Francia. La produzione industriale a settembre potrebbe risalire di 0,3% m/m da -0,3% m/m grazie al contributo del comparto manifatturiero………
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Nel mese le indagini di fiducia erano state positive. La variazione mensile della produzione di energia elettrica dovrebbe essere stata negativa per effetto di un calo accentuato della produzione della componente a combustibile fossile, solo in parte compensata da quella nucleare. Se confermato la variazione annua passerebbe a 2,7% da 1,1%, portando l’output nel 3° trimestre a rallentare a +0,4% t/t da 1,1% t/t. Da ottobre prevediamo un’accelerazione della produzione industriale.
Italia. La produzione industriale è attesa correggere di -0,5% m/m a settembre dopo l’incremento in qualche modo sorprendente di agosto (+1,2% m/m). L’energia darà un contributo negativo. Su base annua, l’output è visto rallentare da 5,7% a 1,6% in termini corretti per gli effetti di calendario (sarebbe comunque l’ottavo aumento consecutivo). Il trend per l’industria resta espansivo, in coerenza con i segnali positivi giunti dalle indagini.
Stati Uniti- La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre dovrebbe segnare un ulteriore rialzo a 104, da 101,7 di ottobre. L’aspettativa di un nuovo aumento è rafforzata dai dati dell’indagine del Conference Board di ottobre, che ha registrato un nuovo balzo, sia per le condizioni correnti sia per le aspettative, sui massimi da quasi 17 anni, con segnali molto positivi anche per il mercato del lavoro.
Aste. Oggi il tesoro italiano colloca BOT annuali per 5,5 miliardi di euro.
Ieri sui mercati
Secondo, netto rimbalzo dei rendimenti sulle curve europee dei titoli di stato, a parziale correzione del rally dei giorni precedenti. L’aumento dei tassi è stato più marcato sulle scadenze lunghe e ultra-lunghe, e ha interessato sia i mercati core, sia quelli periferici. Sulla curva BTP, il movimento ha raggiunto i 9pb sulla scadenza decennale e trentennale. Moderato allargamento dei premi al rischio.
Area Euro. La Commissione Europea ha diffuso le stime macroeconomiche d’autunno. Come era prevedibile la previsione di crescita del PIL area euro è stata rivista al rialzo nel 2017 al 2,2% da una precedente stima di 1,7%. La Commissione si aspetta solo un modesto rallentamento il prossimo anno al 2,1%. Nel caso dell’Italia, la Commissione stima il deficit al 2,1% nel 2017 in calo all’1,8% il prossimo anno ma nuovamente in aumento al 2,0% nel 2019.
BCE. Coeuré ha dichiarato che per il momento non vi sono segnali di sopravvalutazione dei prezzi degli asset né sono emerse indicazioni che andava ridotto in modo più rapido il supporto della politica monetaria alla crescita. Anche Lane ha detto che sarebbe stato troppo presto per un cambiamento radicale della politica monetaria, ma non ha escluso che l’inflazione possa sorprendere verso l’alto. Constancio ha dichiarato che al momento non è stata presa nessuna decisione sugli acquisti di corporate bonds da gennaio in avanti.
Stati Uniti. Il sentiero del Tax Cuts and Jobs Act (TCJA), a solo una settimana dal suo annuncio, è, come atteso, già tortuoso.
Fonte: BondWorld.it
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