Flash: Italia: Si riduce ancora la disoccupazione

Da seguire: Area Euro: Area euro. La seconda stima potrebbe rivedere il del PMI manifatturiero a 52,1 da 52,0 del preliminare, dal momento che le indagini di fiducia nazionali hanno tracciato un quadro più positivo per il mese di settembre. L’indice PMI manifatturiero era calato da 52,4 di agosto sulla scia della correzione del PMI tedesco a 52,5 da 53,3, mentre il PMI francese è tornato sopra 50 (50,4) per la prima volta da giugno scorso. La prima lettura del PMI italiano potrebbe vedere una correzione a 53,5 da 53,8 di agosto….


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Stati Uniti

  • L’ISM manifatturiero a settembre è previsto in calo a 50,5, da 51,1 di agosto. Le prime indagini di settembre sono state deludenti.. Prevediamo che l’ISM rimanga in territorio espansivo a settembre, ma registri una correzione modesta diffusa a ordini (sia domestici sia esteri), produzione e prezzi pagati. Il settore manifatturiero rimane in fase di crescita solo marginalmente positiva, ampiamente compensata dall’espansione nel settore dei servizi.
  • La spesa in costruzioni ad agosto dovrebbe aumentare di +0,3% m/m, dopo molti mesi di aumenti solidi (+1,8% m/m in media fra marzo e luglio); l’attività di costruzione prosegue su un trend positivo, anche se nei mesi estivi c’è stato un lieve rallentamento nel settore dell’edilizia residenziale. La spesa in costruzioni continuerà a contribuire positivamente alla crescita nel resto del 2015.
  • Le vendite di autoveicoli a settembre sono attese in aumento a 17,8 mln di unità ann. da 17,7 mln di agosto. Il calo del prezzo della benzina, l’andamento positivo del mercato del lavoro e dei bilanci delle famiglie, l’età media relativamente alta del parco macchine sono fattori positivi per il trend solido del settore.

Ieri sui mercati

Un trimestre difficile si è chiuso su un tono positivo. Mercati azionari in diffuso e solido rialzo dappertutto, che dovrebbe estendersi oggi, dopo i dati complessivamente positivi del Tankan (v. sotto) e da qualche segnale di modesto miglioramento dei PMI cinesi di settembre. L’indice Caixin riporta una modesta revisione al rialzo a 47,2 (da 47) rispetto alla stima flash, lievemente inferiore al dato di agosto (47,3); l’indice ufficiale sale a 49,8 da 49,7. Entrambi gli indici mostrano una stabilizzazione della domanda interna.

I dati macro negli ultimi giorni hanno dato sorprese positive sia in Asia sia in Europa e contribuiscono a rasserenare il clima sui mercati. La pubblicazione dei PMI e dell’ISM oggi saranno importanti per convalidare i segnali di stabilizzazione del quadro di crescita mondiale.

Mercati obbligazionari poco variati, modesta compressione dello spread BTP-Bund a 112 pb. Sui mercati valutari, modesto rafforzamento del dollaro contro euro con una conferma di livelli intorno a 1,11 questa mattina.

Area Euro

Francia. Le vendite al dettaglio hanno stagnato ad agosto e sono invece cresciute dello 0,3% m/m a luglio. La variazione annua della spesa per consumi passa a 1,6% a/a ad agosto da 2,1% a/a di luglio e da 2,1% a/a di giugno. I consumi sono in rotta per un aumento dello 0,6% t/t nel terzo trimestre da -0,1% t/t del secondo, tornando a contribuire positivamente alla formazione del PIL. Ci aspettiamo un moderata accelerazione dei consumi nella parte finale dell’anno.    

Come atteso, la disoccupazione è rimasta ferma a settembre al 6,4% in Germania per il sesto mese consecutivo, ai minimi storici. Non ci aspettiamo ulteriori cali dell’indice da qui a fine anno (media annua 6,4%). Anche nell’eurozona la disoccupazione ad agosto è rimasta stabile all’11,0% come a luglio (dato rivisto al rialzo di un decimo da 10,9% precedente). Il numero dei senza lavoro nell’area euro ammonta a circa 17,6 milioni di individui (mille unità in meno rispetto a luglio): .In media annua la disoccupazione dell’eurozona è attesa all’11,0%.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a settembre è di 200 mila unità, dopo 186 mila di agosto. I dati sono in linea con un altro solido employment report, in pubblicazione venerdì 2 ottobre. Dai recenti discorsi di partecipanti alle riunioni del FOMC sappiamo che ulteriore chiaro miglioramento del mercato del lavoro può essere considerato una condizione non solo necessaria ma anche sufficiente per la svolta dei tassi.

Dudley (NY Fed) ha detto che non c’è molta evidenza di riduzione di liquidità, anche se è possibile che QE abbia avuto effetti e abbia determinato un aumento di rischi di liquidità. E’ probabile che con l’avvicinarsi della svolta dei tassi ci sia un aumento di volatilità. Dudley ha anche detto che “per il momento” non si parlerà di vendite di titoli, che determinerebbero ulteriore volatilità. Nell’intervento Dudley non ha toccato questioni relative allo scenario economico e alla svolta dei tassi.

Giappone

L’indagine Tankan di settembre è stata complessivamente migliore delle attese. L’indice per le grandi imprese manifatturiere è calato a 12 (da 15 di giugno, consenso: 13), e le proiezioni per dicembre sono di correzione a 10. Per i servizi, l’indice delle grandi imprese sale ancora a 25 da 21 di giugno, e le aspettative per dicembre si mantengono solide, a 20. L’indagine, pur mostrando un moderato peggioramento delle condizioni nel manifatturiero, indica espansione, con crescita solida nei servizi. Sul manifatturiero pesa certamente l’indebolimento (effettivo e atteso) della Cina e degli altri paesi emergenti, ma il quadro che emerge dall’indagine è migliore rispetto ai dati congiunturali usciti nelle ultime settimane.  

Focus Italia

Si riduce ancora la disoccupazione…

  • Dopo essere scesa di ben mezzo punto a luglio, la disoccupazione è calata ulteriormente (di un decimo) ad agosto, all’11,9%. Si tratta di un minimo degli ultimi due anni e mezzo.
  • Il dato conferma che il mercato del lavoro sta migliorando, sia pur lentamente. Continuiamo a pensare che la discesa della disoccupazione sarà lenta (anche perché una pressione verso l’alto continuerà a venire dalla diminuzione degli inattivi), tuttavia la tendenza al calo dovrebbe essere confermata nei prossimi mesi.
  • I progressi in corso sul fronte occupazionale saranno cruciali per favorire un rafforzamento della ripresa della spesa delle famiglie, che peraltro è già in atto: i consumi di contabilità nazionale sono cresciuti di 0,6% a/a a metà 2015, un record da 4 anni (da notare il +9,2% negli acquisti di beni durevoli), e a luglio la crescita delle vendite al dettaglio è accelerata ai massimi da 5 anni (1,2% a/a la media mobile a 3 mesi). In altri termini, la ripresa, che era partita sulla scia dei “venti favorevoli” giunti dalle variabili “esogene” (shock da tasso di cambio, prezzo del petrolio, effetti del QE della BCE), appare ora maggiormente basata su un graduale miglioramento dei fondamentali domestici e perciò in grado di auto-sostenersi.

…e resta poco sopra lo zero l’inflazione

  • I dati sull’inflazione di settembre non hanno apportato particolari novità allo scenario congiunturale. I prezzi al consumo sono saliti di due decimi secondo l’indice nazionale e di 1,6% m/m in base all’armonizzato Ue (che tiene conto delle variazioni temporanee di prezzo, in questo caso il rientro dei saldi estivi). L’inflazione annua è lievemente salita sul NIC (da 0,2% a 0,3%) mentre è scesa secondo l’IAPC (da 0,4% a 0,2%). I dati sono risultati in linea con le aspettative di consenso sull’indice nazionale e di poco inferiori sull’armonizzato.
  • Il dato non modifica in misura sostanziale lo scenario inflattivo (semmai in qualche modo conferma la tendenza al rientro delle pressioni deflazionistiche). In ottobre, una pressione al rialzo verrà dall’aumento delle tariffe di elettricità e gas (+3,4% e +2,4% rispettivamente). Tuttavia, il livello corrente dei prezzi delle materie prime non è coerente con un significativo rimbalzo dell’inflazione, che ci aspettiamo possa risultare poco variata in un intorno dello zero almeno ancora per qualche mese. Confermiamo la nostra stima di un CPI medio solo leggermente positivo nel 2015 e di poco superiore all’1% nel 2016.

 

Fonte: BondWorld.it


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