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Flash: Italia. La stima preliminare dei dati sul PIL del 3° trimestre potrebbe vedere un’attività economica ancora in calo

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Area Euro: Francia. La stima preliminare del PIL francese nel 2013.T3 è di -0,1% t/t, che segue un inatteso incremento di +0,5% nel secondo. La crescita acquisita per il 2013 è ora di +0,1%….


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L’Insee rileva un incremento di 0,2% dei consumi delle famiglie e dei consumi pubblici, mentre gli investimenti sono calati di 0,6%. Il contributo della domanda interna è stato nullo, mentre quello delle scorte è pari allo 0,5%. Il forte drenaggio proveniente dal commercio estero (-0,7% del PIL) riflette l’accumulo di scorte e proviene dalla combinazione di export in calo (-1,5% t/t) ed import in aumento (+1,0% t/t).

Germania.La stima preliminare dei dati sul PIL del 3° trimestre rileva un’espansione più moderata di 0,3% t/t dopo lo 0,7% t/t di giugno, che era stato gonfiato da effetti climatici e di calendario. La variazione tendenziale è in accelerazione dallo 0,9% del secondo trimestre all’1,1% (0,6% dopo correzione per i giorni lavorativi). Secondo l’ufficio federale di statistica, la crescita è venuta esclusivamente dalla domanda interna; in particolare, viene segnalato un lieve incremento dei consumi e degli investimenti, costruzioni incluse, a fronte di un contributo negativo delle esportazioni nette.

Francia. I prezzi al consumo sono calati di -0,1% m/m in ottobre, come da attese. La variazione è identica sull’indice nazionale e su quello armonizzato. Su base tendenziale, la variazione dei prezzi è pari 0,7% a/a sull’IPCA e a 0,6% sulla misura nazionale. L’inflazione core è invariata su base mensile è in aumento di 0,7% a/a su base tendenziale. L’inflazione è attesa restare sotto l’1% sino alla prossima primavera.

Italia. La stima preliminare dei dati sul PIL del 3° trimestre potrebbe vedere un’attività economica ancora in calo (sarebbe il nono trimestre consecutivo di contrazione) ma il ritmo di flessione dell’attività potrebbe continuare a ridursi. Stimiamo un PIL a -0,1% t/t (da -0,3% t/t precedente) e a -1,9% a/a (da -2,1% a/a precedente). L’industria dovrebbe aver dato un contributo negativo al valore aggiunto circa in linea con quello del trimestre precedente, mentre un contributo meno negativo potrebbe venire dai servizi (e dalle costruzioni). Il ritorno alla crescita su base congiunturale dovrebbe quindi essere rimandato all’ultimo trimestre dell’anno. Il PIL dovrebbe chiudere il 2013 a -1,8% per tornare a una crescita moderata (0,5% nelle nostre stime) l’anno prossimo.

La stima preliminare del PIL area euro nel 3° trimestre potrebbe aver mostrato una crescita di 0,1% t/t dopo lo 0,3% t/t a giugno. Il rallentamento su base congiunturale si spiega col fatto che il trimestre primaverile era stato “gonfiato” da fattori una tantum come effetti meteorologici e di calendario. La variazione annua del PIL migliorerebbe comunque a -0,2% da -0,5%. Il PIL potrebbe tornare ad accelerare, ma in misura ancora assai modesta, nell’ultimo trimestre dell’anno. La ripresa si consoliderà solo l’anno prossimo.

Stati Uniti

Il deficit della bilancia commerciale a settembre è previsto in marginale ampliamento a -39 mld di dollari da -38,8 mld di agosto: la modesta variazione attesa per settembre dovrebbe mantenere il deficit sul trend di graduale riduzione visto da inizio anno. I dati di settembre dovrebbero mostrare un aumento sia delle esportazioni sia delle importazioni, dopo i segnali deboli visti ad agosto (export in calo di -0,1% m/m, import stabile).

La Commissione Bancaria del Senato tiene l’audizione per la conferma della nomina di J. Yellen a presidente della Fed. Il dibattito verterà sulle prospettive della politica monetaria: Yellen dovrà segnalare la volontà di raggiungere l’obiettivo di piena occupazione senza trascurare quello della stabilità dei prezzi.

Ieri sui mercati

 

Area Euro

Nowotny e Asmussen segnalano che la BCE potrebbe fare di più sia sul fronte dei tassi che della liquidità, date le preoccupazioni per la deflazione.

Germania. La seconda stima conferma il calo dell’inflazione a 1,2% sulla misura nazionale a ottobre da un precedente 1,4% sulla misura nazionale e di quattro decimi all’1,2% sulla misura armonizzata. Il minimo per l’inflazione tedesca dovrebbe vedersi a novembre. Nel 2014 ci aspettiamo un’inflazione all’1,5%, due decimi al di sopra della media area euro ma comunque in rallentamento rispetto al 2013.

Italia. L’inflazione di ottobre è stata rivista al rialzo di un decimo a -0,2% m/m da -0,3% m/m sull’indice nazionale e a 0,1% da zero sull’armonizzato. In entrambi i casi il CPI viene riletto da 0,7% a 0,8%, comunque in calo rispetto allo 0,9% del mese di settembre. A nostro avviso, difficilmente l’inflazione scenderà significativamente al di sotto degli attuali livelli; tuttavia, la risalita sarà molto graduale e l’inflazione potrebbe non superare l’1% sino alla prossima primavera.

La maggiore novità dell’AMR è che la Commissione apre formalmente un’inchiesta sulla Germania. L’elevato surplus primario, in eccesso del 6% dal 2007, in isolamento, non costituisce “uno squilibrio” che porta all’apertura di una procedura, ma ci sono altri tre parametri che la Germania non rispetta: il tasso di cambio effettivo, il calo delle quote di mercato e il debito pubblico. La Commissione indica che il surplus primario è atteso rimanere in eccesso del 6% anche nel 2014 (stime d’autunno lo danno al 6,6% dal 7% previsto per il 2013) e potrebbe pertanto mettere sotto pressione il tasso di cambio. La Commissione nota inoltre che nonostante il debito privato sia tra i più bassi della zona euro il processo di de-cumulo delle passività è continuato e gli investimenti aziendali sono tornati a scendere lo scorso anno.

Stati Uniti

Lockhart, dell’Atlanta Fed, membro non votante del FOMC, ha dichiarato durante un’intervista Bloomberg che la Fed potrebbe considerare di dare inizio al tapering a dicembre. rimaniamo dell’idea che la difficoltà di lettura dei dati e la colossale incertezza politica restino dei freni determinanti sulle scelte del FOMC, che probabilmente rimanderà ogni decisione a ai primi mesi del 2014: se sarà gennaio o marzo, dipenderà dai dati. Una conseguenza dello spostamento in avanti dell’inizio della riduzione degli acquisti potrebbe essere un ritmo di riduzione più rapido, per concludere comunque il programma nella parte centrale del 2014..


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