Flash: Italia: la ripresa è ancora lontana nell’industria

Da seguire: Nessun dato di rilievo; Ieri sui mercati: Chiusura in rialzo per tutti i mercati azionari. Nuovi massimi storici per gli indici USA, Nikkei sopra 17000, massimo dal 2007….

 


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


{loadposition notizie}

  • Anche in Europa le chiusure sono state positive, più che altro al traino dei mercati americani.
  • Seduta positiva per i mercati obbligazionari periferici, con il BTP 10 anni marginalmente sotto il 2,35% e lo spread sul Bund in modesta compressione a 152pb. In rialzo i rendimenti sui mercati core.
  • Sull’andamento dei governativi italiani questa settimana peserà la tornata d’aste di metà mese che parte mercoledì con il collocamento di BOT a 12 mesi per 6,5 miliardi di euro e prosegue giovedì con i collocamenti a medio-lungo termine.
  • Sui mercati valutari, il tema centrale rimane la forza del dollaro. Lo yen, a 115,37 questa mattina, è sui massimi da ottobre 2007; l’euro, a 1,24, è ormai attestato sui minimi da agosto 2012. Sul franco svizzero inizia a farsi strada qualche segno di  nervosismo, in attesa del referendum che si terrà fra 3 settimane e che potrebbe vincolare la politica monetaria imponendo detenzione di quote elevate di oro.

Area euro

  • BCE. Nell’ottava del 3 novembre la BCE ha effettuato acquisti di covered bond per 2,7 miliardi. Il totale acquistato nelle prime tre settimane è di 7,4 miliardi. La BCE è riuscita, per il momento, a raggiungere dei volumi significativi ed in parte superiori alle attese. Se la BCE riuscisse a mantenere un ritmo di acquisto medio di 1,2-1,5 miliardi settimanali sia di covered bond che ABS l’attivo salirebbe di 250 – 300 miliardi in due anni. Mersch ha detto che gli acquisti di ABS partiranno la prossima settimana, potenziando l’effetto sul bilancio degli acquisti di covered bond.

Stati Uniti

  • La Fed ha pubblicato il Labor Market Conditions Index, che a ottobre è rimasto stabile a 4 come a settembre. Il dato conferma che la riduzione delle risorse inutilizzate prosegue stabilmente.
  • Fisher (Dallas Fed) ha detto che, sebbene i mercati si aspettino la svolta sui tassi USA dopo l’estate, il primo rialzo potrebbe avvenire “più presto”. Invece, Rosengren (Boston Fed) ha detto che la Fed dovrebbe rispondere “vigorosamente” in caso di inflazione troppo bassa. Secondo Rosengren, la Fed dovrebbe essere paziente fino a quando non sarà chiaro che l’inflazione salirà al 2%.

Focus Italia: la ripresa è ancora lontana nell’industria

  • Dopo il modesto rimbalzo di agosto (+0,2%), che indicavamo come temporaneo, la produzione industriale è tornata a calare a settembre, di -0,9% m/m. Il dato è inferiore alle attese di consenso (-0,2% m/m). Su base annua, l’output è tornato in positivo in termini grezzi (+0,1% da -3,7%) ma, se corretto per i giorni lavorativi (uno più rispetto allo stesso mese dello scorso anno), è calato a -2,9% da -0,7% di agosto: si tratta di un minimo dell’ultimo anno.
  • Il livello della produzione tocca un nuovo minimo storico (almeno dal 1990) ed è più basso del 26,6% rispetto ai picchi pre-crisi.
  • Il dettaglio per raggruppamenti principali di industrie è uniformemente negativo: tutti i principali macro-comparti mostrano una flessione più accentuata rispetto al rimbalzo del mese precedente: beni di consumo (-3,2% da +2,1% m/m, affossati soprattutto dai durevoli), beni strumentali (-2,4% da +1,6% m/m), beni intermedi (-0,8% da +0,1% m/m); anche l’energia è in calo (per il terzo mese consecutivo: -1,5% da -0,3% m/m precedente).
  • Lo spaccato per settore di attività economica resta più misto. Il comparto manifatturiero più colpito da una crisi “strutturale” si conferma quello delle apparecchiature elettriche (-12,8% a/a). Da notare il repentino peggioramento del settore farmaceutico, che passa da un incremento a due cifre a una diminuzione tendenziale “speculare” (-12,8% a/a). In deciso deterioramento anche i mezzi di trasporto (da +9,6% a -0,5%; incoraggiante però il +2,1% degli autoveicoli). I settori che mantengono una tendenza annua positiva sono 3 su 15 (dai 7 del mese precedente) e cioè l’elettronica (+2,6% a/a), la chimica (+2,1% a/a) e le altre industrie manifatturiere (+1,1% a/a).
  • Nel 3° trimestre, la produzione industriale è scesa di -1,1% t/t, dopo il -0,5% t/t dei tre mesi precedenti. Ciò segnala rischi verso il basso sulla stima di consenso di un PIL in calo di -0,1% t/t nel trimestre estivo (dopo il -0,2% t/t della primavera). Non sarebbe sorprendente a nostro avviso una contrazione di tre/quattro decimi. Inoltre, anche in caso di lieve rimbalzo a ottobre, il dato sulla produzione industriale di settembre crea un effetto statistico sfavorevole per l’attività produttiva nel 4° trimestre e segnala pertanto che la recessione potrebbe estendersi all’ultima parte dell’anno.
  • In prospettiva, si fatica al momento a individuare un motore sostenibile di ripresa per l’economia italiana. La domanda domestica resta fiacca (come sembra suggerire il ridimensionamento della produzione di beni di consumo, in particolare durevoli) e i segnali di tenuta dei settori più legati all’export (come il farmaceutico o i mezzi di trasporto) appaiono oggi più tenui di quanto non fosse qualche mese fa. Qualche sollievo nei prossimi mesi potrebbe venire dal cambio debole e dagli sgravi fiscali inseriti nella Legge di Stabilità. Tuttavia, la perdurante incertezza sullo scenario congiunturale e di politica fiscale continua a pesare sulle decisioni di produzione delle imprese. In tali condizioni i rischi sullo scenario di crescita restano verso il basso.

Fonte: BONDWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.