Da seguire: I dati macroeconomici pubblicati in Asia nelle ultime ore sono stati nel complesso deludenti…..
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In Giappone, la produzione industriale di dicembre è stata rivista da -1,4% a -1,7% m/m; il PIL del 4° trim. 2015, invece, è uscito a -0,4% t/t, sotto la previsione di -0,3%, anche se il dato del terzo è stato marginalmente rivisto al rialzo.
In Cina, i flussi commerciali di gennaio sono risultati ampiamente inferiori alle attese: l’export in dollari si contrae di -11,2% a/a, mentre l’import, depresso anche dal calo dei prezzi delle commodities, cala di -18,8% a/a; infine, la crescita dei prestiti delle istituzioni finanziarie è lievemente accelerata dal 14,3 al 14,4% a/a in gennaio.
Il governatore della PBoC ha dichiarato che non ha intenzione di deprezzare lo yuan per sostenere l’export e ha ribadito l’intenzione di mantenerne la stabilità nei confronti di un paniere di divise. Inoltre, ha dichiarato di non voler introdurre vincoli ai movimenti di capitale, che probabilmente danneggerebbero il commercio e la fiducia.
- Stati Uniti – Mercati chiusi per Presidents’ Day.
I market mover della settimana
Nell’area euro il focus sarà sull’indice ZEW e sulla reazione degli analisti all’impennata della volatilità sui mercati nelle ultime settimane. Le minute della riunione BCE dello scorso 22 gennaio offriranno indicazioni sulle posizioni all’interno del Consiglio su di un possibile aumento dello stimolo monetario a inizio marzo. La seconda stima dell’inflazione di gennaio in Francia dovrebbe confermare il dato preliminare sull’HCPI a 0,4%.
La settimana ha molti dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. La Fed pubblica i verbali della riunione di gennaio: ci saranno informazioni sulle opinioni del FOMC riguardo ai rischi per lo scenario, anche se le audizioni di Yellen hanno in parte aggiornato il quadro rispetto al comunicato di gennaio. Le prime indagini di febbraio dovrebbero essere in modesto miglioramento, anche se ancora in territorio negativo. A gennaio i cantieri residenziali e la produzione industriale sono attesi in aumento; gli indici di prezzo saranno ancora frenati dai prezzi energetici, ma il CPI core dovrebbe segnare un rialzo di 0,2% m/m.
Ieri sui mercati
Area euro
Area euro. La stima flash mostra che il PIL non ha accelerato nell’ultimo trimestre 2015, aumentando dello 0,3% t/t come nel quarto estivo. La variazione annua rallenta di un decimo a 1,5% a/a da 1,6% a/a, ma in media annua si conferma a 1,5% da 0,9%, come da attese di consenso (miglior risultato dal 2011. In sintesi, nessuna delle principali economie dell’eurozona ha visto un’accelerazione della crescita (a parte Belgio, Paesi Bassi e Portogallo) e molte hanno sperimentato un rallentamento sulla scia di un indebolimento della domanda interna e del canale estero (ma i dettagli in pubblicazione l’8 marzo faranno più chiarezza in merito). Nel primo trimestre 2016 l’eurozona dovrebbe mantenere la velocità di crociera di 0,3% t/t.
Area euro. La produzione industriale è calata bruscamente a dicembre di -1,0% m/m da -0,5% m/m (dato rivisto al rialzo da -0,7% m/m). Il crollo è il più forte del 2015 ed è diffuso tra tutti i principali paesi dell’area. La variazione annua è scesa a -1,3% a/a da 1,4% a/. In media annua la produzione industriale è aumentata dell’1,3% a/a nel 2015 da 0,8% a/a del 2014. Nell’ultimo trimestre, la produzione industriale è calata quindi di -0,1% t/t da +0,2% t/t del terzo, agendo di freno alla crescita nell’ultima parte dell’anno. Il rallentamento del manifatturiero europeo alimentato dai timori sulla tenuta della domanda globale potrebbe proseguire anche nella prima parte del 2016.
Portogallo – L’Eurogruppo ha dichiarato venerdì che “il budget trasmesso dal Portogallo non è giudicato comportare un’inosservanza particolarmente seria degli obblighi del Patto di Stabilità e Crescita”, sicché la Commissione non ha ritenuto di richiederne modifiche. La decisione viene dopo che il governo portoghese ha annunciato, in data 5 febbraio, una serie di misure fiscali che corregge “la significativa deviazione dal sentiero di aggiustamento richiesto”.
Italia – la ripresa continua, ma ha perso slancio nel corso del 2015. Nell’ultimo trimestre 2015, il PIL italiano è cresciuto soltanto di 0,1% t/t e 1,0% a/a. Sono in aumento i rischi che la nostra previsione di crescita per il 2016, già marginalmente più bassa rispetto a quella di consenso, debba essere limata.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a gennaio aumentano di 0,2% m/m; al netto delle auto l’aumento è di 0,1% m/m. I dati di dicembre sono rivisti verso l’alto, con le venite totali in rialzo di 0,2% m/m (da -0,1% m/m) e quelle ex- auto in aumento di 0,1% m/m (da -0,1% m/m). I dati sono generalmente positivi, sia per gennaio sia per la revisione di dicembre. Le vendite di gennaio sono solide soprattutto in termini reali: la previsione per il CPI di gennaio è un calo di -0,1% m/m. L’aggregato al netto di auto e benzina aumenta di 0,4% m/m; le vendite al netto di auto, benzina, servizi alimentari e materiali da costruzione è in rialzo di 0,6% m/m, un’indicazione solida per i consumi di gennaio. I dati segnalano una probabile revisione verso l’alto dei consumi di dicembre e una riaccelerazione della spesa delle famiglie nel 1° trimestre.
I prezzi all’import a gennaio calano di -1,1% m/m (-6,2% a/a); al netto del petrolio, I prezzi correggono di -0,2% m/m (-3,1% a/a), in linea con le variazioni del 4° trimestre. Il prezzo del petrolio cala di -13,4% m/m (-35,3% a/a), per i semilavorati e i beni capitali il calo è di -5,4% m/m e -0,2% m/m, rispettivamente. L’andamento dei prezzi all’import rimane frenato non solo dal comparto dell’energia, ma anche dall’apprezzamento del dollaro. I prezzi all’export registrano una correzione di -0,8% m/m (-5,7% a/a).
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (prel.) cala a 90,7 da 92 di gennaio. La correzione riguarda sia l’indice delle condizioni correnti (a 105,8 da 106,4) sia le aspettative (a 81 da 82,7) .
Le scorte delle imprese aumentano di 0,1% m/m a gennaio e il dato di dicembre è rivisto verso l’alto a -0,1% m/m da -0,2% m/m, segnalando che la correzione delle scorte dovrebbe essere pressochè conclusa con fine 2015.
Dudley (NY Fed) ha aperto la strada per il rallentamento del sentiero dei rialzi utilizzando uno strumento spesso richiamato dalla Fed in momenti di difficoltà decisionale: “dato che c’è una bassa possibilità che emerga nel breve termine un significativo rischio di inflazione, questo significa che il principale pericolo per l’attuale espansione è il rischio di ampi shock avversi”.
Fonte: BondWorld.it
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