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Flash: Italia. La prima stima del PIL dovrebbe mostrare un proseguimento della fase di ripresa

Da seguire: Germania. La prima stima per il 1° trimestre ha mostrato una crescita del PIL di 0,7%t/t dopo il + 0,3% t/t di fine 2015……


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La variazione annua della serie corretta per i giorni lavorativi è pari a 1,6%. Viene segnalato un contributo positivo di consumi privati, consumi pubblici e investimenti fissi.

   Italia. La prima stima del PIL dovrebbe mostrare un proseguimento della fase di ripresa a inizio 2016, su ritmi più incoraggianti (0,3% t/t) di quelli assai modesti di fine 2015 (0,1% t/t). Ancora una volta la crescita dovrebbe venire dalla domanda interna e soprattutto dai consumi. La tendenza annua è vista a 0,9% dall’1% di fine 2015.

   Paesi Bassi. La prima stima dovrebbe mostrare una crescita del PIL di 0,6% t/t nel 1° trimestre da 0,3% di fine 2015. Il contributo principale dovrebbe essere venuto dalla domanda interna grazie sia ai consumi che agli investimenti. Le esportazioni nette invece potrebbero aver frenato la crescita. La variazione annua si manterrebbe stabile all’1,2%.

   Area euro. La stima preliminare dovrebbe confermare che il PIL dell’Eurozona è cresciuto di 0,6% t/t nel primo trimestre, ovvero a un ritmo doppio rispetto a fine 2015. La variazione annua sarebbe quindi confermata a 1,6%, come a fine 2015.

   Italia. La stima finale del CPI di aprile dovrebbe confermare la prima lettura, secondo cui i prezzi al consumo sono rimasti stabili secondo l’indice nazionale e sono aumentati di tre decimi in base all’armonizzato UE. Anche l’inflazione annua sarebbe confermata in calo a -0,4% sul NIC e a -0,3% sull’armonizzato (da -0,2% di marzo su entrambi gli indici).

Stati Uniti

   Le vendite al dettaglio ad aprile sono previste in aumento di 0,9% m/m, grazie a un forte rialzo nel comparto auto che dovrebbe compensare la correzione di marzo. Al netto delle auto la variazione prevista è di 0,5% m/m. Una parte dell’incremento è dovuto al maggiore prezzo della benzina (aumentato di 4,4% nel mese).

   Il PPI ad aprile dovrebbe registrare una variazione di +0,2% m/m per l’indice headline e di 0,1% m/m per quello core (0,9% a/a).

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (prel.) è prevista in rialzo a 90,5 da 89 di aprile.

Ieri sui mercati

   Area euro – La produzione industriale è calata più del previsto a marzo (-0,8%m/m dopo -1,2%m/m di febbraio). La produzione industriale è comunque cresciuta di 0,8% t/t dopo il +0,4%% t/t di dicembre.

   Stati Uniti – I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano a 294 mila nella settimana conclusa il 12 maggio, da 274 mila della settimana precedente, e toccano il livello più elevato da marzo 2015. Il forte rialzo dei sussidi è quasi interamente dovuto alla variazione registrata nello stato di NY (+14647) e dovrebbe quindi essere collegato allo sciopero in atto alla società di comunicazioni Verizon. I dati sono raccolti nella settimana di rilevazione dell’employment report di maggio e avvisano di rischi verso il basso per i nuovi occupati del mese in corso.

   Stati Uniti – Rosengren (Boston Fed), tipicamente dal lato delle colombe, e George (Kansas City), all’estremo dei falchi, hanno dato segnali favorevoli a un rialzo dei tassi in tempi non troppo lunghi. In una lettera in risposta a un’interrogazione di un membro del Congresso, Yellen ha detto che non escluderebbe completamente l’uso di tassi di interesse negativi in qualche scenario futuro molto avverso.

   L’Inflation Report della Banca d’Inghilterra avvisa che a seguito di un voto per l’uscita dall’UE “le famiglie potrebbero rinviare i consumi e le imprese gli investimenti, riducendo la domanda di lavoro e causando un aumento dell’occupazione”. Infine, “è probabile che la sterlina si deprezzi ulteriormente, forse violentemente”. Ne risulta un sentiero più basso per la crescita e più alto per l’inflazione rispetto alle proiezioni centrali del rapporto, e “le implicazioni per la direzione della politica monetaria dipenderanno dalla dimensione relativa degli effetti”.

   Giappone – Kuroda (BoJ) ha dato indicazioni coerenti con possibile ulteriore allentamento della politica monetaria.

   Seduta moderatamente negativa per le obbligazioni governative europee, condizionate soprattutto dall’offerta sul segmento lungo, ma senza movimenti significativi degli spread sovrani. In mattinata il Tesoro italiano ha collocato poco meno dell’ammontare massimo offerto, ossia 7,47 miliardi di euro suddivisi in quattro BTP, scadenze 2019, 2023, 2030 e 2032, con rendimenti in rialzo sui titoli più lunghi.

   Quotazioni petrolifere in rialzo anche ieri, con chiusura di giornata a 48,08 USD per il Brent Crude future.

   Indici azionari europei in ribasso. Quasi invariato l’S&P500, mentre questa mattina anche il Nikkei ha chiuso con una variazione pesantemente negativa (-1,4%).

   Movimenti limitati sui mercati valutari, eccetto che per l’arretramento dell’euro sul CHF dai picchi di 1,1108 segnati mercoledì (chiusura di giornata: 1,1038).

Fonte: BondWorld.it


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