Flash Macro Daily

Flash: Italia. La produzione industriale potrebbe calare di due decimi ad aprile

Da seguire Francia. Il primo turno delle elezioni legislative profila un’ampia vittoria per il partito del Presidente Macron………..


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Secondo i risultati provvisori, LREM sfiora il 33% dei voti, al secondo posto i Repubblicani con quasi il 21% e terzo il FN con il 13% (e con Marine Le Pen probabilmente eletta per la prima volta all’Assemblea Nazionale). La France Insoumise ottiene l’11% dei voti mentre il Partito Socialista esce nettamente sconfitto, in coerenza con le presidenziali (solo 9,7%). L’astensionismo è stato molto massiccio, arrivando a superare il 50% degli elettori, il massimo storico per la Quinta Repubblica. A questo punto l’esito del secondo turno del 18 giugno appare quasi scontato: dovrebbe assicurare a Macron la maggioranza assoluta. Su un totale di 577 seggi, le proiezioni danno LREM tra i 415 e i 455 seggi, i Repubblicani tra gli 80 e i 100, tra 30 e 40 i socialisti e meno di 10 per il FN, la cui portata destabilizzante è stata ormai del tutto disinnescata per questa legislatura. Nonostante l’elevata astensione, il consenso per Macron e il suo movimento è andato aumentando, passando dal 24% delle presidenziali a oltre il 32% del primo turno delle legislative.

Italia. La principale novità emersa del primo turno delle elezioni amministrative è l’arretramento del Movimento 5 Stelle, che non sarà al ballottaggio tra due settimane in nessuna delle principali città (si votava in 1004 comuni tra cui 21 capoluoghi di provincia e 4 capoluoghi di regione). In calo l’affluenza (poco superiore al 60%, quasi sette punti in meno rispetto al 2012). Il secondo turno vedrà nella maggior parte dei capoluoghi una sfida tra liste di centrosinistra e di centrodestra, oltre ad alcune liste civiche. Tra i pochi eletti al primo turno (a scrutinio non ancora ultimato) il sindaco uscente di Palermo Leoluca Orlando. Il test elettorale potrebbe influire sulla riforma della legge elettorale, con qualche possibilità che i principali partiti di centrosinistra e centrodestra prendano in considerazione dei correttivi maggioritari all’impianto proporzionale.

Italia. La produzione industriale potrebbe calare di due decimi ad aprile dopo gli aumenti di febbraio e marzo. Il dato sarebbe condizionato dalla distribuzione delle festività (Pasqua seguita a breve distanza dal ponte festivo della Liberazione). Potrebbe però tornare in positivo il contributo dell’energia. Su base annua, l’output in termini grezzi risulterebbe in calo di ben

-5,1%, che diventa però +2,3% se corretto per gli effetti di calendario (da +2,8% precedente). La produzione dovrebbe tornare ad espandersi già a maggio, e le indagini nel settore manifatturiero, sia pur in lieve calo nell’ultima rilevazione, restano su livelli più che espansivi.

I market mover della settimana

Nella zona euro il focus sarà sull’indice ZEW che fornirà le prime indicazioni sull’andamento del morale nel mese di giugno. Ci aspettiamo una stabilizzazione delle attese a 21. La produzione industriale euro zona è attesa in aumento solo di 0,4% m/m ad aprile sui contributi positivi dalla Germania mentre in Italia ci aspettiamo un calo di 0,2% m/m dopo gli aumenti di febbraio e marzo. Le stime finali dovrebbero confermare che a maggio l’inflazione ha rallentato di cinque decimi a 1,4% da 1,9% nella media area euro, a 1,4% da 2,0% in Germania, a 0,9% da 1,4% in Francia e a 1,5% da 2,0% in Italia. Nei prossimi mesi effetti statistici favorevoli spingeranno l’inflazione nuovamente attorno all’1,2% nella media euro zona ma l’andamento recente del prezzo del petrolio suggerisce rischi verso il basso.

La settimana è densa di dati macroeconomici importanti negli Stati Uniti, ma il focus sarà sulla riunione del FOMC. Il FOMC dovrebbe decidere un nuovo rialzo dei tassi di 25pb e aprire la porta alla riduzione del bilancio, confermando il sentiero di normalizzazione della politica monetaria. Le prime indagini del settore manifatturiero di giugno dovrebbero confermare espansione dell’attività. Fra i dati di maggio, i prezzi dovrebbero dare ancora segni di moderazione, con un calo del CPI e un aumento modesto dell’indice core, mentre il PPI dovrebbe essere in rialzo di 0,2% m/m. La produzione industriale e i nuovi cantieri di maggio dovrebbero segnare aumenti.

Venerdì sui mercati

L’andamento negativo dei mercati azionari di venerdì a Wall Street, guidato dalle aziende tecnologiche (Nasdaq -1,8%), prosegue stamane sulle piazze asiatiche (Nikkei -0,5%, Hang Seng -1,2%). Rendimenti sui Treasuries in aumento per il quarto giorno di fila (+2pb a 2,22% il decennale). Nell’area dell’euro, rendimenti e spread sui titoli periferici in calo (Btp poco sopra il 2% e spread a 178pb) sul ridursi dei rischi politici. Viceversa, la sterlina (attorno a 1,277 contro dollaro) è ancora appesantita dall’incertezza politica nel Regno Unito, visto che per il momento non è dato per scontato l’accordo tra i conservatori di Theresa May e gli unionisti nordirlandesi del Dup. Il petrolio rimbalza marginalmente dopo il calo della settimana scorsa dopo l’aumento delle scorte negli Usa. Sul mercato primario italiano, prende il via oggi la tornata di collocamenti di metà mese che vede il Tesoro offrire 6,5 miliardi di euro nell’asta del Bot annuale (contro un identico importo in scadenza).

BCE. Nowotny ha dichiarato che il dibattito sul futuro del programma di acquisti sarà avviato tra luglio e settembre. Nowotny ha aggiunto che i mercati devono essere preparati. Nowotny ha però aggiunto che vede più rischi verso il basso che non verso l’alto per la dinamica inflazionistica il che rappresenta una sfida per la BCE, ciò spiega perché il Consiglio ha fatto solo degli aggiustamenti “omeopatici” alla guidance alla riunione di giugno. Secondo Nowotny sarebbe ragionevole se il target d’inflazione fosse interpretato come “banda” di oscillazione per i tassi.

Germania. Il saldo delle partite correnti è calato da 30,2 miliardi di euro a 15,1 miliardi ad aprile.

Francia. Contrariamente alle attese di consenso, la produzione industriale corregge ad aprile di -0,5% m/m dopo il +2,2% m/m di marzo.

Italia. Il tasso di disoccupazione è sceso a 11,6% nel 1° trimestre, dall’11,8% (rivisto al ribasso di un decimo) nei tre mesi precedenti.

Fonte: BondWorld.it


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