Da seguire: Nessun dato di rilievo in agenda. Ieri sui mercati: Giornata negativa sui mercati azionari, positiva su quelli obbligazionari…..
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Le borse hanno reagito negativamente all’aumento delle tensioni sulla Grecia e alla debolezza del comparto energia, oltre che al rialzo della probabilità di una svolta dei tassi Fed entro l’estate e al rafforzamento del dollaro. Chiusura positiva per il Nikkei questa mattina, anche sulla scia di dati sugli ordini di gennaio migliori delle attese e di dichiarazioni da parte di Shirai (BoJ), che aprono spiragli per un possibile ulteriore stimolo monetario. In Cina, i dati macroeconomici di febbraio pubblicati questa mattina sono complessivamente deludenti.
Sui mercati obbligazionari dominano invece gli effetti positivi dell’attuazione del programma di acquisti della BCE. Per i titoli di stato europei, sia core che periferici, soprattutto sui segmenti lungo ed extra-lungo della curva delle scadenze, si registrano nuovi minimi storici. Il BTP a due anni tratta in area 0,15%, poco mosso rispetto alla chiusura di ieri, mentre il decennale scende di circa 6pb in termini di rendimento scambiando a fine seduta poco sopra l’1,2% con lo spread in leggero ampliamento a causa del calo ancora più ampio dei tassi tedeschi. Il calo dei rendimenti europei trascina verso il basso anche quelli americani: il T-note a 10 anni torna sui livelli precedenti la pubblicazione dell’employment report di venerdì scorso, con rendimento a 2,12% dalla chiusura a 2,24% il 6/3.
Sui mercati valutari, il QE e l’aspettativa per la riunione FOMC di metà marzo dominano la scena, spingendo l’euro poco sotto 1,07. Lo yen scambia fra 121 e 121,5 contro dollaro.
Area Euro
L’Ecofin, come ampiamente scontato, ha confermato la decisione dell’Eurogruppo di non aprire una procedura per debito eccessivo nei confronti di Italia e Belgio in quanto ha “tenuto conto di tutti i fattori rilevanti”, pur sottolineando che dovranno essere monitorati gli sviluppi in quei Paesi. Nel caso dell’Italia c’è piena aderenza all’aggiustamento richiesto del deficit strutturale, mentre la regola del debito non è pienamente soddisfatta ma si è tenuto conto delle condizioni macroeconomiche eccezionali e dello sforzo sulle riforme strutturali. I Ministri hanno discusso del regolamento del nuovo Fondo Strategico Europeo per gli Investimenti che fa parte del piano Juncker; la partecipazione degli Stati avverrà non direttamente ma attraverso le banche nazionali di sviluppo ai progetti (in Italia, la CDP contribuirà per 8 miliardi; un contributo analogo verrà dagli enti omologhi in Germania e Francia). Il fondo sarà sostenuto da garanzie pubbliche europee per 16 miliardi e da 5 miliardi effettivamente versati dalla BEI e l’obiettivo è che diventi operativo da luglio. La Grecia non era nell’agenda dell’Ecofin ma oggi a Bruxelles dovrebbero riprendere gli incontri “tecnici” tra il governo e i creditori UE, BCE e FMI.
Italia. La Camera ha approvato il Ddl Boschi di riforma della Costituzione (superamento del bicameralismo perfetto e revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione) con 357 voti favorevoli e 125 contrari. Il testo torna ora in seconda lettura al Senato, che si dovrà esprimere solo sulle modifiche apportate alla Camera, e dovrà poi essere approvato con una successiva deliberazione a maggioranza da ciascuna delle due Camere trascorso un intervallo di tempo non inferiore a 3 mesi; infine, sarà sottoposto a referendum confermativo (che, visti i tempi tecnici, potrebbe svolgersi non prima di febbraio 2016).
Focus Italia: delude la produzione industriale a gennaio
- Italia. La produzione industriale è scesa a sorpresa a gennaio, di -0,7% m/m. E’ il primo calo dallo scorso mese di settembre. La variazione annua torna in territorio negativo, a -5,2% in termini grezzi e a -2,2% se corretta per gli effetti di calendario (da +0,1% di dicembre).
- Il dato è assai deludente e aggiunge rischi verso il basso sulla nostra stima di un PIL in crescita di 0,2% t/t nel trimestre in corso. Tuttavia, tipicamente i dati di dicembre-gennaio sono molto volatili in quanto condizionati dalle festività; in tal senso, ci aspettiamo un rimbalzo su base mensile a febbraio.
- In ogni caso, poiché i segnali dalle indagini di fiducia restano positivi e poiché soprattutto non si sono ancora visti appieno gli effetti benefici degli shock su prezzo del petrolio e tasso di cambio (quest’ultimo, accentuatosi decisamente nel mese di marzo), oltre che del QE appena avviato dalla BCE, confermiamo le nostre stime di crescita del PIL sia per il trimestre in corso che per l’intero 2015, e pertanto riteniamo che non sia appropriato parlare di ennesima falsa partenza per l’economia italiana.
Fonte: BONDWorld.it
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