Flash: Italia: L’inflazione è vista in salita

Da seguire: Area Euro: – Italia. A settembre, i prezzi al consumo sulla misura nazionale sono visti in calo di -0,1% m/m (ad agosto +0,2% m/m). Sull’armonizzato i prezzi dovrebbero accelerare…


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a +0,8% m/m da un precedente +0,2% m/m. L’inflazione è vista in salita di un decimo all’1,7% a/a secondo la misura nazionale e stabile all’1,8% a/a in base all’indice armonizzato. Stimiamo un CPI all’1,8% per fine anno (l’armonizzato potrebbe arrivare al 2%). Al di là di qualche pressione su tariffe e materie prime, la dinamica sottostante resta decisamente sotto controllo.


– Germania.
Il tasso di disoccupazione potrebbe riprendere a calare a 7,5% a settembre (da 7,6% di luglio ed agosto). Si tratterebbe di un minimo dal 1991. Dopo quattordici mesi consecutivi di calo, il numero dei senza-lavoro potrebbe scendere ancora a settembre (di 30 mila unità, dopo il calo di 17 mila unità registrati ad agosto). Inoltre, il trend di miglioramento nella componente occupazionale dell’indagine PMI e dell’indice IFO è proseguito anche nei mesi estivi, indicando improbabile una risalita del tasso di disoccupazione nei prossimi mesi. In sintesi, la tenuta del mercato del lavoro in Germania continua a sorprendere e l’estensione fino al 2012 del programma Kurzarbeit, assieme ad altri accordi recentemente siglati di tutela dei posti di lavoro, potrebbero contribuire a determinare un ulteriore calo dei disoccupati nei prossimi trimestri.

– In base alla stima preliminare, l’inflazione area euro potrebbe accelerare all’1,8% a/a a settembre dopo l’1,6% a/a registrato ad agosto. Sulla previsione c’è qualche rischio verso l’alto. Il dato sarebbe coerente con una crescita dei prezzi al consumo di +0,2% m/m e con un’inflazione al netto delle componenti più volatili circa stabile attorno all’1% a/a. ll nostro profilo di previsione delinea una crescita dei prezzi assai moderata nei prossimi mesi, per un CPI stabile all’1,9% negli ultimi tre mesi dell’anno. Il calo del costo del lavoro non ha smesso di esercitare pressioni verso il basso sulla dinamica core, inoltre sta venendo meno qualche pressione dai prezzi delle materie prime.

Stati Uniti

– La stima finale del PIL del 2° trimestre dovrebbe restare invariata a 1,6% t/t ann.

– Il Chicago PMI è previsto in calo a 55,5 da 56,7. L’indice era migliorato ad agosto, come l’ISM, pur a fronte di un peggioramento della componente ordini. A settembre dovrebbero peggiorare ordini e produzione, con possibili correzioni anche per l’occupazione.

Ieri sui mercati

Lo yen continua a rimontare su dollaro (83,4) ed euro (113,3), senza interventi da parte delle autorità monetarie e con gran detrimento per gli indici azionari locali. Mercati obbligazionari europei in attesa delle novità dall’Irlanda, arrivate questa mattina: confermate le stime di 30-35 mld per il costo della stabilizzazione di Anglo Irish, mentre il governo ha ammesso che quest’anno il disavanzo esploderà al 32% del PIL. Assieme al declassamento della Spagna da parte di Moody’s (da un ben poco credibile AAA ad Aa1, sempre troppo), le notizie irlandesi hanno sostenuto il Bund e frenato l’euro, che però rimane vicino ai massimi del mese (1,3647).

Area Euro

Irlanda. La Banca centrale ha pubblicato le stime del fabbisogno di capitale di Anglo Irish Bank: nello scenario base, il capitale necessario è di 29,3 miliardi, che salgono fino a 34,3 miliardi nello scenario di stress. La banca ha già ricevuto fondi pubblici per 23 miliardi, su un totale di 33 miliardi per l’intero sistema. L’agenzia, che sta scontando le sofferenze delle banche locali, ha fornito un tasso di sconto del 67% per le attività di Anglo Irish. La Banca centrale ha inoltre segnalato che anche Allied Irish Bank (AIB) dovrà raccogliere nuovo capitale per 3 miliardi di euro; un aumento di capitale di 5,4 miliardi è previsto in novembre e, secondo quanto annunciato questa mattina, dovrebbe essere interamente sottoscritto dalla National Pensions Reserve Fund Commission. Infine, il Governo ha segnalato l’intenzione di ‘riorganizzare’ il debito subordinato di Irish Nationwide Building Society. Il Ministro delle Finanze Lenihan ha stimato il deficit 2010 al 32% del PIL, preannunciando un piano quadriennale di correzione fiscale all’inizio di novembre; per il momento, ha ribadito l’intenzione di scendere al 3% nel 2014 e ha prospettato una correzione fiscale più pesante nel 2011. Il debito pubblico dovrebbe salire già quest’anno al 98,6%. Secondo il Governo irlandese, la nuova fase di ricapitalizzazione delle banche non aumenterà il fabbisogno di cassa 2010 (nelle intenzioni i flussi di cassa vengono suddivisi su un periodo decennale) e l’agenzia del debito non effettuerà collocamenti né in ottobre, né in novembre.

Francia. La fiducia dei consumatori è salita a sorpresa a -35 a settembre da -38 di luglio. Dopo la discesa che aveva caratterizzato il 1° semestre dell’anno, a partire dal giugno scorso l’indicatore si è avviato su un trend ascendente. Il miglioramento della fiducia è un segnale incoraggiante per la ripresa dei consumi in Francia (che hanno rallentato a 1,2% da 2,4% a/a ad agosto). Il rafforzamento della domanda delle famiglie sarà comunque molto graduale visto il livello ancora elevato della disoccupazione.

Italia. A settembre l’indice di fiducia delle imprese è sceso più delle attese di consenso, a 98,4 da 99,3 di agosto, quando aveva toccato un massimo dal maggio 2008. Tuttavia, il livello dell’ISAE rimane al di sopra dei valori dello scorso luglio e soltanto di poco inferiore rispetto alla media storica calcolata dal 2000 (100,9). È prematuro dunque affermare che si tratti di una inversione di tendenza dopo 18 mesi consecutivi di aumento.

A settembre, l’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è salito ben più delle attese di consenso a 103,2 da 102,3. Si tratta di un massimo dal gennaio 2008. Il morale è migliorato per le imprese operanti nell’industria (a -2 da -3), nelle costruzioni (a -26 da -29), nei servizi (a 8 da 7) e nel commercio al dettaglio (a 2 da 1). La fiducia dei consumatori è stata confermata stabile a -11 dopo il recupero dei mesi estivi. Tra i principali paesi dell’area euro il morale è migliorato in Germania, Francia e Spagna mentre è peggiorato in Italia. Nel complesso, il livello dell’indice si trova ad un livello superiore alla media storica di lungo periodo calcolata dal 1985 (100,7) e risulta coerente con una crescita annua del PIL per l’area euro nel 3° trimestre di circa 1,7% a/a (come nel trimestre estivo).


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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