modo da generare rischi verso il basso sulla crescita. Bostic è fra i votanti quest’anno e ha sempre affermato di essere a favore di tre rialzi quest’anno e potrebbe votare contro un quarto rialzo. Kaplan (Dallas Fed) ha rilevato che l’appiattimento della curva dei rendimenti riflette aspettative di crescita futura fiacca. Riguardo alla guerra commerciale, Kaplan ha detto che i dazi si trasformano in prezzi più alti o margini più bassi, ma è ancora presto per dire quale effetto avrà sulla crescita. 

Fonte: BONDWorld.it


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