Da seguire Francia. La seconda stima dovrebbe confermare che a maggio i prezzi al consumo sono aumentati di un decimo sulla misura nazionale……….
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ma sono rimasti stabili su quella armonizzata. Di riflesso, anche l’inflazione dovrebbe essere confermata in rallentamento di quattro decimi a 0,8% da 1,2% sull’indice nazionale e di cinque decimi a 0,9% da 1,4% su quella armonizzata. Dall’estate l’inflazione dovrebbe tornare a risalire di alcuni decimi su spinta della componente non-core.
Italia. La seconda stima dovrebbe confermare il calo di due decimi dei prezzi al consumo a maggio, per un’inflazione annua in diminuzione a 1,4% da un precedente 1,9% in base all’indice nazionale e a 1,5% da 2% sull’armonizzato. Potrebbero esserci anzi ulteriori rischi al ribasso visto che il calo dei prezzi dei carburanti è continuato nell’ultima parte del mese (in effetti, la flessione dei listini a maggio è spiegata interamente dal contributo dei trasporti). Anche l’inflazione di fondo dovrebbe confermarsi in calo, a 0,8% da 1,1% di aprile. In prospettiva, vediamo l’inflazione muoversi in un range piuttosto ristretto nei restanti mesi del 2017 (1,4-1,7% sul NIC). Confermiamo perciò la nostra stima di 1,5% sull’indice nazionale (1,6% sull’armonizzato) in media d’anno. Non vediamo inoltre particolari pressioni sull’inflazione core, che stimiamo a 0,9% in media nel 2017.
Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a giugno è atteso in ripresa a 9 da -1 di maggio. Gli indici di attività e ordini a maggio erano stati sorprendentemente deboli, non in linea con il resto dell’indagine, positiva per le altre componenti coincidenti e per gli indici a 6 mesi. L’espansione nel manifatturiero potrebbe essere meno brillante nel 2° trimestre rispetto al 1° trimestre, come emerge dai dati degli ordini, tuttavia il trend rimane moderatamente positivo.
Stati Uniti. I prezzi all’import a maggio sono previsti in calo di -0,1% m/m, dopo +0,5% m/m ad aprile.
Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a giugno dovrebbe correggere a 15 da 38,8 di maggio. Anche il Philly Fed, come l’Empire, dovrebbe segnalare espansione del settore manifatturiero nel 2° trimestre in moderazione rispetto alla parte finale del 1° trimestre.
Stati Uniti. La produzione industriale a maggio è attesa in aumento di 0,3% m/m, dopo +1% m/m ad aprile.
Ieri sui mercati
Il dollaro è più debole sui mercati valutari dopo le indiscrezioni di stampa sull’avvio di un procedimento per ostacolo alla giustizia contro il presidente degli Stati Uniti e i dati economici più deboli delle attese. Nessuna sorpresa, invece, dal comunicato della Federal Reserve, che ha alzato i tassi e ha anche annunciato futuri cambiamenti alla politica di reinvestimento delle scadenze (v. sotto). Il movimento del dollaro è coerente con il netto calo della curva dei tassi UST, appiattitasi di 5pb sul tratto 10-2 anni con una flessione di 9pb del rendimento decennale. Tassi in calo anche in Europa, ma meno marcatamente.
BCE. Secondo Knot (Olanda) l’impatto delle politiche BCE sull’inflazione è stato deludente. Hansson (Estonia) ha dichiarato che il ritardo nella trasmissione delle politiche BCE non giustifica un aumento dello stimolo monetario. Weidmann è tornato a parlare di rischi che la BCE sia accusata di tenere artificialmente bassi i tassi per alleggerire i costi dei governi.
Area euro. La produzione industriale è cresciuta di 0,5% m/m dopo 0,2% m/m (rivisto al rialzo da -0,1%m/m) ad aprile grazie ad un forte contributo dall’energia (+4,7% m/m). La produzione manifatturiera avanza di solo 0,1% m/m.
Stati Uniti. Il CPI a maggio cala di -0,1% m/m (1,9% a/a), in linea con le attese, spinto verso il basso dalla correzione del prezzo della benzina. L’indice core aumenta di 0,1% m/m (1,7% a/a).
Stati Uniti. Le vendite al dettaglio calano di -0,3% m/ a maggio, dopo +0,4% m/m ad aprile. Pesa la correzione dei carburanti.
FOMC: avanti verso la normalizzazione della politica monetaria
La riunione del FOMC si è conclusa in linea con le attese, con un rialzo dei tassi dei fed funds a un intervallo fra 1 e 1,25%, e una preparazione esplicita per la riduzione dei reinvestimenti dei titoli in scadenza, da attuare entro fine anno.
Fonte: BondWorld.it
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