Da seguire: Area Euro: Germania. Le vendite al dettaglio sono calate ad aprile di -0,9% m/m, contrazione che segue l’inatteso calo di -1,4% m/m registrato in marzo. Nonostante la debolezza relativa dei consumi nei primi.…
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- mesi dell’anno, la fiducia delle famiglie e le intenzioni di spesa rimangono su livelli elevati, data la crescita del reddito disponibile reale oltre il 2,0% a/a. La variazione annua accelera ugualmente da +0,6% a/a a +2,3% a/a.
- Francia. I prezzi al consumo dovrebbero accelerare di due decimi a maggio a 0,3% m/m da 0,1% m/m su entrambe le misure, sostenuti dal rincaro del prezzo dell’energia. L’inflazione accelererebbe a -0,1% a/a da -0,1 di aprile sull’indice nazionale (e a zero su quello armonizzato da -0,1% a/a). Nel primo trimestre l’inflazione è stata pari a zero in Francia, mentre nel trimestre in corso potrebbe anche scendere in territorio negativo per poi risalire nella seconda metà dell’anno.
- Area euro. La dinamica di M3 è attesa stabile ad aprile al 5,0%. La dinamica dell’aggregato M3-M2 dovrebbe accelerare nei prossimi mesi, mentre ci aspettiamo progressivamente un contributo meno significativo dell’aggregato M1 per effetto di uno spostamento verso strumenti meno liquidi. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo una crescita più sostenuta dei prestiti alle imprese non finanziarie; i prestiti alle famiglie sono attesi in marginale rallentamento a 1,5% da 1,6% a/a.
- Area euro. I dati diffusi da Eurostat dovrebbero mostrare che la disoccupazione è rimasta stabile ad aprile al 10,2% dopo essere calata di due decimi a marzo. Anche in Italia ci aspettiamo che la disoccupazione sia rimasta stabile all’11,4% ad aprile dopo essere calata a sorpresa di due decimi il mese precedente. Infine, in Germania il dato di maggio dovrebbe riconfermare il livello dei senza lavoro sul minimo storico del 6,2% per il quinto mese consecutivo, con un calo dei disoccupati dell’ordine delle 5 mila unità. Nel corso del 2016 la disoccupazione nell’Eurozona potrebbe continuare a migliorare al ritmo di uno/due decimi al trimestre, ma molto dipenderà dalla velocità della ripresa e dal grado d’incertezza dello scenario internazionale.
- Italia. I prezzi al consumo sono attesi crescere di 0,4% m/m da -0,1% m/m sull’indice nazionale e di 0,5% m/m da 0,2% m/m su quello armonizzato, sulla scia del rincaro dei prezzi energetici. L’inflazione potrebbe quindi risalire di tre decimi a -0,2% da -0,5% sulla misura nazionale e a -0,1 da -0,4% su quella armonizzata. Aprile dovrebbe essere stato il punto di minimo per l’inflazione italiana, che tuttavia rimarrà a nostro avviso in territorio negativo per tutta la parte centrale dell’anno. Solo a fine 2016 potrebbe rimbalzare attorno allo 0,6% in media.
- Italia. La stima finale dovrebbe confermare che il PIL è avanzato di 0,3% t/t a marzo, in marginale accelerazione da 0,2% t/t di dicembre, dato che era stato rivisto al rialzo di un decimo. Il dettaglio dovrebbe confermare che ancora una volta la crescita è venuta dalla domanda interna e in particolare dai consumi, mentre gli investimenti potrebbero aver visto una lieve correzione (crediamo principalmente per effetto del comparto delle costruzioni). Le scorte dovrebbero aver dato un contributo positivo, controbilanciato dal canale estero. Sull’anno la variazione sarebbe quindi di 1,0% da 1,1% del quarto trimestre 2015. La crescita media 2016 è confermata all’1,2% ma i rischi alla previsione sono verso il basso.
- Area euro. La stima flash a maggio potrebbe mostrare l’inflazione in risalita di un decimo a
-0,1%, sulla scia della dinamica del prezzo del petrolio. L’indicatore core è visto stabile a 0,7% come ad aprile. La stagionalità sfavorevole dai prezzi core potrebbe mantenere l’inflazione Eurozona in territorio marginalmente negativo a giugno e luglio. Solo da fine estate riteniamo che si potranno vedere rialzi più decisi verso l’1,0%.
Stati Uniti
- La spesa personale ad aprile è prevista in ampio aumento, sia in termini nominali sia in termini reali. La spesa nominale dovrebbe aumentare dello 0,9% m/m, dopo lo 0,1% m/m di aprile. Si dovrebbe vedere una solida ripresa nei settori dei beni durevoli e dei servizi, deboli a marzo; per i beni non durevoli la variazione sarà sostenuta dal rialzo del prezzo della benzina. Il reddito personale dovrebbe essere in solido aumento, +0,5% m/m dopo +0,4% m/m di aprile), grazie a incrementi solidi di occupati, ore lavorate e salari. Il tasso di risparmio dovrebbe calare al 5,2% dal 5,4% di aprile. Il deflatore dei consumi è previsto in ampio rialzo, +0,3% m/m (1% a/a), sulla scia della ripresa dei prezzi energetici, come visto nel CPI. Il deflatore core dovrebbe aumentare dello 0,2% m/m (con qualche rischio verso il basso, variazione prevista 0,15% m/m), stabilizzando la variazione tendenziale a 1,6% a/a come ad aprile.
- Il Chicago PMI a maggio è atteso in rialzo a 51 da 50,4 di aprile.
- La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a maggio dovrebbe aumentare a 98,5 da 94,2 di aprile, alla luce delle indicazioni positive delle altre indagini. In particolare, l’indice della Univ. of Michigan ha segnato un ampio incremento a maggio, portandosi sui massimi da giugno 2015. Le condizioni del mercato del lavoro restano positive e dovrebbero prevalere ampiamente sul rialzo del prezzo della benzina (peraltro molto moderato nel mese di maggio).
Ieri sui mercati
Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea traccia nel complesso un quadro più positivo rispetto all’indagine PMI pubblicata a inizio settimana scorsa. L’indice sintetico è risalito da 104,0 a 104,7 in maggio, più delle attese, e tra aprile e maggio ha recuperato quasi interamente i cali dei tre mesi precedenti. Il miglioramento è spiegato dal commercio al dettaglio.
Italia. I prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono scesi di -0,7% m/m ad aprile, dopo l’incremento di +0,2% m/m in marzo. È il decimo mese di calo negli ultimi 11 mesi. Sul mercato interno, pesa ancora una volta l’energia (-2,9% m/m), al netto della quale il PPI sarebbe cresciuto di +0,1% m/m.
Regno Unito. Il sondaggio ORB condotto la scorsa settimana ha mostrato una riduzione del vantaggio del ‘Remain’ da 13 punti (55-42) a 5 punti (51-42).
Giappone. I principali dati macroeconomici di aprile (produzione industriale, spesa delle famiglie, tasso di disoccupazione) sono moderatamente positivi e danno indicazioni di miglioramento della crescita nel 2° trimestre.
Fonte: BondWorld.it
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