Da seguire: Si attende la reazione dei mercati dopo l’attacco terroristico di Parigi. Dopo la chiusura in rosso del NIKKEI e della piazza cinese sui minimi da sei settimane, ci si attende un’apertura in…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
negativo anche in Europa. Il Future sul CAC è calato dell’1,5%. Il mercato cinese ha innescato la correzione sulle piazze asiatiche con le autorità che hanno annunciato limitazioni del ricorso alla leva finanziaria per investire in azioni. L’aumento dell’avversione al rischio dovrebbe sostenere il mercato obbligazionario, ulteriore supporto potrebbe venire dai commenti di Draghi, Constancio e Coeure. Il cambio euro è in area 1,074 dopo aver essere sceso sotto 1,07 nella notte. In lieve ripresa il petrolio con il primo contratto sul brent a 44,8$. L’oro beneficia del rialzo dell’avversione al rischio e recupera sui massimi da un mese (sopra 1095 dollari).
Area Euro
- La stima definitiva dovrebbe confermare l’inflazione in recupero a zero da -0,1% a ottobre per effetto di un contributo meno negativo dalla componente energia e di una dinamica sottostante che è salita a 1,0% da 0,9%. Nei prossimi mesi, l’inflazione area euro dovrebbe risalire rapidamente fino all’1,3% a gennaio su un effetto statistico dalla componente energia. Da febbraio/marzo, l’inflazione calerà nuovamente al di sotto dell’1,0% e la dinamica da metà anno sarà interamente determinata dalla risposta dei prezzi core al minor slack nell’economia. La nostra stima è di un’inflazione media di 1,1% nel 2016 da 0,1% di quest’anno.
Stati Uniti
- L’indice Empire della NY Fed a novembre è atteso in miglioramento a -3,5 da -11,4 di ottobre. Le indagini del manifatturiero continuano a essere deboli, ma non segnalano contrazione, al contrario di quanto ha fatto l’Empire da agosto in poi. L’ISM è appena sopra 50 a ottobre, con qualche indicazione incoraggiante da ordini e produzione. L’Empire dovrebbe gradualmente chiudere il differenziale con le altre indagini.
I market mover della settimana
Nell’area euro il focus sarà sull’indice ZEW sulle attese che ci aspettiamo in recupero a 11 a novembre dopo i continui cali degli ultimi cinque mesi, l’indice rimarrebbe comunque al di sotto della media di lungo termine ma è importante che si veda un’inversione della tendenza recente. I verbali della riunione BCE dello scorso 22 ottobre potrebbero fornire qualche indizio sulle condizioni che il Consiglio individuava come necessarie per valutare un aumento dello stimolo monetario nonché del dibattitto sulle misure da utilizzare in caso di necessità.
La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. L’evento centrale sarà la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di ottobre. I dati di rilievo includono le prime indagini di settore di novembre: l’Empire e il Philly Fed dovrebbero essere in rialzo, su livelli ancora deboli, ma con indicazioni di stabilizzazione nel manifatturiero. Fra i dati di ottobre, la produzione industriale dovrebbe essere in marginale rialzo dopo la correzione di settembre; cantieri e licenze dovrebbero restare su un trend positivo. Il CPI di ottobre dovrebbe essere in aumento di 0,2% m/m, e confermare rialzi moderati dei prezzi al consumo, nonostante il dollaro forte.
Venerdì sui mercati
Giappone
Il PIL nel 3° trimestre si contrae di -0,2% t/t (-0,8% t/t ann.), come nel 2° trimestre. I dati, se pure deboli, sono meno negativi di quanto appaia a prima vista: nel 3° trimestre, gran parte della responsabilità per la contrazione complessiva trimestrale è delle scorte, anche se un fattore di preoccupazione è il calo degli investimenti fissi delle imprese. Il 4° trimestre dovrebbe mostrare una ripresa, se pure modesta della crescita del PIL. Il governo ha anticipato che verranno annunciate misure di stimolo alla crescita concentrate sui problemi demografici e sugli effetti dell’accordo Trans Pacific Partnership. Il ministro dell’economia ha anche detto che il governo adotterà un atteggiamento “flessibile” nella gestione fiscale ed economica: questo potrebbe preludere a modifiche degli ambiziosi obiettivi fiscali di consolidamento della finanza pubblica nei prossimi anni.
Area Euro
Il PIL dell’Eurozona è cresciuto di 0,3% t/t in rallentamento rispetto alla prima metà dell’anno. Su base tendenziale è ulteriormente accelerata da 1,5% a 1,6% a/a. La stima preliminare non include dettagli sui contributi alla crescita delle diverse componenti di domanda. La domanda interna ed in particolare consumi e spesa pubblica dovrebbero aver sostenuto la crescita del PIL nei mesi estivi e controbilanciato un probabile stallo se non un calo dell’export. La ripresa è più diffusa ai diversi pasi dell’area. In Francia e Germania il PIL è cresciuto di 0,3%t/t come nella media area euro, mentre la crescita si è fermata a 0,2% t/t in Italia e a sorpresa a solo a 0,1% t/t in Olanda. La Spagna continua a registrare i tassi di crescita più sostenuti (+0,8% t/t, già comunicato nei giorni scorsi) all’interno dell’area. Nel 4° trimestre, la crescita area euro potrebbe risalire a 0,4% t/t, con un’espansione un po’ più rapida in Italia, Francia e Germania. Le indagini di fiducia rimangono orientate positivamente, ma sono apparse recentemente meno coerenti del solito rispetto all’andamento della produzione.
Italia. S&P ha confermato i rating “BBB-/A-3” dell’Italia con outlook stabile.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a ottobre aumentano solo marginalmente, con una variazione di +0,1% m/m (consenso: 0,3% m/m), dopo essere rimaste stabili a settembre. Al netto delle auto, l’aumento è di 0,2% m/m; al netto di auto e benzina, la variazione è di 0,3% m/m. La debolezza delle vendite è in gran parte dovuta alla contrazione della benzina (-0,9% m/m), in parte sorprendente dato che i prezzi destagionalizzati nel mese dovrebbero essere in modesto rialzo. Un’altra voce debole sono state le auto (-0,5% m/m), che deve essere da attribuire in gran parte a un effetto prezzo dato che i volumi nel mese sono stati solidi. L’aggregato al netto di auto, benzina, e materiali da costruzione (“control group”) aumenta comunque a un ritmo contenuto, 0,2% m/m, dopo +0,1% m/m a settembre (rivisto verso l’alto da -0,1% m/m).
Il PPI a ottobre cala di -0,4% m/m, dopo di settembre. Nei servizi, il calo dei prezzi di -0,3% m/m è in gran parte dovuto al crollo dei margini nel settore della distribuzione dei carburanti. Per quanto riguarda i beni,, il calo dei prezzi di -0,4% m/m è influenzato da un ampio calo dei prezzi in un comparto degli autoveicoli (light trucks). Alla luce di queste considerazioni, lo scenario di moderati aumenti dei prezzi al consumo non viene modificato.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (prel.) aumenta a 93,1 da 90 di ottobre, segnando il secondo rialzo consecutivo dopo la debolezza estiva. La componente coincidente sale a 104,8 da 102,3, le aspettative a 85,6 da 82,1. Le aspettative di inflazione a 1 anno calano a 2,5% da 2,7%, probabilmente ancora sulla scia degli ulteriori ribassi del prezzo della benzina; più rilevante è la stabilizzazione delle aspettative a 5-10 anni a 2,5% di ottobre. I dati danno supporto alla previsione di continua espansione solida dei consumi anche nel 4° trimestre, e non danno indicazioni preoccupanti sulla tenuta delle aspettative di inflazione.
Anche L. Mester (Cleveland Fed) ha fatto dichiarazioni favorevoli a un rialzo dei tassi a dicembre. Mester ha detto che se le informazioni in arrivo continua a essere in linea con lo scenario di ripresa sopra il potenziale, allora a suo avviso “sarà ora di fare il primo passo nel processo di normalizzazione”.
Focus Italia: la ripresa continua, ma è più debole del previsto
- Il PIL italiano è cresciuto dello 0,2% t/t nel 3° trimestre 2015, un decimo in meno rispetto alle nostre attese e al trimestre precedente. Peraltro, su base annua l’attività economica mostra una accelerazione a 0,9% da 0,6% (rivisto al ribasso di un decimo): si tratta di un massimo da oltre 4 anni.
- La crescita acquisita per il 2015 è pari ad appena 0,6% (più bassa di quanto ci si potesse attendere, anche per via di una lieve revisione al ribasso sul trimestre precedente).
- In ogni caso, anche sulla base delle indagini (la fiducia delle imprese è ai massimi da 8 anni e quella dei consumatori da oltre 13 anni), riteniamo possibile una accelerazione dell’attività economica nel trimestre in corso, a 0,4% t/t. Ciò sarebbe coerente con la nostra previsione di un PIL in crescita di 0,8% nella media dell’anno (anzi i rischi su tale stima sembrano essere al momento verso il basso). Di conseguenza, a meno di una revisione sui dati del trimestre estivo, è molto difficile a nostro avviso che possa essere raggiunto il target che il governo ha inserito nei recenti documenti di finanza pubblica (0,9%). Anche per il 2016 manteniamo per il momento una stima relativamente cauta (1,2%).
- In sintesi, la buona notizia è che la ripresa continua ed è sempre più in grado di auto-sostenersi in quanto guidata dalla domanda interna, per la quale anzi stimiamo un ulteriore miglioramento nei prossimi trimestri, soprattutto dal lato degli investimenti (anche sulla scia delle misure espansive proposte dal governo nella Legge di Stabilità, specie nel caso in cui l’Ue conceda l’ulteriore margine di flessibilità in riconoscimento dei costi relativi all’accoglienza degli immigrati).
- Tuttavia, l’altra faccia della medaglia è che il contesto internazionale va facendosi meno favorevole in quanto comincia a sentirsi il rallentamento della domanda dall’estero (non solo dai Paesi emergenti ma anche dalla Germania) e l’impatto addizionale dagli shock su prezzo dell’energia e tasso di cambio è destinato a diminuire.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



