Da seguire: Area Euro – Spagna. L’inflazione è attesa calare a 0,3% a settembre da 1,5% ad agosto sull’indice nazionale e a 0,5% da 1,6% sull’indice armonizzato, segnando il minimo sull’anno…..
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Nel mese, la variazione dei prezzi al consumo a settembre dovrebbe essere di -0,2% m/m da 0,3% di agosto sull’indice nazionale e di 0,8% m/m da 0,2% m/m su quello armonizzato. Nella restante parte dell’anno, il CPI dovrebbe tornare leggermente a salire per moderare però in media annua attorno all’1,6% sull’indice nazionale e all’1,8% su quello armonizzato grazie anche al venir meno dal confronto annuale dell’aumento dell’IVA di settembre.
Italia. La lettura finale dovrebbe confermare l’inflazione di settembre in calo allo 0,9% dall’1,2% di agosto sia sull’indice nazionale sia su quello armonizzato. Anche la variazione mensile dei prezzi dovrebbe essere confermata a -0,3% sull’indice nazionale e +1,8% su quello armonizzato. Settembre dovrebbe rappresentare il minimo per l’inflazione italiana. Nell’ultima parte dell’anno, spinto sia da un effetto statistico sfavorevole che dall’aumento dell’IVA, il CPI potrebbe risalire significativamente fino ad arrivare all’1,7% per fine anno.
Italia. Il Tesoro prosegue le aste di metà mese con l’offerta di BTP a 3 e 15 anni, rispettivamente per 3-3,5 mld e 0,75-1,25, e di CCTeu per 0,75-1,25 mld.
Stati Uniti
I repubblicani hanno proposto un protocollo di intesa sul limite del debito, che però per ora lascia fuori la questione del blocco del governo. La proposta avanzata dalla leadership repubblicana delineata da Ryan e Boehner, consisterebbe in un rialzo del limite del debito tale da arrivare fino al 22 novembre, per discutere nel frattempo misure sul trend di medio termine della spesa. La frangia più estrema dei repubblicani alla Camera continua a condizionare l’estensione delle leggi di spesa per riaprire il governo alla cancellazione della riforma sanitaria. I negoziati dei prossimi giorni avranno come base di partenza la proposta di Boehner e Ryan e dovrebbero riuscire, con qualche segnale sulla spesa sanitaria, a portare anche i repubblicani più estremi su posizioni tali da votare un accordo che estenda non solo il limite del debito ma anche le leggi di spesa. Nel prossimo mese si dovrebbe poi delineare un insieme di misure di contenimento della spesa di medio termine condivise, che limitino la dinamica della spesa sanitaria. Ryan ha identificato diverse modifiche a Medicare che facevano parte anche delle proposte del budget di Obama e ha segnalato la volontà di ridiscutere l’allocazione dei tagli automatici della spesa discrezionale che nel 2014 ridurrebbero pesantemente le voci relative alla difesa. Diventa sempre più probabile quindi che un accordo per scongiurare il default si possa trovare in tempi rapidi.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (preliminare) dovrebbe calare a 70 da 77,5 sulla scia della chiusura parziale del Governo seguita alla mancata estensione dell’esercizio provvisorio scaduto il 30 settembre. Il sentiero della fiducia delle famiglie aveva iniziato a correggere nel mese di settembre. Gli effetti del conflitto politico sui dati congiunturali saranno particolarmente pesanti nel mese di ottobre, e renderanno difficile valutare i trend sottostanti. Al momento le previsioni sono estremamente incerte, in mancanza di indicazioni per una strategia negoziale fra Repubblicani e Democratici.
Ieri sui mercati
Sono stati interamente collocati gli 8,5 miliardi di BOT semestrali offerti ieri; il rendimento medio lordo è stato fissato appena sotto l’1%. Sul mercato secondario, i rendimenti del debito italiano sono scesi da 2 a 5pb, in controtendenza rispetto all’andamento dei titoli tedeschi, il che ha prodotto una ampia contrazione dei premi al rischio. Il movimento relativo è stato ancora una volta migliore rispetto alla Spagna.
La chiusura dei premi al rischio riflette il generalizzato miglioramento dell’appetito per il rischio che ha accompagnato la schiarita sul fronte della crisi fiscale americana, tradottasi anche in marcati rialzi dei listini azionari. Scarse, finora, le ripercussioni sui mercati valutari: il dollaro ha recuperato marginalmente sullo yen, ma è arretrato rispetto all’euro. Draghi ha ricordato ieri che la BCE ha ancora un easing bias e che tagli dei tassi sono possibili.
Area Euro
Francia. La produzione industriale dopo tre mesi di cali torna a crescere ad agosto, ma meno del consenso (0,5%), salendo di 0,2% m/m dopo -0,6% m/m di luglio. A livello aggregato, il comparto manifatturiero cresce di 0,3% m/m dopo -0,8% m/m, mentre quello energetico cala di -0,2% m/m da 0,4% m/m. Sull’anno la produzione passa a -2,9% da -1,6%. La produzione industriale è in rotta per peggiorare a -1,4% t/t nel 3° trimestre dopo l’1,2% t/t dell’estate. Il contributo dell’industria al PIL sarebbe pertanto stimato attorno a -0,2, concretizzando il rischio di una stagnazione nel 3° trimestre.
Italia. La produzione industriale è calata ancora a sorpresa ad agosto, di -0,3% m/m dopo il -1% di luglio. Anche il tendenziale annuo è peggiorato, a -7,6% da -1,2% in termini grezzi e a -4,6% da -4,2% se corretto per i giorni lavorativi. Peraltro, il dettaglio appare invece confortante, in quanto l’unico tra i principali raggruppamenti di industrie a mostrare un calo è l’energia. In sintesi, il miglioramento registrato negli ultimi mesi dalle indagini di fiducia delle imprese industriali non si è per ora riflesso in un apprezzabile incremento della produzione e la ripresa potrebbe essere rimandata a settembre. Tuttavia il dato di agosto è assai meno negativo di quanto appare dall’indicatore sintetico. Il dato di agosto lascia l’output nell’industria in rotta per una flessione dell’1% t/t nel trimestre estivo, in linea con quella registrata in primavera e sarebbe coerente con la nostra stima di PIL nel range -0,2%/zero nel 3° trimestre.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 5 ottobre balzano a 374 mila (massimo da fine marzo) da 308 mila della settimana precedente. Il salto della prima settimana di ottobre è in parte dovuto ancora all’aggiornamento dei sistemi informatici utilizzati per la raccolta dei dati sui sussidi in California e in parte ai primi effetti del blocco del Governo federale. Da ora in poi, i dati saranno impossibili da leggere per valutare l’evoluzione congiunturale, per via degli effetti del blocco del Governo.
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