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Italia. La produzione industriale è attesa ancora in crescita a novembre, di almeno 0,2% m/m dopo lo 0,5% m/m di ottobre. La variazione annua risulterebbe poco variata a 3% da 3,1% precedente. L’output sarebbe in rotta per un sensibile rallentamento nell’ultimo trimestre del 2017, dopo la crescita superiore al punto percentuale vista nei due trimestri precedenti. Le indagini sono peraltro coerenti con una riaccelerazione a inizio 2018.
Stati Uniti. Il CPI a dicembre dovrebbe essere invariato, con una correzione dell’energia. Il CPI core è atteso in rialzo di 0,1% m/m, con qualche rischio verso l’alto, legato agli arrotondamenti. I dati dovrebbero quindi dare un’altra indicazione di moderazione dei prezzi core e indurre la Fed a muovere i tassi con cautela, nel timore di un indebolimento delle aspettative di inflazione.
Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a dicembre sono previste in aumento di 0,5% m/m, dopo +0,8% m/m di novembre. Al netto delle auto le vendite dovrebbero essere solide, +0,6% m/m. Le indicazioni delle imprese sono state positive riguardo agli acquisti nella stagione natalizia, con segnali di rialzo rispetto alle stagioni passate.
Ieri sui mercati
I dati forti e i verbali BCE spingono l’euro sopra quota 1,20 dollari. Tassi in rialzo anche sulle curve governative, anche il movimento è successivamente in parte rientrato. Il Tesoro ha collocato 3 miliardi del BTP ottobre-2020 0,20% a un rendimento medio di 0,04%, con domanda 1,54x l’allocazione; assegnati anche tutti i 3 miliardi previsti per il BTP novembre 2014 1,45%, rendimento medio 1,35% e domanda 1,40x. Indici azionari contrastati, con performance relativamente migliore sull’indice italiano.
Germania. Il PIL tedesco è cresciuto del 2,2% nel 2017 dopo il +1,9% del 2016. Secondo l’ufficio di statistica il Pil sarebbe cresciuto di 0,5%t/t nel 4° trimestre, meno delle attese. Il 2017 segna il 4° anno di crescita al di sopra del potenziale (stimato all’1,4% dalla Bundesbank) per l’economia tedesca.
Germania. Surplus di bilancio del settore pubblico record nel 2017. I dati annuali mostrano un netto miglioramento del saldo di bilancio al +1,2% da un precedente + 0,8%.
Italia. Le vendite al dettaglio sono rimbalzate di +1,1% m/m a novembre, dopo il calo di un punto percentuale registrato a ottobre. Anche la variazione tendenziale è tornata in territorio positivo, a +1,4% dopo il -2,3% precedente (che rappresentava un massimo da oltre 3 anni). Il recupero è dovuto soprattutto agli alimentari e alla grande distribuzione. Il livello della fiducia dei consumatori appare coerente con un rafforzamento della spesa delle famiglie.
BCE: i verbali dell’ultima riunione suggeriscono possibili modifiche alla comunicazione già nella prima parte del 2018. Maggiori dettagli nel documento scaricabile.
Stati Uniti. Il PPI a dicembre cala di -0,1% m/m (2,6% a/a), come l’indice core (2,3% a/a). I prezzi al netto di alimentari, energia e commercio registrano una variazione di +0,1% m/m.
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 6 gennaio aumentano a 261 mila da 250 mila della settimana precedente, toccando il massimo dal 23 settembre, ma restando sempre su livelli storicamente molto bassi.
Stati Uniti. Dudley (NY Fed) ha ribadito che è appropriato proseguire sul sentiero di graduali rialzi dei tassi. Dudley ha sottolineato che le condizioni finanziarie sono anche più accomodanti di quando è iniziato il ciclo di rialzi e a suo avviso questo potrebbe indurre in futuro una riduzione di stimolo più rapida e rischiosa per l’economia. Il secondo rischio evidenziato da Dudley è collegato alla non sostenibilità dei conti federali. I commenti dalla Fed finora hanno mostrato il Comitato diviso fra un gruppo più numeroso, favorevole a tre rialzi (e probabilmente a una mossa già a marzo), e uno più ridotto (almeno tre o quattro) che vorrebbe tassi fermi almeno fino a quando non ci saranno maggiori informazioni sull’inflazione.
Fonte: BondWorld.it
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