Flash: L’Eurogruppo ha approvato la lista delle riforme inviata dal governo greco

Da seguire: Stati Uniti: Le vendite di case nuove a gennaio dovrebbero correggere a 460 mila, dopo un ampio rialzo a 481 mila a dicembre (+11,6%m/m, sui massimi dal 2008). La correzione prevista per gennaio manterrebbe comunque le vendite su un trend positivo e ….

 


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  • su livelli che non si vedevano da metà 2008. La componente vendite dell’indagine di fiducia dei costruttori è in territorio ampiamente espansivo (sopra 60 a dicembre e gennaio, sopra 50 da metà 2014) e segnala una tendenza positiva. Il maltempo di febbraio potrebbe fare segnare una temporanea battuta d’arresto all’attività nel settore immobiliare residenziale.
  • Yellen testimonia di fronte alla Commissione servizi finanziari della Camera, per presentare il Monetary Policy Report. Il testo dell’audizione dovrebbe essere uguale a quello dell’audizione in Senato del giorno precedente.

Ieri sui mercati

Indicazioni distensive sostengono nuovi rialzi dei mercati azionari sia in Europa sia in USA. L’approvazione delle proposte del governo greco da parte dell’Eurogruppo rasserena lo scenario di breve termine, anche se non risolve il problema della sostenibilità del debito greco e lascia aperti interrogativi sui dettagli del piano, come indicato esplicitamente dal FMI. Nuovi segnali di stimolo monetario a livello globale, con tagli dei tassi in Israele e in Turchia. Le avvisaglie dell’avvicinarsi della svolta dei tassi in USA, con Yellen che non esclude un rialzo a giugno, sono state generalmente ignorate dai mercati, soddisfatti dalla conferma che per ora la Fed rimane paziente e quindi i tassi saranno fermi per almeno un paio di riunioni.

Sui mercati obbligazionari domina il calo dell’avversione al rischio, con forti acquisti di titoli governativi dei paesi periferici e riduzioni degli spread (BTP-Bund a 108 pb).

Sul primario, positivo l’avvio per la tornata di aste italiane di fine mese con il Tesoro che ha collocato l’intero importo in offerta, 4 miliardi di euro. Nuovo minimo di rendimento per il CTZ febbraio 2017, assegnato ad un tasso dello 0,219% con rapporto di copertura in crescita a 1,5x.

Area Euro

Grecia. L’Eurogruppo ha approvato la lista delle riforme inviata dal governo greco, condizione necessaria per la proroga di 4 mesi dei finanziamenti ad Atene. Secondo Dijsselbloem si tratta di un’agenda sufficientemente completa, di un buon “punto di partenza”. Ora il piano dovrà essere approvato dai parlamenti nazionali ove la legislazione dei singoli Stati lo richieda. Da notare peraltro le perplessità sollevate dalla BCE, secondo cui le riforme delineate differiscono dagli attuali impegni del programma in numerose aree e occorrerà valutare durante la revisione se le misure non accettate sono sostituite da misure di eguale o maggiore qualità. Evidentemente la lettera non dissipa alcune perplessità viste che le entrate indicate sono per loro natura incerte; sembra di poter dire che il difficile negoziato tra le autorità preposte e il governo greco sia destinato a continuare nei prossimi mesi.

La stima definitiva ha confermato l’inflazione area euro in calo a -0,6% a gennaio da un precedente -0,2%. I prezzi nel mese sono scesi di -1,6% m/m. L’inflazione core (al netto di energia e unprocessed food) è calata di un decimo a 0,6%. Al momento gli unici Paesi dell’eurozona esenti da deflazione sono Austria e Malta; i minimi si registrano in Grecia (-2,8%) e Spagna (-1,5%). L’inflazione area euro dovrebbe rimanere a -0,6% anche a febbraio e in territorio negativo fino a ottobre.

Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio è salito meno del previsto a febbraio, a -8,3 da un precedente -8,8. Tutti i settori hanno mostrato un miglioramento del clima, con l’eccezione delle costruzioni, che scendono ai minimi da più di 5 anni. Il saldo relativo agli ordini dall’estero nel settore manifatturiero (l’indice considerato maggiormente anticipatore dell’attività economica nell’industria in Germania) migliora a -10,2 da -13,2.

Stati Uniti

La stima flash del PMI Markit dei servizi a febbraio aumenta a 57 da 54,2 di gennaio. L’indice composito sale così a 56,8 da 54,4, con incrementi per ordini e occupazione e indicazioni positive per la crescita nel 1° trimestre 2015.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a febbraio cala a 96,4 da 103,8 di gennaio. L’indice coincidente corregge a 110,2 da 113,9, le aspettative crollano a 87,2 da 97 di gennaio. L’indice di fiducia rimane comunque su un chiaro trend positivo e la contrazione degli indici va messa in prospettiva: a gennaio l’indice complessivo ha toccato un massimo da agosto  2007 e il livello di febbraio è il più elevato da ottobre 2007.

Nell’audizione di fronte alla Commissione bancaria del Senato, Yellen segnala che ci si avvicina a un cambiamento nella comunicazione, per liberare le decisioni del Comitato a fronte di probabili ulteriori miglioramenti dello scenario macro. A nostro avviso, la “pazienza” della Fed, almeno in termini di formulazione del testo del comunicato, dovrebbe finire a marzo. Il quadro per la ripresa americana è positivo. Per quanto riguarda la politica monetaria, Yellen ribadisce che il FOMC ritiene di poter essere “paziente” nell’iniziare ad alzare i tassi, cioè i fed funds possono restare invariati “per almeno un paio di riunioni del FOMC”. Yellen aggiunge che, se le condizioni economiche continueranno a migliorare, come atteso, “il Comitato a un certo punto inizierà a considerare un rialzo dell’intervallo obiettivo per i fed funds di riunione in riunione. Prima di allora, il Comitato cambierà la sua forward guidance”. Questa affermazione molto importante viene però accompagnata da una qualificazione altrettanto rilevante: un cambiamento della guidance, secondo Yellen, “non deve essere letto come un’indicazione che il Comitato necessariamente alzerà l’intervallo obiettivo in un paio di riunioni”. Il testo dell’audizione sottolinea che una nuova formulazione della guidance è semplicemente una presa d’atto che le condizioni sono migliorate a tal punto da ritenere possibile un rialzo a qualsiasi riunione, pur senza garantire in anticipo che ciò avvenga. Queste affermazioni sanciscono l’avvicinarsi della fine della forward guidance. Ci aspettiamo che questa avvenga alla riunione di marzo.  Inoltre, la Fed vuole anche segnalare che un rialzo a giugno è possibile, anche se non certo. Se Yellen ha dato questo segnale, è perché c’è un ampio consenso nel Comitato riguardo alla volontà di avere le mani libere per alzare i tassi da giugno in poi.

Fonte: BONDWorld.it


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