Flash: L’indice Empire della NY Fed a giugno dovrebbe essere in rialzo

Italia. La seconda lettura dovrebbe confermare la salita dell’inflazione a maggio, a 1,1% da 0,5% precedente secondo l’indice nazionale e da 0,9% precedente sulla misura armonizzata…..

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Il dato dovrebbe confermare che le maggiori pressioni al rialzo sono venute da alimentari ed energia, il che ha riguardato maggiormente i beni a più alta frequenza di acquisto e il cosiddetto “carrello della spesa”: ciò potrebbe avere un impatto sull’inflazione percepita e attesa dai consumatori. In prospettiva, la tendenza al rialzo dovrebbe continuare nei prossimi mesi, portando l’indice in area 1,8-1,9% per fine anno.

Area euro. La seconda lettura dovrebbe confermare che a maggio l’inflazione ha accelerato di sette decimi all’1,9% dall’1,2% per effetto della componente energetica, toccando il massimo da oltre un anno. I prezzi al consumo dovrebbero altresì essere cresciuti di 0,5% m/m da 0,3% m/m di aprile. L’indicatore core (al netto di energia e alimentari) dovrebbe anch’esso essere confermato in accelerazione di due decimi all’1,3%. Nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe rimanere in prossimità del 2%.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a giugno dovrebbe essere in rialzo a 21 da 20,1 di maggio. L’ISM manifatturiero ha segnato un rialzo solido a maggio e tutte le indagini del settore sono state positive. A maggio i dettagli dell’indagine della NY Fed erano positivi, con rialzi di ordini e consegne e indicazioni per un rafforzamento a giugno.

La produzione industriale a maggio è prevista in aumento di 0,5% m/m, dopo +0,7% m/m. Sulla base delle ore lavorate nel mese, il manifatturiero dovrebbe segnare una variazione modesta (+0,1% m/m), mentre estrattivo e utility dovrebbero mostrare aumenti solidi. Le indagini nel manifatturiero restano molto positive e segnalano ulteriore espansione del settore.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (prel.) è prevista in rialzo a 99 da 98 di maggio. La fiducia si mantiene su livelli elevati all’interno di un intervallo di fluttuazione ridotto, in linea con crescita moderata dei consumi nei prossimi trimestri.

Ieri sui mercati

La riunione del consiglio direttivo BCE di Riga, ha preso decisioni epocali. Il Consiglio ha difatti ha accelerato la normalizzazione della politica monetaria, decidendo di chiudere, entro la fine dell’anno, il programma di acquisto titoli da 2,5 trilioni di euro, lanciato nel gennaio 2015, dopo un ulteriore ridimensionamento del volume mensile di intervento a 15 miliardi tra ottobre e dicembre. Altra novità è la modifica alla guidance sui tassi di politica monetaria: la BCE ha specificato che resteranno sui livelli attuali almeno fino a tutta l’estate del 2019. Nessuna nuova, invece, sulla politica di reinvestimento, ma possibili modifiche alla guidance sui riacquisti saranno discusse nelle prossime riunioni. Le decisioni prese alla riunione di Riga riflettono un quadro macro ancora solido ed un ritorno anche più rapido dell’inflazione al target rispetto a qualche mese fa. Continuiamo a ritenere che la BCE cercherà di disfarsi della politica di tassi negativi entro fine 2019 inizio 2020.

Germania La seconda stima conferma che il rialzo dell’inflazione a maggio al 2,2% a un precedente 1,6% sulla misura nazionale e da 1,4%, sull’indice armonizzato. Il rialzo è in larga misura spiegato dal rincaro della componente energia, ma ci aspettiamo un’accelerazione anche della dinamica sottostante all’1,5% da un precedente 1,4% per effetto del rientro del calo dei prezzi dei servizi ricreativi ad aprile. L’inflazione core in Germania sfiorerà il 2,0% a fine anno, per poi frenare nei primi mesi del 2019, ma resterà in ogni caso sopra l’1,6%.

Regno Unito. Non c’è più accordo fra il primo ministro e i conservatori pro-Europa per il ritiro di un emendamento rischioso per il governo britannico, che avrebbe imposto un voto parlamentare nell’ipotesi che il negoziato con l’UE fallisca entro fine anno. A questo punto, si profila una riproposizione dell’emendamento ritirato, con un concreto rischio di sconfitta del governo.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a maggio sorprendono verso l’alto con un rialzo di 0,8% m/m (consenso: 0,4% m/m) e una revisione per aprile a 0,4% m/m da 0,3% m/m. Al netto delle auto, la variazione è di 0,9% m/m, e il dato di aprile è rivisto all’insù di 1 decimo a 0,4% m/m. L’aggregato “control”, che include le voci che entrano direttamente nella definizione dei consumi, è in solido rialzo, +0,5% m/m, con una revisione per aprile a 0,6% m/m da 0,4% m/m, e indicazioni forti per la spesa personale nel 2° trimestre. I dati indicano un netto rafforzamento dei consumi, che potrebbero registrare una variazione fra 3,5% e 4% t/t ann. nel 2° trimestre, e contribuire a una crescita del PIL anche superiore al 4,5% t/t ann. L’altra faccia della medaglia della ripresa dei consumi sarà un’ulteriore correzione del risparmio, di nuovo ben lontano dalla media storica.

Stati Uniti. I prezzi all’import a maggio aumentano di 0,6% m/m per il secondo mese consecutivo, con un ampio contributo del petrolio, in rialzo di 5,9% m/m. I prezzi al netto del petrolio sono poco variati (+0,1% m/m). I beni di consumo segnano un incremento di 0,1% m/m. In forte rialzo i prezzi delle importazioni dal Canada (+1,9% m/m).

Giappone. La riunione della BoJ si è conclusa con politiche invariate (voto: 8-1). La valutazione dell’economia mantiene un giudizio di crescita “moderata”, nonostante la contrazione del PIL vista nel 1° trimestre.

Fonte: BONDWorld.it


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