Da seguire:…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente
Area euro. La seconda stima per novembre dovrebbe confermare il PMI manifatturiero in aumento a 60,0 da 58,5 a novembre in larga misura su miglioramento del PMI tedesco; anche in Francia le condizioni di business sono migliorate. L’aumento di produzione è spiegato dalla crescita degli ordini all’export.
Italia. La seconda lettura dovrebbe confermare l’accelerazione del PIL nel 3° trimestre a 0,5% da 0,3% t/t e a 1,8% da 1,5% a/a (anche se non si può escludere qualche rischio al ribasso). Il dettaglio per componenti di spesa dovrebbe mostrare un contributo preponderante della domanda domestica finale, con una accelerazione sia per i consumi che per gli investimenti in macchinari. Anche le costruzioni dovrebbero essere tornate a crescere. Il contributo delle scorte potrebbe essere lievemente negativo e speculare a quello del commercio estero, che è tornato a contribuire al PIL in un quadro di accelerazione per l’export e frenata per l’import. Stimiamo un rallentamento congiunturale a 0,3% t/t nei mesi autunnali, che porterebbe la crescita annua 2017 a 1,6%.
Stati Uniti. L’ISM manifatturiero a novembre è previsto in rialzo a 59 da 58,7 di ottobre, sui massimi dal 2011, con indicazioni di espansione del settore nel 4° trimestre.
Stati Uniti. La spesa in costruzioni a ottobre dovrebbe aumentare di 0,5% m/m, dopo +0,3% m/m di settembre, e segnare il terzo aumento consecutivo.
Stati Uniti. Le vendite di autoveicoli a novembre sono previste a 17,6 mln di unità ann., da 18 mln di ottobre, sempre su livelli storicamente elevati spinti dalla sostituzione delle auto distrutte dagli uragani di fine estate.
Ieri sui mercati
Giornata molto positiva per i titoli governativi europei, i cui rendimenti sono scesi dopo i dati di inflazione. Pendenza 5-2 anni in lieve calo. Deciso calo anche degli spread sovrani. L’euro risale sopra 1,19 dollari e la sterlina supera quota 1,35 dollari.
OPEC e Russia hanno annunciato un’estensione di nove mesi all’accordo che limita la produzione domestica di petrolio. I nuovi termini saranno in vigore da gennaio sino a fine dicembre 2018. Gli attuali volumi dei tagli (pari ad un totale di 1.8 milioni di barili al giorno) sono confermati. La principale sorpresa positiva riguarda Libia e Nigeria, in precedenza esentate dai tagli, ma che saranno ora soggette ad un cap di produzione cumulata pari a 2.8 milioni di barili al giorno. Inoltre, il Joint Ministerial Monitoring Committee, si riunirà ogni 3 mesi per valutare il rispetto dell’accordo. Se il rispetto dei tagli rimarrà elevato, probabilmente il mercato mondiale si manterrà bilanciato nel 2018. Le principali minacce verranno dalle variazioni della produzione non convenzionale.
Cina. Il PMI manifatturiero Caixin è calato da 51,0 a 50,8, mostrando così un quadro meno positivo delle tendenze nel comparto manifatturiero rispetto all’indice ufficiale.
Inflazione area euro. La stima flash di novembre indica che l’inflazione eurozona ha accelerato all’1,5% dall’1,4%, un decimo meno delle stime di consenso ma in linea con le nostre attese. Nel mese i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,1% m/m. L’indice core al netto di alimentari ed energia è rimasto fermo all’1,1% rispetto a stime di consenso che prevedevano un aumento. In Francia, la stima flash indica che i prezzi al consumo a novembre sono cresciuti di un decimo su entrambe le misure, stesso aumento registrato a ottobre. L’inflazione ha accelerato quindi per il quarto mese consecutivo passando a 1,2% da 1,1% sull’indice nazionale e a 1,3% da 1,2% su quello armonizzato.
Disoccupazione area euro. Nell’eurozona la disoccupazione a ottobre è scesa di un decimo all’8,8% dall’8,9% a ottobre, a sorpresa rispetto alle attese. È il secondo calo consecutivo e il nuovo minimo dal 2009. In novembre, in Germania la disoccupazione è rimasta stabile al 5,6%, livello ormai stabile da tre mesi: in media annua la disoccupazione passerà dal 6,1% del 2016 al 5,7% del 2017, livello su cui potrebbe stabilizzarsi l’anno prossimo. Rispetto al dato dell’eurozona, ora solo Francia (9,4%), Italia (11,1%), Spagna (16,7) e Grecia (20,6%) registrano livelli sopra la media.
Italia. La disoccupazione è rimasta stabile all’11,1% a ottobre (ai minimi da 5 anni). La buona notizia è che la disoccupazione giovanile ha ripreso a calare, a 34,7% da 35,4%. Tuttavia, indicazioni assai meno confortanti giungono dal fatto che negli ultimi mesi la creazione di posti di lavoro risulta limitata all’occupazione temporanea, nonché ai lavoratori più anziani (a discapito soprattutto della mezza età). In prospettiva, pensiamo che il tasso dei senza-lavoro possa mantenere un trend al ribasso, pur lento, sulla scia delle elevate intenzioni di assunzione delle imprese. Stimiamo una disoccupazione al 10,8% in media d’anno nel 2018 (da 11,3% nel 2017).
Italia. L’inflazione ha sorpreso ancora verso il basso a novembre: i prezzi sono calati di due decimi su base congiunturale, per un’inflazione annua in calo a sorpresa di un decimo allo 0,9% sul NIC e stabile all’1,1% sull’IPCA. Il calo dei listini nel mese è dovuto interamente ai servizi ricettivi e di ristorazione (condizionati da fattori stagionali). L’inflazione di fondo è calata ancora, a 0,4% da 0,5% precedente, mentre in controtendenza si sono mossi (per il terzo mese di fila) i prezzi dei beni a più alta frequenza di acquisto (per via dei rincari dei carburanti e alimentari), il che potrebbe rendere non pienamente percepibile alle famiglie il calo del trend generale dei prezzi. In ogni caso, pensiamo che l’inflazione possa rallentare ulteriormente nei prossimi mesi, fino a un minimo di 0,3-0,4% in primavera; successivamente il CPI potrebbe tornare a salire, fino a raggiungere, nelle nostre stime, un livello di 1,6% a fine 2018.
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 25 novembre sono poco variati, a 238 mila, da 240 mila della settimana precedente, sui minimi dall’autunno 1973 e indicano sempre un mercato del lavoro al pieno impiego.
Stati Uniti. La spesa personale a ottobre aumenta di 0,3% m/m, dopo +0,9% m/m di settembre. In termini reali i consumi sono in aumento di 0,2% m/m a ottobre. Il reddito personale è in rialzo di 0,4% m/m, con una variazione delle retribuzioni di 0,3% m/m e un aumento del reddito disponibile di 0,5% m/m. Il tasso di risparmio risale a 3,2%, da 3% di settembre. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,1% m/m (1,6% a/a) in linea con il CPI. Più rilevante è il dato del deflatore core che aumenta, come atteso, di 0,2% m/m (1,4% a/a) e segue una variazione analoga a settembre (rivista verso l’alto da 0,1% m/m). Il trend del deflatore core potrebbe avere effettivamente svoltato, riportandosi su un sentiero coerente con un graduale avvicinamento all’obiettivo del 2% e dando supporto ai programmi di rialzi dei tassi del FOMC.
Stati Uniti. Battuta d’arresto per l’iter della riforma tributaria (Tax Cuts and Jobs Act, TCJA) in Senato: l’inizio della discussione in aula, atteso per ieri, non è stato fissato, per il sopraggiungere di alcuni ostacoli. L’opposizione del gruppo dei conservatori fiscali è diventata problematica, per via della pubblicazione delle stime dinamiche del Joint Committee on Taxation che mostrano un aumento del deficit cumulato in 10 anni di 1 tln di dollari (rispetto alla stima statica di ampliamento del deficit di 1,4 tln di dollari). La leadership repubblicana continua a spingere per un voto entro stasera, sulla scia della volontà comune di avere un testo della riforma approvato entro fine anno.
Stati Uniti. La leadership repubblicana della Camera sta lavorando a una possibile estensione di due settimane (fino al 22 dicembre) della legge di spesa in scadenza l’8 dicembre. Questa estensione potrebbe contenere alcune misure di sostegno per le assicurazioni sanitarie che porterebbero i voti dei democratici necessari per l’estensione della legge di spesa. Poi il problema si porrà nuovamente il 21 dicembre, per un’ulteriore estensione che dovrebbe contenere anche richieste da parte del ministero della difesa.
Giappone. L’inflazione è stabile a 0,2% a/a a ottobre, sia sulla misura nazionale headline, sia su quella al netto di alimentari freschi ed energia (stabile da tre mesi. L’inflazione dovrebbe restare lontana dal 2% nel prossimo biennio, lasciando la BoJ su un sentiero di espansione monetaria su tale orizzonte.
Giappone. Il tasso di disoccupazione a ottobre è stabile a 2,8% e il jobs-to-applicant-ratio aumenta ancora a 1,55, da 1,52 di settembre (sui massimi dal 1974). Il mercato del lavoro si conferma in una situazione di crescente eccesso di domanda.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



