Disoccupazione. La disoccupazione nell’Eurozona potrebbe calare a febbraio di un decimo a 8,5% da 8,6% sulla scia di una discesa del numero dei disoccupati specialmente nei paesi della periferia……
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Se confermato la disoccupazione sarebbe in rotta per un calo di due decimi nel primo trimestre a 8,5% da 8,7% di fine 2017. Per il 2018 ci attendiamo un calo della disoccupazione di almeno mezzo punto percentuale (a 8,5% da 9,1% del 2017). Anche in Italia la disoccupazione è attesa in calo di un decimo a febbraio all’11,0% dall’11,1% di gennaio.
Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare un aumento di due decimi dell’inflazione, a 1,4% a marzo. La spinta dovrebbe venire da una stagionalità favorevole dai prezzi core che sono visti accelerare all’1,3% da un precedente 1,2%. L’inflazione euro zona dovrebbe muovere ancora al rialzo nei prossimi mesi fino all’1,7%-1,8% nei mesi estivi per poi tornare verso l’1,6% nei mesi finali dell’anno. L’inflazione core, invece, si aggirerà all’1,3% per buona parte dell’anno.
L’ISM non manifatturiero a marzo dovrebbe essere poco variato, a 59, da 59,5 di febbraio. L’indice della Philadelphia Fed per il settore non manifatturiero a marzo si è mantenuto circa stabile, con un aumento solido per gli ordini e correzioni moderate per le consegne e gli ordini inevasi. L’ISM a marzo dovrebbe corroborare questo quadro, segnando anche indicazioni di prezzi pagati in rialzo.
Ieri sui mercati
In marzo, il PMI manifatturiero globale è nuovamente calato, questa volta di 0,7 punti a 53,4. Si tratta della terza flessione consecutiva, che riporta l’indice ai livelli dello scorso ottobre.
Italia. Eurostat ha completato la valutazione degli effetti della liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ai fini del calcolo di indebitamento netto e debito della PA nel 2017 (che era stata richiesta con procedura formale da Istat). L’impatto sul deficit è di 4,7 miliardi di euro ovvero tale da far salire da 1,9% a 2,1-2,2% il rapporto deficit/PIL (il target governativo era di 2,1%; si tratta comunque di un miglioramento rispetto al 2,5% del 2016). L’effetto sul debito è ancora maggiore ovvero pari a 11,2 miliardi (comprensivi delle garanzie del Tesoro sull’operazione), il che pregiudicherebbe il calo inizialmente stimato da Istat a 131,5% nel 2017 dopo il 132% del 2016 (l’obiettivo governativo era 131,6%). Oggi Istat comunicherà i dati in corrispondenza della diffusione del comunicato “Conto trimestrale AP, Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”.
Area euro. L’indice PMI manifatturiero è invariato rispetto alla lettura preliminare, 56,6. Il dato per la Germania è stato rivisto al ribasso a 58,2, mentre quello francese è stato rivisto al rialzo a 53,7. L’indice PMI è sceso rispetto a febbraio in Italia (55,1 da 56,8) e in Spagna (54,8 da 56,0).
Stati Uniti. Il governo ha annunciato l’introduzione di dazi punitivi del 25% su 1300 prodotti cinesi, equivalenti a circa 50 miliardi di dollari di importazioni annuali, dando seguito alle minacce di alcuni giorni fa. Sono in corso discussioni per possibili incontri fra esponenti cinesi e americani nei prossimi mesi per negoziare le questioni relative al commercio internazionale. Pertanto, al di là degli annunci, per ora non è detto che le schermaglie aperte dall’amministrazione Trump diano luogo a una vera guerra tariffaria, anche se il clima di incertezza perdurerà.
Stati Uniti. J. Williams è stato selezionato come successore di Dudley alla presidenza della NY Fed ed entrerà in carica a giugno. Williams è attualmente presidente della San Francisco Fed. Le sue opinioni sulla politica monetaria sono in linea con il centro del FOMC, anche se marginalmente spostate verso il lato hawkish. E’ possibile che nel grafico a punti, la sua proiezione per il 2018 sia di 4 rialzi, alla luce delle dichiarazioni degli ultimi mesi. Il presidente della NY Fed è probabilmente la seconda carica più importante, dopo quella di presidente della Fed, dato che ha un voto permanente nel FOMC e gestisce tutta l’operatività sui mercati della banca centrale.
Stati Uniti. Brainard (Board Fed), tipicamente dal lato delle colombe ha sottolineato che i nuovi “venti favorevoli” per la crescita dovrebbero essere positivi per garantire un ancoraggio delle aspettative di inflazione ed evitare i rischi di disinflazione. Brainard ha anche detto che i rischi di guerra commerciale danno luogo a significativa incertezza.
Cina. Il PMI dei servizi rilevato da Caixin-Markit, contrariamente alle attese, è sceso di quasi due punti a marzo portandosi a 52,3. L’indice PMI composite scende così a 51,8 a marzo da 53,3 a febbraio, con la componente occupazione che, dopo quattro mesi, scivola di nuovo poco sotto 50. Al contrario, il PMI composite rilevato dal NBS è salito da 52,9 in febbraio a 54 in marzo.
Fonte: BondWorld.it
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