Da seguire: Nessun dato di rilievo……….
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Ieri sui mercati
Mercati azionari in generale rialzo (S&P +0,5%, Euro Stoxx +0,5%, Dax +0,2%), con dati macroeconomici positivi negli USA e petrolio sostenuto da aspettative diffuse di un probabile accordo alla riunione OPEC di fine mese. FTSE MIB stabile, frenato dal settore bancario. Nikkei in rialzo questa mattina (+0,6%).
Sui mercati obbligazionari, i rendimenti americani proseguono sul trend al rialzo, con il Treasury a 10 anni a 2,33%, sui massimi da novembre 2015, dopo l’audizione di Yellen che ha rafforzato le aspettative di un rialzo a dicembre e ha indicato che la Fed terrà conto degli effetti di eventuale nuovo stimolo fiscale (v. sotto). In Europa, modesta correzione dei rendimenti delle curve core (Bund 10 anni a 0,27%). Il Btp a due anni scambia poco mosso in area 0,05% mentre il decennale si riporta sopra il 2,10% con lo spread in allargamento di 10pb, oltre i 180pb. La BoJ ieri ha sorpreso annunciando acquisti illimitati di JGB su due tratti della curva (1-3 anni e 3-5 anni), con indicazioni di tasso a due anni di -0,09% e di -0,04% per il 5 anni, per contrastare il movimento rialzista della curva dei rendimenti seguito al voto americano.
Sui mercati valutari, il dollaro continua la marcia verso l’alto. Ieri, l’ulteriore apprezzamento contro lo yen (che ha sfondato questa mattina la soglia di 110 e scambia in area 110, 7) e l’euro (1,0594), si è consolidato dopo l’audizione di Yellen, che ha alimentato aspettative di un sentiero di rialzi dei fed funds più ripido in caso di nuovo stimolo fiscale.
Area Euro
Euro zona La seconda stima conferma l’inflazione in aumento di un decimo a ottobre a 0,5%. L’inflazione core al netto di energia e alimentari è calata di un decimo a 0,7%. L’inflazione al netto di energia alimentari e tabacchi è ferma a 0,8% per il 3° mese consecutivo. Nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe riaccelerare fino a 1,2% per febbraio, su spinta dell’energia e di un effetto base favorevole dal core. Dalla primavera la tenuta dell’inflazione headline dipende da genuine pressioni sui prezzi interni, che per il momento non sono emerse.
Le minute della riunione BCE di ottobre confermano l’apertura ad un’estensione degli acquisti. I verbali indicano che “ la valutazione sulla modifica dei parametri dell’APP non deve essere separata da quella delle prospettive di inflazione di medio termine”. Era, inoltre, ampiamente condiviso che fosse imperativo “rimanere determinati a preservare l’ampio grado di stimolo monetario che è necessario per una risalita convincente dell’inflazione verso il target” Allo stesso tempo i membri del Consiglio erano concordi sul fatto che non andavano alimentate attese eccessive tra gli operatori di mercato. Il tono dei verbali suggerisce che la BCE potrebbe estendere gli acquisti ai ritmi attuali oltre marzo prossimo.
I commenti arrivati dai membri del Consiglio BCE (Praet e Mersch) confermano il messaggio delle minute e mettono l’enfasi sull’aumento dell’incertezza geopolitica dopo la vittoria di Trump.
Italia. La produzione nelle costruzioni è calata decisamente a settembre, di -3,9% dopo il +3,5% m/m di agosto. È la flessione mensile più ampia da quasi due anni. Su base annua, l’indice è tornato in territorio negativo, a -1,1% da +4,4% precedente (corretto per i giorni lavorativi).
Italia. I dati di settembre sul commercio con l’estero hanno mostrato una diminuzione per entrambi i flussi commerciali, più marcata per l’import (-4,5% m/m) che non per l’export (-1,6% m/m). Di conseguenza, il surplus commerciale è tornato a salire, a 4,7 miliardi in termini destagionalizzati (dai 3,9 del mese precedente): si tratta di un massimo dallo scorso mese di maggio. La flessione dell’export è dovuta interamente ai Paesi Ue (-3,3% m/m) mentre le vendite verso i Paesi extra-Ue sono aumentate (+0,5% m/m). Si nota una flessione rilevante sia per l’export che per l’import di beni strumentali e intermedi (e del solo import di beni di consumo), mentre aumentano sia le esportazioni che le importazioni di energia (+3,2% e +2,2% m/m). Su base annua, entrambi i flussi correggono (da +10% a -2,7% l’export, da +4,7% a -4,5% l’import), ma occorre ricordare che il dato di agosto era gonfiato dal numero di giorni lavorativi.
Stati Uniti
Il CPI a ottobre aumenta di 0,4% m/m (1,6% a/a) sulla scia del rialzo del prezzo della benzina (gonfiato dalla correzione stagionale). L’indice core aumenta di 0,1% m/m (2,1% a/a). Le variazioni dei prezzi core restano coerenti con un’inflazione core in media vicina all’obiettivo del 2%.
I nuovi cantieri residenziali a ottobre balzano a 1323 mila (+25,5% m/m), da 1054 mila di settembre (rivisto da 1047 mila), toccando il massimo dal 2007. Le licenze sono in rialzo modesto, a 1229 mila da 1225 mila di settembre. Le costruzioni avviate aumentano a ottobre e quelle completate segnano un rimbalzo più ampio, indicando che la spesa in costruzioni residenziali potrebbe riprendersi moderatamente dopo due trimestri deboli.
L’indice della Philadelphia Fed a novembre corregge modestamente a 7,6 da 9,7 di ottobre. Lo spaccato dell’indagine è positivo, con incrementi per ordini, consegne, ordini inevasi, prezzi ricevuti. L’indagine segnala che il settore manifatturiero dovrebbe espandersi modestamente, con qualche indicazione di rialzo dei prezzi.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 12 novembre calano ancora, a 235 mila da 254 mila della settimana precedente, e toccano il minimo da aprile 1973. I dati sono relativi alla settimana di rilevazione dell’employment report di novembre e segnalano un probabile ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro.
Yellen, nell’audizione di fronte al Joint Economic Committee in Congresso, ha ripetuto gran parte delle linee contenute nel testo del comunicato di novembre: l’economia sta facendo progressi e il caso per un rialzo dei tassi ha continuato a rafforzarsi: un aumento potrà avvenire “relativamente presto”. Yellen riconosce che un pacchetto di stimolo fiscale potrebbe avere conseguenze inflazionistiche: la Fed terrà conto di potenziali effetti sia sull’inflazione sia sulla crescita della produttività. Infine, Yellen ha affermato che intende servire il suo mandato fino alla fine (il termine come presidente della Fed scade a febbraio 2018). L’audizione conferma che la probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre è molto vicina a 1 (come ormai scontato anche dal mercato) e che il sentiero dei rialzi nel 2017 sarà, come atteso, verso l’alto e influenzato dalla politica economica delle autorità fiscali.
Fonte: BondWorld.it
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