Da seguire: Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione dell’Eurozona in aumento al 2% a febbraio per la prima volta dopo quattro anni…..
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di permanenza su livelli significativamente inferiori all’obiettivo BCE. L’inflazione core per il momento rimane inchiodata a 0,9%, ma nei prossimi due mesi dovrebbe salire sulla spinta di un effetto statistico favorevole da parte della componente energia.
Stati Uniti
Trump dovrebbe presentare in Congresso una versione “condensata” del budget dell’Amministrazione per l’a.f. 2018. Il documento dovrebbe contenere indicazioni per grandi voci di entrate e spese, con informazioni generali sulle priorità e sulla stance attesa della politica fiscale. È probabile che il budget proposto sia circa neutrale, nonostante massicci tagli di entrate e significativa riduzione della spesa discrezionale ex-difesa. La filosofia alla base del budget dovrebbe essere di riduzione del ruolo del governo e, come nella campagna elettorale di Trump, di “America first”: difesa verso l’interno, con un ridimensionamento dell’attenzione per l’esterno, e minimizzazione degli interventi statalie ma dovrebbe dare informazioni generali sulle priorità e sulla stance attesa della politica fiscale. Il budget proposto non sarà quello che verrà approvato in Congresso e rappresenta più che altro una conferma generale dei temi e delle priorità dell’Amministrazione. Si apre ora un periodo di negoziati difficili con i repubblicani in Congresso.
I nuovi cantieri residenziali a febbraio dovrebbero salire a 1.250 mila, dopo la correzione di gennaio a 1.246 mila. Le licenze sono attese a 1.260 mila, con una normalizzazione dopo il balzo di gennaio a 1.293 mila, sostenuto in parte anche da un clima relativamente mite.
L’indice della Philadelphia Fed a marzo è atteso in calo a 19, dopo il sorprendente balzo a 43,3 di febbraio, con una normalizzazione sui livelli visti fra fine 2016 e inizio 2017. Il Beige Book non ha dato segnali di particolare accelerazione dell’attività nel distretto di Philadelphia, con indicazioni di cauto ottimismo in un contesto di espansione molto contenuta. Lo spaccato dell’indagine dovrebbe restare positivo, con indicazioni espansive per tutte le principali componenti.
Ieri sui mercati
Andamento nettamente positivo sul mercato secondario dei titoli di stato sia in Europa, sia negli Stati Uniti. Premi al rischio in netto calo. Positivo anche l’andamento dei listini azionari europei ed americani. Dopo la riunione Fed (che non ha segnalato una particolare fretta ad alzare i tassi) e le elezioni olandesi (dove l’avanzata degli euroscettici è stata molto limitata), l’euro è rimbalzato in area 1,07 dollari.
Area euro
Olanda. Con il 95% dei seggi scrutinati, il partito liberale VVD del primo ministro Rutte ottiene 32 seggi – più di quelli stimati nei sondaggi alla vigilia e con il 21,3% a livello nazionale limita il calo di consensi a -5,2%. Il risultato del PVV di Wilders, migliore rispetto alle precedenti elezioni ma inferiore ai picchi del 2010, è nella parte bassa delle stime (20 seggi). Il baricentro del voto si è spostato in generale a destra, considerando i buoni risultati dei cristiano-democratici (CDA, +4%) e di D66(+4%), che dovrebbero entrare in parlamento con poco meno di 20 seggi ciascuno. Entrambe le formazioni sono europeiste, e perciò non si può certo dire che l’Olanda si sia spostata su posizioni anti-UE. Il voto di sinistra, comunque in calo, si è radicalizzato: infatti, ha trovato conferma la crisi dei laburisti, crollati a 9 seggi (-19,1%) e penalizzati dall’esperienza di governo in coalizione con il PVV; l’emorragia è soltanto in piccola parte compensata dai forti guadagni di GroenLinks (+6,7%). L’Olanda si avvia ad avere un governo di coalizione di centrodestra, ancora imperniato sul VVD di Rutte e con gli euroscettici all’opposizione.
Italia – Le vendite al dettaglio in valore sono rimbalzate dell’1,4% m/m a gennaio (1,1% in volume), dopo essere calate nei due mesi precedenti. È l’incremento su base congiunturale più ampio degli ultimi 5 anni. Tuttavia, la variazione tendenziale è rimasta in territori negativo, a -0,1% (-1% in volume), da -0,2% precedente. Visto il rimbalzo congiunturale di gennaio, i consumi di contabilità nazionale potrebbero vedere una accelerazione nel 1° trimestre 2017 dopo il debole 0,1% t/t visto a fine 2016.
Italia – L’inflazione di febbraio è stata confermata a +0,2% m/m, +1,6% a/a sull’indice armonizzato ma è stata rivista al rialzo di un decimo in base al NIC (a +0,4% m/m, +1,6% a/a). In entrambi i casi l’inflazione annua è in salita di ben sei decimi rispetto all’1% precedente. L’indice core (sul NIC) è stato comunque confermato in aumento assai più moderato, a 0,6% da 0,5% di gennaio. Riteniamo che un picco per l’inflazione possa essere raggiunto nel mese di aprile (attorno a 1,9% per il NIC). Successivamente ci aspettiamo una moderazione per via del venir meno dell’effetto statistico sull’energia (ma quello sugli alimentari permarrà fino a fine anno). Il trend in corso era atteso, ma si sta rivelando di entità maggiore del previsto: rivediamo di conseguenza lievemente al rialzo, a 1,6%, la nostra stima per il CPI medio nel 2017.
Francia. La seconda lettura conferma che a febbraio l’inflazione ha rallentato di un decimo a 1,2% da 1,3% sull’indice nazionale e di due decimi a 1,4% da 1,6% su quello armonizzato. Nel mese i prezzi al consumo erano aumentati di un decimo su entrambe le misure. L’indice core ha rallentato nettamente a 0,2% a/a da 0,7% a/a. L’inflazione francese dovrebbe lievemente rallentare nei prossimi mesi per poi risalire attorno a 1,3% entro fine anno.
Stati Uniti
Il CPI a febbraio aumenta di 0,1% m/m (2,7% a/a); l’indice core è in rialzo di 0,2% m/m (2,2% a/a), in linea con le attese e con il trend recente (sia su base mensile sia su base annua. L’accelerazione del CPI headline è dovuta al confronto statistico con il 2016 ed è transitoria e conferma che la Fed non ha urgenza sui tassi, sapendo che l’inflazione headline è solo temporaneamente al di sopra del 2%.
L’indice Empire della NY Fed cala modestamente a marzo a 16,4 da 18,7 di febbraio. Lo spaccato dell’indagine è positivo. Tutti i sotto-indici sono in linea con prosecuzione della ripresa nel settore.
Le vendite al dettaglio a febbraio aumentano di 0,1% m/m; al netto dei trasporti la variazione è di +0,2% m/m. I dati di gennaio sono rivisti verso l’alto, a +0,8% m/m, da +0,4% m/m. In generale i dati di febbraio sono deboli, ma seguono diversi mesi di rialzi solidi; inoltre, la revisione verso l’alto delle vendite di gennaio implica che l’atteso rallentamento dei consumi nel 1° trimestre 2017 potrebbe essere più contenuto rispetto alle previsioni.
L’indice di fiducia dei costruttori di case a marzo balza a 71 da 65 e tocca il massimo da giugno 2005. Il rialzo della fiducia è probabilmente legato all’ordine esecutivo emesso da Trump a fine febbraio, mirato a ridurre la regolamentazione sui vincoli ambientali sui permessi di costruzione
La riunione del FOMC si è conclusa come atteso, con un rialzo dei tassi di 25 pb e indicazioni di un graduale sentiero dei fed funds nel resto dell’anno. Non sono emerse novità di rilievo e l’atteggiamento della Fed rimane ottimista sull’economia e cauto sulla rimozione dello stimolo. Anche dopo il rialzo di ieri, la politica monetaria rimane accomodante e permetterà ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e stabilizzazione dell’inflazione intorno al 2%. Per quanto riguarda i tassi, la mediana vede altri due rialzi nel 2017 (1,4% a fine anno), tre rialzi nel 2018 (2,1% a fine 2018) per arrivare a 3% per fine 2019 (+1 decimo rispetto alle proiezioni di dicembre). Yellen ha ripetuto che le proiezioni dei tassi non sono scritte nella pietra e che l’evoluzione delle politiche dell’Amministrazione potrebbero portare a modifiche del sentiero atteso. Per il momento, il Comitato rimane intenzionato a proseguire sul sentiero graduale indicato dal grafico a punti e a valutare le informazioni dei singoli dati in arrivo, sia di prezzi sia di attività, all’interno dei trend più generali dello scenario.
Giappone
La riunione della BoJ si è conclusa con politiche invariate come atteso. Nella conferenza stampa, Kuroda ha sottolineato che è appropriato proseguire con la politica attuale, alla luce della presenza di persistenti rischi verso il basso, nonostante il graduale miglioramento dell’economia. La banca centrale continuerà a provare a mantenere il controllo della curva, con gli obiettivi sui tassi a breve a -0,1% e sul 10 anni intorno a zero. E’ prevedibile che nel corso dell’anno gli acquisti di JGB si riducano al di sotto dell’obiettivo “soft” di circa 80 tln di yen, vista l’impossibilità di soddisfare simultaneamente obiettivi di prezzo e di quantità sul mercato obbligazionario.
Fonte: BondWorld.it
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