Da seguire: Nessun dato di rilievo in agenda oggi. La banca centrale della Cina ha ridotto il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche dal 19,5 al 18,5%….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
{loadposition notizie}
I market mover della settimana
Nell’area euro, l’indice ZEW, i PMI e gli indici IFO e INSEE per aprile dovrebbero confermare gli effetti positivi del calo del prezzo del greggio, cambio e tassi sulle prospettive cicliche. L’indice ZEW sulle attese è visto a 61,0 da 54,8, il PMI composito area euro a 54,5 da 54,0 per effetto di un miglioramento dell’indice per il manifatturiero a 52,7 da 52,2 e dell’indice per i servizi a 54,5 da 54,2. L’indice IFO è atteso ancora in recupero fino a 108,4 da 107,9. L’indice INSEE dovrebbe tornare a 100 da 99, in lieve miglioramento. A fine settimana, la Commissione pubblica le stime di Primavera su crescita e inflazione che dovrebbero incorporare, almeno in parte, l’aggiornamento dei programmi di stabilità. Il 24 aprile è prevista una riunione dell’Eurogruppo: sono poche le aspettative che possa portare a una soluzione della crisi greca.
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Le vendite di case nuove ed esistenti dovrebbero confermarsi su un moderato trend verso l’alto, dopo la pausa invernale. Gli ordini di beni durevoli di marzo dovrebbero tornare a crescere, dopo diversi mesi di debolezza.
Venerdì sui mercati
La perdurante incertezza sull’esito della crisi greca penalizza il debito della periferia europea, che ha chiuso la settimana con rendimenti e premi per il rischio in netto rialzo, e spinge ulteriormente al ribasso i rendimenti sul debito tedesco. Il rendimento del BTP decennale italiano è salito in una settimana di 25pb, contro i 20pb del Bono spagnolo, mentre il Bund decennale ha visto un calo di 8pb.
L’euro ha proseguito la ripresa contro dollaro, marcando i massimi di giornata a 1,0805.
Deciso calo per i listini europei, con il mercato italiano fra quelli più penalizzati.
Area Euro
Italia. La Banca d’Italia stima nel Bollettino Economico trimestrale che l’attività economica sia aumentata “lievemente” a inizio anno (nostra stima: 0,1% t/t), e conferma l’idea che il PIL possa crescere al di sopra dello 0,5% nel 2015 e attorno all’1,5% nel 2016. La banca centrale conferma anche la stima di un effetto sul PIL di oltre un punto percentuale sul biennio 2015-16 del piano di QE (attraverso l’impatto sui tassi di interesse e sul cambio). Da notare il maggior ottimismo espresso dalle imprese, non solo nell’industria in senso stretto e nei servizi ma anche nelle costruzioni, secondo l’indagine trimestrale sulle aspettative di inflazione e crescita. Le nostre stime sia sulla crescita nel biennio in corso che sull’effetto del QE sono lievemente meno ottimistiche di quelle della Banca d’Italia.
Grecia. Thomsen, responsabile del programma per la Grecia del FMI, ha dichiarato che i negoziati hanno preso un po’ più di slancio negli ultimi giorni, anche se rimangono lontani dall’obiettivo. Il FMI ritiene che la Grecia potrebbe riuscire a onorare i suoi pagamenti fino a giugno. In maggio scadono 2,8 miliardi di titoli a breve termine, che il Tesoro cercherà di rinnovare, e sono previsti pagamenti di quote capitale e interessi al FMI per circa un miliardo di euro. Tuttavia, la stagionalità del budget non è sfavorevole e ciò rende possibile gestire l’emergenza con misure straordinarie su liquidità e pagamenti.
Stati Uniti
Il CPI a marzo aumenta di 0,2% m/m (-0,1% a/a), come a febbraio. L’incremento dei prezzi energetici (+1,1% m/m, -18,3% a/a) più che compensa una correzione degli alimentari (-0,2% m/m, +2,3% a/a). Anche la variazione dell’indice core è +0,2% m/m (per la precisione 0,227% m/m, 1,8% a/a). I prezzi dei beni core aumentano di 0,3% m/m, dopo +0,2% m/m. I servizi al netto dell’energia aumentano di 0,2% m/m, spinti da una variazione di 0,3% m/m per l’abitazione, 0,4% m/m per i servizi sanitari. I dati danno un segnale di consolidamento del trend in rialzo dei prezzi core , con tre aumenti consecutivi, dal minimo di 1,6% a/a di dicembre, con indicazioni rilevanti per le decisioni di politica monetaria. I prezzi dei beni sono frenati dall’apprezzamento del dollaro e dal calo dei prezzi energetici: questo segnala che il sentiero dell’inflazione, una volta esauriti gli effetti calmieranti di dollaro e petrolio, sarebbe anche superiore al 2%. Il BLS ha anche pubblicato le retribuzioni reali, che sono in aumento di 2,2% a/a a marzo.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) aumenta a 95,9 da 93 di marzo, su un livello che non si vedeva da gennaio 2007 (a parte un temporaneo aumento a 98,1 a gennaio 2015). I dati sono la seconda sorpresa positiva nella giornata di venerdì, dopo il CPI core. L’indagine mostra un ampio rimbalzo sia delle condizioni correnti (a 108,2 da 105), sia delle aspettative (a 88 da 85,3). Sul fronte dell’inflazione, si registra un calo delle aspettative sia a 1 anno (a 2,5% da 3%) sia a 5 anni (a 2,6% da 2,8%). Le aspettative a 1 anno stanno probabilmente incorporando una maggior convinzione che il prezzo della benzina potrebbe restare ben al di sotto dei livelli visti fino a metà 2014 (la serie tocca 2,5% per la seconda volta in 4 mesi) anche nel resto del 2015. Le aspettative a 5 anni restano invece all’interno di un intervallo di fluttuazione compreso fra 2,6% e 2,8% visto tra settembre e aprile, e non segnalano l’instaurarsi di una spirale disinflazionistica.
Fonte: BONDWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

