Flash: Italia. La produzione industriale è vista rimbalzare

Da seguire: Area Euro: Grecia. Il governo di Atene ha inoltrato nella tarda serata di ieri le proposte per la manovra correttiva 2015 e il programma fiscale e di riforme per il triennio 2016-18…..

 


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Le proposte ricalcano l’offerta che era stata fatta dai creditori alla Grecia il 25 giugno, e respinta dal referendum del 1° luglio. In particolare, la riforma delle pensioni di anzianità è ora prevista entro il 2022, si accetta la graduale soppressione delle pensioni integrative, e le isole perderanno entro fine 2016 il regime agevolato sull’IVA. La Grecia conferma anche l’obiettivo del 3,5% per l’avanzo primario nel 2018, ma non gli obiettivi fiscali del triennio 2015-17: la dimensione dichiarata della correzione, infatti, è invariata a 8 miliardi di euro e il deterioramento che nel frattempo ha interessato economia e conti pubblici implica che lo scenario a legislazione invariata sarebbe notevolmente peggiore. Infatti, la Grecia si impegna a realizzare lo stesso sforzo fiscale già concordato, non a raggiungere gli stessi saldi primari. A fronte di questa potenziale debolezza della proposta, né la lettera di Tsakalotos, né il documento analitico fanno alcun riferimento esplicito a richieste di ristrutturazione del debito, che avrebbero rischiato di affossare il piano in sede di Eurogruppo. Si parla soltanto di “regolare” l’andamento debito pubblico.

La dimensione del prestito ESM richiesto ammonta a ben 53,5 miliardi di euro. Fra 2015 e 2018 la Grecia deve fronteggiare circa 21 miliardi di oneri per il servizio del debito nei confronti del FMI e per il piccolo flusso di interessi sulla GLF, oltre a 16 miliardi di rimborsi di obbligazioni detenute dall’Eurosistema come residuo del programma SMP.

Non sono ancora state divulgate reazioni da parte dei creditori. Oggi è previsto l’esame delle proposte da parte delle istituzioni (BCE, Commissione Europea e FMI), il cui parere sarà poi trasmesso all’Eurogruppo (forse in serata). I ministri delle finanze si riuniranno sabato alle h15:00 per valutare se accettare o no la richiesta di prestito ESM avanzata mercoledì dalla Grecia, in una riunione dall’esito ancora incerto a causa del significativo numero di paesi del Nord ed Est Europa che hanno ormai assunto come scenario base quello dell’uscita della Grecia dalla zona euro. Tuttavia, la capitolazione pressoché totale migliora le probabilità di successo. La decisione di avviare, in linea di principio, il prestito spetta al board dell’ESM e richiede per alcuni paesi un mandato conferito dal parlamento al proprio rappresentante. Dopo la decisione del board dell’ESM, la Commissione Europea negozia la parte condizionale del programma, mentre l’ESM redige la proposta finanziaria. I documenti devono poi essere approvati dall’Euro Working Group e dall’Eurogruppo.

Anche il fronte interno presenta qualche criticità. La fazione radicale del partito ha lamentato il superamento delle ‘linee rosse’ inizialmente fissate per i negoziati, e non è ancora sicuro che voterà a favore in parlamento. Ciò potrebbe rendere cruciale il supporto fornito dai partiti di centro-sinistra (To Potami e Pasok) al momento del voto. Se ciò si verificasse, è probabile che Tsipras rassegnerebbe le dimissioni da primo ministro, per ritornare al governo a capo di un governo di unità nazionale con il mandato di implementare il programma di riforme. Questa mattina alle h. 8.00 locali è prevista una riunione del gruppo parlamentare di Syriza che dovrebbe chiarire se il rischio di spaccatura è concreto. Alle 13:00 inizierà il dibattito parlamentare sulla bozza di programma, che sarà seguito dal voto.

Italia. La produzione industriale è vista rimbalzare di 0,4% m/m a maggio dopo il calo a sorpresa di -0,3% m/m ad aprile. L’output è atteso in crescita anche su base annua (1,6% grezzo, 1,8% corretto per i giorni lavorativi). Le indagini sono coerenti con una ripresa dell’output, che pure ci aspettiamo irregolare e di modesta entità.

Francia. La produzione industriale è cresciuta di +0,4% m/m a maggio dopo la frenata di aprile (-0,8% m/m); il rimbalzo è trainato dal manifatturiero (+0,6% m/m), che ha compensato l’ulteriore calo del comparto energetico ed estrattivo (-0,9% m/m), dovuto all’andamento meteorologico. Le indagini di fiducia mensili hanno indicato nel manifatturiero una decisa risalita dell’attività e degli ordini. Il secondo trimestre è in rotta per un calo di -0,5% t/t dopo il +1,6% t/t di marzo, e la produzione industriale contribuirà in misura marginalmente negativa alla formazione del PIL nel secondo trimestre.

Ieri sui mercati

Sui mercati europei ieri circolava un certo ottimismo riguardo alla possibilità di un esito positivo dei negoziati sulla Grecia, riflessosi in chiusure positive degli indici azionari e, soprattutto, in una contrazione dei differenziali periferia-centro sui titoli governativi. Il movimento è stato più marcato sul Portogallo, più penalizzato durante la fase di tensione.

Stati Uniti

I sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 4 luglio aumentano a 297mila da 282mila della settimana precedente, toccando il massimo da fine febbraio. I dati nelle prime settimane di luglio risentono di problemi di destagionalizzazione per via della giornata di festività del 4 luglio. Sussidi intorno a 300mila sono comunque coerenti con una creazione di nuovi posti di lavoro pari a circa 200mila, pertanto il dato di inizio luglio dà informazioni positive sullo stato del mercato del lavoro.

Fonte: BONDWorld.it


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