Flash: L’attenzione delle autorità europee lunedì sarà concentrata sulla reazione dei mercati

Da seguire: In Grecia, Syriza ha ottenuto un grande successo al referendum di domenica: smentendo clamorosamente i sondaggi dei giorni precedenti,…

 


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circa il 61% degli elettori, infatti, ha votato secondo le indicazioni del partito e ha scelto il No. A questo punto, la gestione della crisi rimane saldamente in mano a Syriza e all’attuale compagine di governo.

Possiamo essere certi che oggi l’esecutivo di Atene chiederà di riaprire i negoziati per ottenere un nuovo programma di aiuti ESM e una ristrutturazione del debito, mentre il governatore della BoG chiederà un aumento del plafond ELA per le proprie banche. Le dimissioni annunciate questa mattina dal ministro delle finanze Varoufakis sono ufficialmente spiegate come un atto di buona volontà “per aiutare il primo ministro a raggiungere un accordo”. Tuttavia, è altrettanto certo che non potrà ottenere un miglioramento delle condizioni offerte. Ritengo che non ci sarà una chiusura formale al negoziato: piuttosto, le trattative continueranno a bloccarsi su scambi di documenti mai abbastanza convergenti, in attesa che la Grecia sia obbligata dagli eventi a scegliere opzioni alternative.

Nel frattempo, però, come saranno gestiti (a) la carenza di liquidità delle banche, (b) il pagamento degli stipendi e delle pensioni di luglio, (c) il crollo delle prenotazioni turistiche e dell’attività commerciale, (d) la scadenza delle obbligazioni detenute da BCE il 20/7? Le carte della Grecia non sono buone, e sembra probabile che dovranno annunciare misure di emergenza nei prossimi giorni.

L’attenzione delle autorità europee lunedì sarà concentrata sulla reazione dei mercati e sull’eventuale necessità di intervento. Per ora, non c’è alcun segnale di panico: in apertura, il rendimento del BTP e del Bono decennali sono saliti di 11-12pb, a fronte di un calo di 7pb del Bund, mentre l’euro ha toccato nella notte un minimo di 1,0967 dollari per poi recuperare. Valgono le argomentazioni già espresse la scorsa settimana riguardo alla scarsa rilevanza dei rischi di contagio e alle misure che potrebbero essere attuate dalla BCE per tranquillizzare i mercati dei titoli governativi.

Area Euro

   Germania. In maggio, gli ordini all’industria sono scesi di -0,2% m/m e -1,3% a/a, dopo l’incremento di 2,2% m/m registrato in aprile (rivisto al rialzo). La flessione, che è inferiore alle attese, dovrebbe rivelarsi temporanea. Il calo è dovuto alla componente domestica (-0,6%), a fronte di un rialzo per quella estera (+0,2%).

   Spagna. La produzione industriale è vista in crescita di 0,3% a maggio dopo il +0,1% m/m del mese precedente. Il PMI manifatturiero aveva segnalato una crescita ancora più sostenuta che ad aprile, ma data la forte uscita dal 1° trimestre stimiamo un ritmo di crescita più blando a maggio. Se confermato, il dato lascerebbe al produzione in rotta per un aumento di 1,3% t/t a giugno, circa in linea con il ritmo del 1° trimestre.

Stati Uniti

   L’ISM del settore non manifatturiero è previsto a 56 a giugno, da 55,7 di maggio. L’indagine a maggio ha segnato ritracciamenti dai livelli elevati di aprile; a livello regionale, le indicazioni dalla Richmond Fed per il comparto dei servizi sono positive, con miglioramenti di vendite, fatturato e domanda attesa a sei mesi. L’ISM di giugno dovrebbe riportarsi in linea con la media vista fra fine 2014 e inizio 2015, coerente con un’espansione moderata dell’attività.

   L’indice delle condizioni del mercato del lavoro stimato dalla Fed a giugno dovrebbe essere in modesto aumento e confermare ulteriore miglioramento del mercato del lavoro.

I market mover della settimana

Nell’area euro i dati di produzione industriale offriranno indicazioni sullo stato di salute del manifatturiero. L’output dovrebbe essere cresciuto di 0,2% m/m in Germania, di 0,3% m/m in Francia e Spagna, di 0,4% m/m in Italia. Gli ordini all’industria in Germania sono visti in calo di 0,8% m/m a maggio come da indicazioni dal PMI e IFO. Il saldo della bilancia commerciale di maggio in Germania è visto in calo a 20 da 21,8 in precedenza.

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà sui verbali della riunione del FOMC di giugno, che dovrebbero mostrare un consenso piuttosto diffuso sull’appropriatezza di una svolta sui tassi quest’anno, ma visioni piuttosto diverse riguardo al successivo sentiero dei tassi. Sul fronte dei dati, l’ISM non manifatturiero dovrebbe essere poco variato sul livello di maggio, coerente con espansione moderata del settore. Il deficit commerciale di maggio è previsto in ampliamento, con aumento dei flussi commerciali sia per le importazioni sia per le esportazioni.

Venerdì sui mercati

Area Euro

L’EFSF in un comunicato stampa ha dichiarato che, in coordinamento con l’Eurogruppo, per il momento ha deciso di non procedere per il momento in nessun senso riguardo alla sua posizione creditoria verso la Grecia. Infatti, sulla base degli accordi tra EFSF e Grecia che regolano l’erogazione degli aiuti, il mancato pagamento al FMI di Atene della tranche scaduta il 30 giugno si configura come un credit event di fronte al quale l’EFSF sarebbe in diritto di richiedere l’immediata restituzione dei fondi erogati comprensivi degli interessi. L’esposizione globale della Grecia nei confronti dell’EFSF è di circa 145 miliardi di euro.

Area euro. Le vendite al dettaglio a maggio sono aumentate circa in linea con le attese di 0,2% m/m da 0,7% m/m di aprile. La variazione annua dei consumi passa a 2,4% da 2,7% (dato quest’ultimo rivisto al rialzo da 2,2%). Una stagnazione delle vendite a giugno porterebbe i consumi nel secondo trimestre a rallentare leggermente a 0,6% t/t da 0,7% t/t di marzo, ma il loro livello rimarrebbe comunque soddisfacente e coerente con un avanzamento del PIL di 0,4% t/t nel trimestre primaverile.

La seconda lettura del PMI composito dell’Eurozona di giugno migliora di un decimo la stima preliminare a 54,2 da 54,1 (e da 53,6 di maggio). Il composito tedesco è rivisto al ribasso 53,7 da 54,0 e quello francese a 53,3 da 53,4. La seconda lettura del PMI servizi invece conferma la stima preliminare a 54,4 da 53,8 di aprile. La prima lettura del PMI servizi italiano vede un miglioramento dell’indice a 53,4 da 52,5 di aprile, mentre il PMI servizi spagnolo registra una correzione a 56,1 da 58,4. Nel trimestre primaverile il livello medio del composito è migliorato a 53,9 da 53,3 del primo trimestre ed è coerente con un avanzamento del PIL attorno a 0,4% t/t.  

Fonte: BONDWorld.it


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