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Italia. La produzione industriale potrebbe correggere di due decimi a luglio dopo il balzo di giugno (+1,1% m/m). Su base annua l’output rallenterebbe a +2,4%. Negativo, specularmente al mese scorso, dovrebbe risultare il contributo dell’energia. La correzione su base congiunturale sarebbe comunque temporanea in quanto le valutazioni degli imprenditori sulle prospettive dell’attività nei prossimi mesi restano favorevoli.
I market mover della settimana
Nella zona euro le stime finali dovrebbero confermare una generalizzata risalita dell’inflazione: all’1,8% in Germania, all’1,0% in Francia, all’1,4% in Italia e al 2,0% in Spagna. La produzione industriale dell’Eurozona a luglio è attesa avanzare di un decimo dopo il calo di giugno, mentre in Italia potrebbe calare dopo il balzo del mese precedente. Infine, il costo del lavoro per l’Eurozona nel secondo trimestre dovrebbe essere rimasto stabile all’1,5% a/a.
La settimana ha molti dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti, alcuni già influenzati dalle conseguenze dell’uragano Harvey. L’informazione più rilevante è l’inflazione di agosto, che rappresenta un input importante per la riunione del FOMC del 20 settembre. Il PPI e il CPI dovrebbero accelerare il passo, non solo sulle misure headline per via dell’aumento della benzina, ma anche per gli indici core. Il CPI core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m, dopo 5 mesi di variazioni più contenute. I dati di attività dovrebbero essere positivi. A settembre, l’Empire dovrebbe aumentare modestamente, restando su livelli elevati, mentre la fiducia dei consumatori potrebbe già correggere per via dell’uragano. Ad agosto, la produzione industriale dovrebbe aumentare di 0,3% m/m, grazie al manifatturiero, e le vendite al dettaglio dovrebbero essere sostenute, nonostante il calo nel comparto auto, con il sostegno della domanda di scorte precedente l’uragano.
Ieri sui mercati
Moderato rimbalzo dei rendimenti obbligazionari, più marcato per la periferia che per Bund e OAT. L’euro resta in area 1,20 dollari. . Il Tesoro italiano ha annunciato che all’asta del 13 settembre offrirà il nuovo BTP 15/11/2024 1,45% per un ammontare obiettivo di 3,5,4,0 miliardi, oltre a riaprire il BTP 15/6/2020 0,35% per 2,0-2,5 miliardi e il BTP 1/9/2036 2,25% per 1,0-1,5. Anche il Portogallo intende collocare carta a lungo termine mercoledì (riapertura per 0,75-1,0 miliardi di PGB aprile 2027 4,125%).
Francia. La produzione industriale è cresciuta a luglio di 0,5% m/m recuperando parte del calo di -1,1% m/m di giugno. L’aumento è spiegato da una risalita del manifatturiero (+0,3% m/m da -0,9% m/m) ma soprattutto da un rimbalzo della produzione energetica (+1,7% m/m da -2,4% m/m). La variazione annua passa quindi a 3,7% da 2,4% impostando la produzione per un’espansione di 0,4% t/t dopo il forte +1,1% t/t primaverile. Se confermato, il contributo dell’industria alla formazione del PIL sarebbe residuale e pari a circa mezzo decimo. Il clima rimane ben impostando nel settore e in media l’industria dovrebbe crescere dell’1,7% quest’anno da 0,3% del 2016.
BCE. Liikanen ha dichiarato che alcune decisioni sul QE verranno prese a dicembre, il che potrebbe indicare che alla riunione di fine ottobre verranno date soltanto delle indicazioni di massima. Weidmann ha confermato che il Consiglio deciderà cosa fare dopo dicembre 2017 alla prossima riunione in modo da poter valutare il quadro e gli scenari alternativi con più calma. Gli acquisti verranno in ogni caso ridotti a partire da gennaio prossimo quello che resta da definire è la velocità di uscita. Reuters riporta che fonti vicine alla BCE avrebbero indicato che alla riunione di settembre sono stati discussi scenari alternativi che prevedono una riduzione a 40 o 20 miliardi o uno scenario intermedio, probabilmente a 30 miliardi di euro, per sei o nove mesi.
Stati Uniti. La Camera ha approvato il disegno di legge passato al Senato che estende la legge di spesa e il limite del debito all’8 dicembre e finanzia la ricostruzione post-uragani. Si conferma così la linea bipartisan adottata da Trump la settimana scorsa e si sposta il rischio di chiusura del governo a metà dicembre, dato che non è detto che fra tre mesi la distensione in Congresso sia ancora in atto.
Fonte: BondWorld.it
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