Da seguire: Stati Uniti – La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.), a 91, dovrebbe essere in modesto calo da 91,7 di febbraio, in linea con le indicazioni delle altre indagini. Le aspettative di inflazione dovrebbero stabilizzarsi a 2,5% sia sull’orizzonte a 1 anno, sia su quello a 5-10 anni…..
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Ieri sui mercati
- Generalizzata flessione dei listini azionari europei nell’assestamento post-Fed; l’indice S&P500 ha chiuso in rialzo, mentre questa mattina anche il Nikkei è sceso nettamente rispetto a ieri.
- Petrolio in ripresa per il secondo giorno, con scambi tornati in area $41 sul Brent Crude. Sulla ripresa potrebbe aver giocato un ruolo anche il posizionamento in vista della riunione fra i principali produttori mondiali, il prossimo mese, ma è più probabile che essa rifletta soltanto l’indebolimento del dollaro sui mercati valutari.
- L’euro si è rafforzato ulteriormente contro dollaro, toccando massimi infragiornalieri di 1,1342 e chiudendo la giornata a 1,1317. La debolezza del dollaro è generalizzata: lo yen è scambiato in area 111, mentre la sterlina ha recuperato quota 1,44. Di riflesso, le autorità monetarie cinesi hanno lasciato apprezzare il CNY, scambiato contro dollaro a 6,4690, offrendo ulteriore conferma della loro focalizzazione sul cambio effettivo. In termini di cambio effettivo, il dollaro è tornato sui livelli del settembre-ottobre 2015.
- Netto calo dei rendimenti sui titoli di stato europei, con appiattimento delle curve (10-2 anni: -6pb, quasi tutto realizzato sul tratto 10-5 anni). Il movimento è trainato dai mercati a più alto rating, ma si è esteso anche alla periferia europea.
Italia. La produzione nelle costruzioni è diminuita dell’1,5% a gennaio (dopo il -0,3% m/m di dicembre e il +3,0% di novembre).
Italia. Il commercio con l’estero ha visto una flessione per entrambi i flussi a gennaio, per il secondo mese consecutivo. L’export si è contratto di un ulteriore -2,2% m/m come già a dicembre; più contenuta la flessione dell’import (-0,6% da -3% m/m).
Stati Uniti – L’indice della Philadelphia Fed a marzo balza a 12,4 da -2,8 di febbraio, tornando in territorio positivo per la prima volta da agosto 2015 e toccando il massimo da febbraio 2015. Anche lo spaccato dell’indagine è positivo.
Stati Uniti – La Business Leaders Survey della NY Fed (condotta nel settore non manifatturiero) a marzo rimbalza a 12,6 da -11,1 di febbraio.
Stati Uniti – I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 12 marzo aumentano marginalmente a 265 mila da 258 mila della settimana precedente. I dati riguardano la settimana di rilevazione dell’employment report di marzo e puntano a un altro mese positivo per gli indicatori del mercato del lavoro.
Giappone – I verbali della riunione della BoJ di gennaio riportano un’approfondita e accesa discussione della proposta di taglio dei tassi in territorio negativo. I membri favorevoli al taglio (5 su 9) ritenevano che il livello dei tassi potesse scendere al di sotto di quello deciso a gennaio: questa opinione è stata ribadita ieri da Kuroda che ha detto che i tassi possono scendere almeno fino a -0,5%.
Fonte: BondWorld.it
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