Flash: Italia. Prosegue la tornata di aste di fine mese

Da seguire: Area Euro: Italia. Prosegue la tornata di aste di fine mese con l’offerta di 7 miliardi di Bot semestrali (scadenza 30 gennaio 2015), che potrebbe far…


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registrare (come accaduto ieri per il Ctz) un nuovo minimo storico (ieri sul mercato grigio il titolo scambiava a 0,257% contro lo 0,309% dell’asta di fine giugno).

Stati Uniti

  • La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a luglio è prevista a luglio a 85,5,  poco variata rispetto a 85,2 di giugno. L’indagine preliminare di luglio dell’Univ. of Michigan è calata a sorpresa, probabilmente sulla scia di rialzi del prezzo della benzina. La successiva correzione della benzina, il buon andamento di mercati e occupazione mantengono il trend della fiducia in moderato rialzo.
  • Il Tesoro offre 35 miliardi del nuovo titolo a 5 anni.

Ieri sui mercati

Avvio di settimana povero di spunti sui mercati finanziari: l’attesa è sugli eventi statunitensi dei prossimi giorni (dati sul PIL 2° trimestre e non-farm payrolls, riunione FOMC) che catalizzeranno l’attenzione degli investitori. Ieri l’andamento dei mercati sia azionari (con gli unici spunti venuti dalla stagione delle trimestrali su entrambi i lati dell’Atlantico) che obbligazionari è stato contrastato. I Treasuries hanno chiuso la seduta in negativo (salvo recuperare lievemente stamane), appesantiti dall’asta sul T-Note biennale collocato al tasso più elevato dal 2011. Continua ad essere ben impostato l’andamento della carta italiana sia sul secondario (il rendimento del decennale è sceso ieri sotto la soglia del 2,70%, nuovo minimo storico) che sul primario (il rendimento in asta del Ctz ha toccato un nuovo minimo dall’introduzione dell’euro; buon esito ha avuto anche l’asta di Btp indicizzati). Il brent è sceso (temporaneamente) sotto 106 in quanto l’accumulo delle scorte Usa ha compensato la tendenza rialzista proveniente dalle tensioni geopolitiche (nonostante le crisi in Ucraina, Iraq e Libia, la produzione globale resta superiore alla domanda). Peraltro, le tensioni geopolitiche (ieri i leader di Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Stati Uniti hanno concordato nel corso di una telefonata di assumere nuove misure contro la Russia per la crisi Ucraina e oggi si terrà a Bruxelles una nuova riunione dei rappresentanti permanenti Ue sul nuovo pacchetto di sanzioni) dovrebbero continuare a sostenere le quotazioni dell’oro e delle valute rifugio (yen e dollaro: il dollar index è ai massimi degli ultimi sei mesi).

Area Euro

Italia. Fiducia delle imprese ai massimi da quasi tre anni per la media delle imprese ma in lieve calo nel manifatturiero

  • La fiducia delle imprese manifatturiere è scesa lievemente a luglio, a 99,7 da 99,9 (rivisto al ribasso di un decimo) precedente. È il secondo calo consecutivo (non accadeva da oltre due anni). In ogni caso, il livello resta vicino a un massimo da giugno del 2011.
  • Il dettaglio dell’indagine mostra un calo delle valutazioni delle imprese sull’andamento corrente di ordini (in particolare dal mercato interno) e produzione; per quanto riguarda le attese per il futuro, sono stabili quelle sugli ordinativi mentre migliorano (ai massimi da tre anni) le aspettative sulla produzione. Peggiorano le attese sia sull’economia (ai minimi dallo scorso febbraio dopo il deciso miglioramento dei mesi primaverili) sia sull’occupazione (per trovare un valore più basso occorre risalire a gennaio).
  • Da notare che le aspettative sui prezzi praticati dalle imprese sono stabili da maggio, dopo tre mesi in territorio negativo. Un discorso analogo vale per le scorte (da giugno segnalano stazionarietà dopo ben nove mesi di calo).
  • L’andamento del morale delle imprese manifatturiere resta molto differenziato sia per raggruppamenti principali di industrie che per aree geografiche: a luglio l’indice peggiora in tutti i macro-settori tranne che per i produttori di beni di consumo; sale nel Nord-Est e nel Centro mentre scende nel Nord-Ovest e al Mezzogiorno.
  • Confortanti le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva: il grado di utilizzo degli impianti è salito a 72,6% nel 2° trimestre dal 71,6% del 1°, e la quota di operatori che segnala la presenza di ostacoli all’attività produttiva è scesa al 35% dal 39% (scende in particolare la quota di imprese che segnala ostacoli legati all’insufficienza di domanda, a vincoli finanziari e ad altri motivi).
  • Indicazioni positive giungono dall’indagine sulle imprese non manifatturiere. Infatti, a luglio il morale migliora in tutti i settori considerati: costruzioni, servizi di mercato e commercio al dettaglio. Confortante in particolare l’ulteriore miglioramento del morale nelle costruzioni dopo il rimbalzo a sorpresa (da livelli assai depressi) del mese precedente.
  • Di conseguenza, l’indicatore sintetico dell’Istat sulla fiducia delle imprese (costruito come media ponderata del morale nel manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio) ha fatto segnare un aumento a 90,9 da 88,2 di giugno e ha raggiunto un massimo da quasi tre anni.
  • In sintesi, i risultati dell’indagine di fiducia delle imprese di luglio sono misti; se l’industria, che era stato il primo settore a “vedere” un miglioramento del tono congiunturale, sta perdendo slancio, viceversa si avvicinano alla ripresa i comparti che erano rimasti indietro e che per ora evidenziano o stagnazione dell’attività (come i servizi) o ancora recessione (come le costruzioni); si confermano anche i segnali di recupero visti negli ultimi mesi per il commercio al dettaglio.
  • Il dato appare coerente con una ripresa del PIL nel trimestre estivo dopo la sostanziale stagnazione vista nella prima metà dell’anno.

Stati Uniti

La stima flash del PMI servizi ha visto un indice invariato a 61 a luglio (mentre era atteso un calo a 59,8). Di conseguenza anche il PMI composito è risultato poco variato, a 60,9 da 61 di giugno (il manifatturiero era invece calato a 56,3 da 57,3). È il nono mese consecutivo di espansione e il livello è coerente con un ritmo di crescita sostenuto a cavallo tra 2° e 3° trimestre (nostra stima: 3,5% t/t ann.)

Le vendite immobiliari in corso sono calate a sorpresa dell’1,1% m/m a giugno, dopo il balzo (+6% m/m) di maggio. Si attenua comunque il ritmo di contrazione su base annua, a -4,5% da -6,9% precedente.

 


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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