Da seguire: Cina – la produzione industriale è cresciuta in maggio di 6,0% a/a, la stessa velocità di aprile. I dati sugli investimenti fissi sono stati peggiori delle attese (+9,6% a/a per il periodo gennaio-maggio), frenati dal settore privato. Resta robusta la crescita dell’edilizia residenziale. In lieve rallentamento la crescita delle vendite al dettaglio (10,0% a/a)…..
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- Nessun altro dato di rilievo.
I market mover della settimana
Nell’area euro, l’inflazione dovrebbe essere confermata in recupero di un decimo a -0,1%, in parte per minori pressioni dalla componente energia ma anche per effetto di minori pressioni dalla dinamica sottostante. La produzione industriale è attesa rimbalzare di +0,9% m/m ad aprile dopo i cali dei due mesi precedenti. I dati di bilancia commerciale dovrebbero mostrare una crescita modesta delle importazioni in valore ad aprile.
La settimana è densa di dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. L’evento principale sarà la riunione del FOMC: dopo l’employment report di maggio, non c’è dubbio che i tassi resteranno fermi, quindi il focus sarà sulla comunicazione (proiezioni e conferenza stampa). In termini di dati, le prime indagini del manifatturiero di giugno dovrebbero segnalare ancora modesta contrazione dell’attività ma ottimismo per le prospettive a sei mesi. Per i dati di maggio, le vendite al dettaglio dovrebbero essere positive; la produzione industriale dovrebbe calare per via di utility ed estrattivo, ma registrare un modesto aumento nel manifatturiero. Anche i cantieri e le licenze edilizie dovrebbero correggere a maggio, restando su un trend positivo. Sul fronte dei prezzi, prezzi all’import, PPI e CPI dovrebbero segnare aumenti moderati, in linea con una graduale ripresa generalizzata dell’inflazione.
Venerdì sui mercati
- L’andamento dei sondaggi sulle intenzioni di voto al referendum inglese del 23 giugno si è fatto più favorevole agli euroscettici, imprimendo ai mercati una svolta in direzione del contenimento del rischio. I listini azionari mondiali hanno registrato forti ribassi, più pesanti in Europa e Giappone rispetto agli Stati Uniti. Anche le quotazioni petrolifere sono state interessate da un movimento correttivo che le ha riportate a $50,04 dai massimi intorno a $52 del 9 giugno.
- Sui mercati dei titoli di stato, il rendimento del Bund decennale è ulteriormente calato allo 0,02%. L’aumento dell’avversione al rischio ha fatto moderatamente salire i differenziali BTP-Bund, con variazioni di 2-3pb sul tratto 20-10 anni e di 6pb sulle scadenze più lunghe (sulle quali può aver inciso anche l’offerta in arrivo oggi, con 1,5-2,0 miliardi di BTP 2044 e 2047 nel totale di 5,5-7,0 miliardi di carta a medio e lungo termine offerta). Il movimento del mercato spagnolo è stato nella medesima direzione, e non sembra influenzato in modo particolarmente negativo dall’approssimarsi delle elezioni politiche del 26 giugno.
- La sterlina ha ceduto nettamente contro dollaro, tornando a scontare in misura significativa un rischio di uscita dall’UE dopo la tranquillità di maggio: il calo di venerdì è stato il più ampio nella serie di 3 consecutivi, e ha portato il cambio contro dollaro a 1,4256. La tendenza al ribasso continua oggi. L’euro si apprezza sulla sterlina, ma in compenso cede contro dollaro: venerdì la giornata si è chiusa a 1,1249. I movimenti cautelativi favoriscono il franco svizzero (10853 contro euro) e lo yen, scambiato a 119,23 contro euro e a 105,90 contro dollaro.
Francia – La produzione industriale ad aprile ha sorpreso ampiamente verso l’alto, aumentando di 1,2% m/m da -0,4% m/m (rivisto al ribasso di un decimo) e realizzando il risultato più forte da agosto scorso. Dai dati pubblicato dall’INSEE emerge uno spaccato decisamente positivo, con tutti i principali settori che registrano un’espansione. La variazione annua della produzione accelera a +1,9% a/a da -0,8% a/a, impostando il dato trimestrale per aumento di 0,5% t/t da -0,6% t/t, in linea con le nostre previsioni di un’accelerazione nel secondo trimestre dopo il calo del primo. Se confermato, il contributo al PIL potrebbe essere nell’ordine di un decimo; sussistono rischi al ribasso all’output nel secondo trimestre a causa degli scioperi di maggio scattati a seguito dell’approvazione della loi travail e delle recenti inondazioni.
Italia – La produzione industriale è cresciuta di 0,5% m/m ad aprile dopo il dato invariato di marzo. Il dato è superiore alle aspettative (+0,3% m/m). L’indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi ad aprile 2016 sono stati 20 contro i 21 di aprile 2015), accelera a +1,8% dal +0,5% a/a del mese precedente. Il recupero è trainato dai beni intermedi (+2,2% dopo il -1,1% m/m di marzo) e dai beni di consumo non durevoli. La ripresa appare più diffusa, almeno all’interno del manifatturiero: soltanto un settore (il tessile) risulta in calo su base annua. La crescita “acquisita” della produzione industriale nel trimestre corrente è pari a 0,3% t/t, ovvero la metà del ritmo evidenziato nel trimestre precedente.
Stati Uniti – La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (prel.), a 94,3, è poco variata rispetto alla lettura finale di maggio (94,7). Le condizioni correnti migliorano a 111,7 da 109,9, toccando il massimo da giugno 2005. Le aspettative correggono modestamente a 83,2 da 84,9.
Fonte: BondWorld.it
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