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Francia. La produzione industriale a dicembre potrebbe essere rimasta circa stabile a +0,1% m/m dopo il calo di cinque decimi di novembre.
Italia. La produzione industriale è vista tornare a crescere a dicembre dopo la stagnazione del mese precedente. L’output potrebbe far segnare un incremento di 0,3% m/m.
Ieri sui mercati
La Banca d’Inghilterra segnala che la politica monetaria dovrà essere ristretta “prima e un po’ più rapidamente” di quanto anticipato nei prossimi anni.
Forte ribasso degli indici azionari mondiali, accompagnato ieri da rialzi dei rendimenti sulle curve dei titoli di stato. I rialzi hanno interessato anche la periferia europea, che ha registrato un allargamento dei differenziali con la Germania. L’Irlanda in mattinata ha collocato 1,25 miliardi dei suoi titoli 2028 e 2037. La Grecia ha collocato tramite sindacato 3 miliardi di euro di un bond a 7 anni, rendimento all’emissione 3,5%, che ha incontrato domanda robusta. Cambio euro/dollaro poco mosso in area 1,22.
BCE. Praet in un discorso su come evolverà la politica monetaria ha ribadito che le prossime mosse sono condizionate all’evoluzione dei dati e ad un aggiustamento sostenibile del sentiero di inflazione.
Stati Uniti. L’iter della legge di spesa al Senato è stato rallentato dall’opposizione di un senatore repubblicano. Il voto in aula, su linee bipartisan (73-26) è avvenuto dopo la mezzanotte, aprendo la strada al secondo shutdown governativo in poche settimane. Il disegno di legge approvato questa notte dal Senato deve ora andare alla Camera, che probabilmente lo approverà in giornata. Le misure prevedono un aumento di spesa di 300 mld (poco più di metà andrà alla difesa) per il periodo fino a ottobre 2019, estensione di tagli di imposte scaduti a fine 2017, e sospensione del limite del debito fino a marzo 2019.
Stati Uniti. Mester (Kansas City Fed) ha detto che, alla luce dello scenario attuale di piena occupazione e stabilità dei prezzi, è “ragionevole” prevedere tre rialzi dei tassi nel 2018.
Fonte: BondWorld.it
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