Da seguire: Area Euro: Francia. La prima stima del PIL del 4° trimestre registra una crescita di 0,3% t/t dopo la leggera contrazione del 3° trimestre (-0,1% t/t). I dati mostrano un’accelerazione diffusa a tutte le componenti della domanda: consumi, +0,5% t/t, investimenti fissi delle imprese +0,6% t/t, spesa pubblica +0,4% t/t;…
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anche le esportazioni sorprendono verso l’alto con una variazione di +1,2% t/t. La variazione annua accelera a 0,8% a/a da 0,2% a/a del 3° trimestre. Riteniamo che nel corso del 2014 l’economia francese dovrebbe riprendersi e crescere attorno allo 0,7%.
Germania. Anche in Germania, come in Francia, la prima stima sul PIL del 4° trimestre sorprende verso l’alto e segna una variazione di +0,4% t/t (consenso: +0,3% t/t), accelerando rispetto al 3° trimestre (0,3% t/t). La crescita risulta spinta prevalentemente dalle esportazioni nette, secondo l’ufficio statistico; si segnala un chiaro aumento degli investimenti fissi a fronte di stagnazione della spesa pubblica e modesto calo dei consumi. La variazione annua accelera a 1,4% dopo lo 0,6% del 3° trimestre. Nel 2014, prevediamo una crescita di 1,7%.
Italia. La stima preliminare del PIL del 4° trimestre dovrebbe vedere un aumento di almeno 0,1% t/t dopo la stabilizzazione dei mesi estivi. I rischi sulla previsione sono verso l’alto. Sarebbe il primo aumento trimestrale dal 2° trimestre 2011. I contributi principali alla crescita dovrebbero venire da esportazioni nette e in minor misura dalla domanda domestica. La variazione annua migliorerebbe quindi a -0,8% da -1,8% di settembre. Se confermato il dato porterebbe il PIL a -1,8% in media annua nel 2013. Nel 2014 dovremmo assistere a un ritorno a una crescita moderata (0,5% la nostra previsione).
La stima flash del PIL dell’Eurozona nel 4° trimestre potrebbe mostrare una crescita dello 0,2% t/t da 0,1% di settembre. Le sorprese venute da Germania e Francia nelle ultime ore potrebbero condurre a una variazione anche più elevata, di 0,3%. Il contributo principale dovrebbe venire dalla domanda interna, mentre le esportazioni nette dovrebbero dare un contributo nullo. La variazione annua del PIL tornerebbe in territorio positivo dopo sette trimestri consecutivi di contrazione, passando a 0,3% da -0,4% di settembre. Se confermato la media annua migliorerebbe a -0,4% da -0,6%. La ripresa è attesa consolidarsi quest’anno (media annua 1,0%).
Stati Uniti
I prezzi all’import a gennaio sono attesi in crescita di 0,1% m/m, con un modesto contributo positivo dei prezzi del petrolio. Al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero essere invariati, anche grazie al moderato rafforzamento del dollaro.
La produzione industriale a gennaio dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, con un contributo significativo delle utility in un mese caratterizzato da un clima particolarmente rigido. La componente produzione dell’ISM manifatturiero ha corretto a gennaio da livelli straordinariamente elevati a dicembre, ma si mantiene in territorio chiaramente espansivo.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (prel.) dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli di gennaio. A febbraio la fiducia dovrebbe scendere a 79,8 da 81,2 di fine gennaio. L’indice di fiducia settimanale Consumer Comfort nelle rilevazioni della prima metà di febbraio è tornato su livelli di dicembre, probabilmente sulla scia della correzione dei mercati azionari e del moderato rialzo del prezzo della benzina.
Ieri sui mercati
Netta discesa dei rendimenti sui mercati americano e tedesco, che ha toccato la massima intensità sulla scadenza decennale della curva (5-6pb). I BTP hanno registrato tassi pressoché invariati, con un conseguente ampliamento dei premi al rischio nei confronti del debito tedesco. La reazione alla crisi di governo italiana è stata in generale poco visibile. Indici azionari europei volatili, con un recupero finale che li ha riportati vicino alla parità. Positiva la chiusura degli indici americani, mentre il Nikkei quest’oggi è caduto dell’1,5%.
Sui mercati valutari il dollaro ha ceduto terreno contro euro, yen e sterlina. L’euro ha chiuso la giornata intorno a 1,3675, ma questa mattina sta già lambendo 1,37. Lo yen è rientrato nelle ultime ore in area 101, coerentemente con una impostazione dei mercati che pare al momento improntata sull’avversione al rischio. La sterlina sta marcando i nuovi massimi dell’anno a 1,6656.
Area Euro
Italia. Nell’intervento alla direzione del PD, il segretario Renzi ha proposto un nuovo Governo con l’orizzonte della legislatura (2018) e orientato alle riforme (il segretario ha parlato di “legislatura costituente”). Renzi ha proposto al partito di assumere il documento “Impegno Italia” presentato nei giorni scorsi da Letta come contributo alla futura agenda di governo. Non sono stati forniti dettagli circa i contenuti di un possibile patto di legislatura, Renzi ha solo affermato che il completamento delle riforme istituzionali (oltre al cambiamento della legge elettorale, la riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione) richiede tempi lunghi e l’esistenza di un esecutivo duraturo e stabile. Il fatto che l’orizzonte di governo possa allungarsi alla legislatura (dai 18 mesi che si era dato Letta nell’aprile dell’anno scorso) e una maggiore decisione sulla strada delle riforme, vanno accolti favorevolmente e possono avere un impatto positivo sugli indicatori di rischio-Paese in quanto allontanano l’eventualità di elezioni ravvicinate e in prospettiva migliorano la governabilità. Tuttavia, al momento non è chiaro quale sarà il programma economico del nuovo Governo, e soprattutto se il nuovo esecutivo sarà in grado di implementare misure economiche efficaci e riforme istituzionali aggressive basandosi su una maggioranza che resta assai eterogenea (presumibilmente, non molto diversa da quella del governo Letta).
Coene, governatore della Banca del Belgio, ha dichiarato che il calo dell’inflazione a 0,7% a/a a gennaio nella media area euro, non è sufficiente per decidere che si debba assolutamente fare qualcosa; piuttosto la Banca centrale deve verificare se il calo è un fenomeno temporaneo o permanente. Coeuré, membro del comitato esecutivo BCE, ha ripetuto che la BCE interverrà in caso di rischi verso il basso rispetto allo scenario di medio periodo. La BCE a marzo presenterà per la prima volta le stime di inflazione due anni avanti, fino al 2016, e fornirà quindi indicazioni sul probabile sentiero dei tassi e della politica monetaria. Le nostre stime sono per un’inflazione 2016 in salita all’1,6% dall1,4% stimato per il 2015. Continuiamo a pensare che un taglio del refi a marzo (ma non del tasso sui depositi) è una possibilità, ma molto dipenderà dalle indicazioni sul ciclo nelle prossime settimane. Il permanere del cambio sui livelli attuali è sicuramente un fattore di rischio non trascurabile.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio a gennaio sorprendono verso il basso, con una variazione di -0,4% m/m, dopo -0,1% m/m di dicembre (rivisto da +0,2% m/m). Le vendite al netto delle auto sono invariate, mentre per dicembre si registra una revisione verso il basso a +0,3% m/m da +0,7% m/mI dati puntano a un rallentamento (pensiamo transitorio) della crescita dei consumi a inizio 2014 e una probabile modesta revisione verso il basso della variazione del 4° trimestre 2013 (3,3% t/t ann.). Per ora manteniamo una previsione di crescita dei consumi del 2,8% nel 2014.
I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano a 339 mila nella settimana conclusa il 7 febbraio, da 331mila della settimana precedente. I dati sono stati molto volatili da metà dicembre, con difficoltà di correzione per le festività e il clima. La media recente comunque rimane in linea con una dinamica occupazionale vicina a 180 mila nuovi posti al mese.
L’audizione di Yellen al Senato è stata rimandata per la chiusura degli uffici federali e del Congresso a causa di una tempesta di neve che ha colpito Washington DC. Non è stata ancora fissata una nuova data per l’audizione.
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