Flash: Italia: oggi il Tesoro colloca titoli a 3, 7 e 10 anni

Da seguire: Area Euro: Italia. Dopo il buon esito del collocamento di 8 miliardi di Bot a 12 mesi nella giornata di ieri, oggi il Tesoro colloca titoli a 3, 7 e 10 anni per un importo massimo di 7,5 miliardi. Ma l’attenzione sarà soprattutto sulla direzione del PD…


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prevista alle 15, nella quale il partito chiarirà la sua posizione sulle sorti del governo Letta. Il discorso del segretario Renzi aprirà la riunione e al termine si avrà un voto; nel caso in cui si decidesse un avvicendamento a Palazzo Chigi, subito dopo Letta potrebbe salire al Colle per rassegnare le sue dimissioni. Un nuovo esecutivo eventualmente guidato da Renzi potrebbe non essere negativo per il rischio-Italia nel caso in cui portasse o a un allungamento della prospettiva di governo (oltre l’anno) o a un minore stallo sul fronte delle misure economiche o dell’agenda per le riforme.
Germania. La lettura finale dei prezzi al consumo di gennaio ha confermato il calo di -0,6% m/m della stima preliminare da 0,4% m/m di dicembre sull’indice nazionale e di -0,7% m/m da 0,5% m/m su quella armonizzata e l’inflazione in diminuzione di un decimo all’1,3% sull’indice nazionale e stabile all’1,2% sull’indice armonizzato. L’inflazione tedesca è attesa rimanere sui livelli attuali fino ad aprile e agganciarsi in media annua all’1,5% dall’1,6% del 2013.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a gennaio sono previste in aumento di 0,1% m/m; al netto delle auto, le vendite dovrebbero aumentare di 0,3% m/m. Gran parte dei dati di gennaio sono stati influenzati negativamente dal clima particolarmente avverso. Le vendite di auto sono state deludenti a gennaio, con un calo in termini di volumi di -0,9% m/m. Anche gli indici delle vendite settimanali sono deboli. I dati di gennaio dovrebbero risentire di un moderato incremento dei prezzi e in particolare di quello della benzina. Nonostante le sorprese negative viste con i dati più recenti, non ci sono indicazioni per ora di debolezza dei consumi. E’ prevedibile che la dinamica del 1° trimestre 2014 sia meno sostenuta di quella del 4° trimestre 2013 (3,3% t/t ann.), ma nell’anno manteniamo una previsione di crescita dei consumi pari a 2,7%, da 2% medio del 2013.
J. Yellen presenta il Monetary Report alla Commissione Bancaria del Senato. Il testo dell’audizione sarà uguale a quello della Camera e le indicazioni di Yellen dovrebbero ricalcare il messaggio dato durante la discussione dell’11 febbraio.

Ieri sui mercati

I mercati europei hanno chiuso un’altra giornata in positivo, mentre gli indici negli Stati Uniti hanno segnato una modesta correzione. I dati ci commercio estero cinese, usciti più forti del previsto, hanno prevalso sul calo della produzione industriale area euro (peraltro in gran parte già scontato). L’evento principale della giornata è stata la pubblicazione dell’Inflation Report della Bank of England, con un significativo aumento delle previsioni di crescita 2014 (a 3,4% dalla precedente previsione di 2,8%) e una riformulazione della forward guidance. Nonostante le rassicurazioni del governatore, si è registrato un rafforzamento del cambio, un aumento della probabilità del primo rialzo dei tassi a marzo 2015, e un incremento dei rendimenti sul tratto lungo della curva inglese (UK Gilts 10 anni a 2,82% da 2,75%).  

Giornata contrastata sul mercato dei titoli di Stato italiani, con oscillazioni intorno alla parità: alla chiusura dei mercati rendimenti salgono di 3-4pb su tutte le scadenze rispetto alle chiusure del giorno precedente. Il Btp a due anni tratta in area 0,89% e il decennale in area 3,72% dopo aver toccato in mattinata il livello di 3,675%, il minimo dal febbraio 2006. Contestualmente lo spread BTP-Bund torna a crescere in scia al più ampio rialzo dei Bund, con il differenziale che si porta a quota 202pb. A conferma del buon appetito per il rischio che coinvolge l’Italia insieme al resto dei periferici, ieri il Tesoro italiano ha collocato BOT a 12 mesi per 8 miliardi euro, con un rendimento sceso a 0,676%, minimo dall’introduzione della moneta unica e una domanda robusta (bid-to-cover di 1,63). L’attenzione sul primario si sposta all’emissione di oggi, con le aste di titoli a 3, 7 e 30 anni per un totale che oscilla tra i 6 e i 7,5 miliardi di euro.

Area Euro

La produzione industriale dell’eurozona a dicembre delude oltre le attese calando di -0,7% m/m da +1,6% m/m di novembre (rivisto al ribasso da 1,8% m/m). Il dato è in parte dovuto a fattori stagionali, dato che la produzione di energia si è contratta di -2,1% m/m da +2,3% m/m a causa delle temperature meno rigide a dicembre. La variazione annua passa così a 0,5% da 2,8% del mese precedente. L’ultimo trimestre 2013 pertanto si chiude registrando un aumento dell’output di 0,3% t/t dopo aver stagnato nel terzo trimestre e contribuendo al più per 0,1% alla formazione del PIL dell’eurozona, che secondo le nostre previsioni dovrebbe crescere dello 0,2% t/t a dicembre da 0,1% t/t del terzo trimestre. Ci attendiamo di vedere un’accelerazione della produzione da gennaio, come anche suggerito dalle indagini PMI, anche se il contesto produttivo rimane nel complesso ancora debole.

Francia. Da un sondaggio commissionato a gennaio scorso da Le Monde emerge che il “34% dei francesi aderirebbe alle idee del partito Front National”. Tra i punti programmatici del movimento ci sono l’uscita dell’euro e la netta preminenza degli interessi nazionali rispetto alle istanze europeiste. Il forte calo di popolarità di Hollande dal suo insediamento e la diffusa percezione di scontento indotta dalla stagnazione economica potrebbero riservare delle sorprese alle prossime elezioni per il Parlamento europeo previste a maggio.

Stati Uniti

Bullard (St Louis Fed, non votante) ha detto che probabilmente il FOMC sostituirà l’attuale forward guidance, caratterizzata da soglie numeriche, con una versione basata su indicazioni “qualitative”, che considerino “la totalità dei dati” sul mercato del lavoro. Manteniamo la previsione che alla riunione di marzo il FOMC modifichi la guidance togliendo rilevanza alle soglie, dando maggiore peso ad altri indicatori del mercato del lavoro oltre alla disoccupazione, all’inflazione e alla distanza dalla piena occupazione delle risorse.  Il presidente della Dallas Fed, R. Fisher, ha detto che si registra un aumento di appetito per il rischio fra gli investitori che acquistano titoli rischiosi finanziandosi con indebitamento: questo fenomeno va seguito con attenzione.


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