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Flash: L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea potrebbe migliorare a gennaio a 101 da 100

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Da seguire: Area Euro: BCE. L’indagine sulle condizioni al credito dovrebbe mostrare un ulteriore alleggerimento delle condizioni praticate; è possibile che si comincino ad avere segnali dal lato della domanda di credito da parte delle imprese….


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Spagna. La prima stima dovrebbe mostrare una crescita del PIL di 0,3% t/t a fine 2013, in linea con le indicazioni dalla Banca di Spagna. Il dato lascerebbe la stima per il 2014 a 0,7% da un precedente +0,5%. La Spagna è uscita dalla recessione già in estate quando è stata registrata una crescita di +0,1% t/t dopo circa 10 trimestri di cali inarrestabili. Stando alle indicazioni dalla Banca di Spagna il contributo alla crescita dovrebbe essere venuto da consumi e investimenti.

Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso rimanere stabile anche a gennaio al 6,9% sul livello medio del 2013 (quinto mese consecutivo) e riteniamo improbabile un calo della disoccupazione significativo sull’anno (6,7%). Al momento le indagini PMI suggeriscono una crescita molto modesta degli organici, non solo per l’usuale ritardo della dinamica occupazionale rispetto al ciclo, ma anche perché dovrebbe esservi spazio per aumentare prima il monte ore.

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea potrebbe migliorare a gennaio a 101 da 100 del mese precedente quando era ritornato in linea con la sua media di lungo termine. Dovrebbe confermarsi un miglioramento di clima in tutti i settori. Nel manifatturiero l’indice potrebbe salire a -2,9 da -3,4 e anche nei servizi si potrebbe registrare un miglioramento a 0,9 da 0,2. La stima finale della fiducia delle famiglie dovrebbe confermare la stima flash a -11,7 da -13,6 di dicembre.

Germania. I prezzi al consumo sono attesi calare di 0,6% m/m a gennaio sia sull’indice nazionale che su quello armonizzato, in parte per una stagionalità negativa. Anche i prezzi dell’energia dovrebbero aver contribuito negativamente. L’inflazione è attesa in calo all’1,3% da un precedente 1,4% sulla misura nazionale ma in un aumento di un decimo all’1,3% sull’indice armonizzato. L’inflazione tedesca dovrebbe toccare un minimo a marzo all’1,2%.

Stati Uniti

La stima advance del PIL del 4° trimestre è prevista in aumento di 3,3% t/t ann., dopo 4,1% t/t ann. del 3° trimestre. I dati dovrebbero mostrare una forte accelerazione della dinamica dei consumi, a 3,5% t/t ann., e delle esportazioni, a 10,5% t/t ann.. La crescita dovrebbe essere però frenata da un contributo negativo delle scorte, che dovrebbero essere in aumento più contenuto rispetto al forte rialzo del 3° trimestre, e della spesa pubblica, prevista in netto calo per via del blocco del governo. La crescita del PIL segnerebbe così il secondo aumento consecutivo saldamente al di sopra il 3%, e confermerebbe il trend di accelerazione iniziato nella parte centrale del 2013.

Ieri sui mercati

I mercati hanno reagito con negatività all’esito (peraltro atteso) del FOMC e alla prosecuzione del processo di riduzione degli acquisti di titoli. Il calo del PMI HSBC del settore manifatturiero cinese a gennaio a 49,5, minimo da 6 mesi, in linea con il dato del PMI pubblicato pochi giorni fa, appesantisce  il quadro dei mercati azionari, in calo dappertutto, con correzioni più ampie in Asia questa mattina (Nikkei -2,45%). Gli effetti positivi derivanti dall’allentamento delle pressioni sugli emergenti, dopo la riunione della Banca centrale turca, sono stati ampiamente neutralizzati con i mercati che si sono focalizzati sui timori per le nuove decisioni della Fed e su revisioni al ribasso degli outlook da parte di alcune società statunitensi.

Area Euro

Area euro. La dinamica di M3 è rallentata all’1,0% a/a a dicembre da un precedente 1,5% a/a, più debole delle attese che la vedevano in risalita all’1,7%. La media mobile a tre mesi frena all’1,3% a/a da un precedente 1,6% a/a. La frenata è dovuta a un calo dei depositi overnight e a più breve termine che potrebbe essere spiegata da tensioni a ridosso di fine anno. L’aggregato M1 cresce del 5,8% da un precedente 6,5% mentre la dinamica di M2 rallenta al 2,5% da un precedente +3,0%. Tra le controparti di M3 i prestiti al settore privato continuano a calare del 2,3% su base annua. I prestiti alle imprese calano (-3,0% a/a) meno che nei mesi precedenti grazie in particolare al rimbalzo dei prestiti a più lungo termine (-1,7% a/a da un precedente -3,1%), categoria più significativa. I prestiti alle famiglie calano marginalmente su base annua (-0,1% dopo 0,0%).

BCE. Noyer ha dichiarato che un qualunque apprezzamento del cambio andrebbe contro l’obiettivo di stabilità dei prezzi della BCE e sarebbe negativo. Le dichiarazioni di Noyer sono le più esplicite sui rischi che il cambio pone per la dinamica inflazionistica.

Italia. Non preoccupa il calo della fiducia delle imprese manifatturiere a gennaio. La fiducia delle imprese manifatturiere è scesa a sorpresa a gennaio, a 97,7 da 98,2 di dicembre. È il primo calo dopo otto mesi consecutivi di aumento. Il dettaglio però non è negativo, in quanto mostra che la flessione dell’indice sintetico è dovuta essenzialmente al saldo meno negativo sulle scorte di magazzino; viceversa, migliorano le indicazioni correnti e prospettiche su ordini e produzione, oltre che le attese sul clima economico generale. L’indicatore sintetico dell’Istat sulla fiducia delle imprese mostra un miglioramento a 86,8 da 83,8 di dicembre. In sintesi, il calo della fiducia delle imprese manifatturiere non interrompe il trend di miglioramento degli indici anticipatori e pertanto non costituisce un campanello d’allarme circa il materializzarsi della ripresa.

Belgio. Nel 4° trimestre l’economia belga accelera e cresce più delle attese con una variazione del PIL di +0,4% t/t da  0,3% t/t di settembre (stima preliminare). Sull’anno il PIL è avanzato di 0,9% da 0,4% del 3° trimestre, il miglior dato da dicembre 2011. In media annua il 2013 si è chiuso pertanto a 0,2% in miglioramento dal -0,1% del 2012. Per il 2014 prevediamo una crescita dell’1,0%. Sebbene non sia ancora disponibile il dettaglio, dato il suo grado di apertura, l’accelerazione dell’economia belga potrebbe segnalare che la crescita nel blocco core dell’Eurozona sta recuperando più velocemente rispetto alle attese. 

Spagna il Ministro delle Finanze de Guindos ha segnalato che l’economia spagnola potrebbe crescere dell’1,0% più di quanto atteso dal consenso degli analisti e che la revisione al rialzo delle stime per l’anno in corso saranno incorporate nel programma di stabilità ad aprile. La commissione nella quinta e ultima review sul programma di aiuti alle banche sottolinea però che la ripresa rimane fragile. Il credito al settore privato potrebbe aver toccato un minimo tuttavia l’elevato tasso di disoccupazione e il settore immobiliare residenziale continua a rappresentare un rischio per il settore bancario. Arrivano notizie positive anche sul fronte dei conti pubblici. I dati fino a novembre mostrano un deficit per il settore pubblico (esclusi gli enti locali) di -5,4% a fronte di un target del -6,5%.

Stati Uniti

La riunione del FOMC si è conclusa con l’annuncio di acquisti mensili per 65 mld di dollari, di cui 35 mld di Treasuries e 30 mld di MBS, come atteso dal mercato. Il voto è stato unanime. La valutazione dello scenario economico è in miglioramento.  Il FOMC è ora in una fase di attesa, in cui intende valutare le informazioni congiunturali, che comunque per ora sono positive. Le variazioni al testo del comunicato sono modeste ma segnalano che il Comitato ritiene che la crescita si stia radicando. L’unanimità del voto per il proseguimento del tapering conferma che la visione di graduale riduzione dello stimolo è condivisa, lasciando una situazione favorevole per l’insediamento di Yellen come presidente della Fed fra 2 giorni.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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