Flash: L’Italia colloca da 2 a 2,5 miliardi di CTZ 31/12/2015

Da seguire: Area Euro: Germania. La fiducia delle famiglie è stabile in aprile a 8,5. I fondamentali per la dinamica dei consumi in Germania sono solidi data la crescita del reddito disponibile reale attesa intorno…


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  • all’1,3-1,5% e condizioni finanziarie ancora ampiamente espansive. Le intenzioni di acquisto sono in ripresa da 48,9 a 55,5.
  • Italia. L’indice ISTAT di fiducia delle famiglie potrebbe migliorare a 98,5 a marzo, dal 97,5 di febbraio. Si tratterebbe di un massimo dallo scorso settembre. Il recupero del morale sarebbe aiutato dall’annuncio degli sgravi fiscali fatto dal nuovo Governo. Anche una possibile attenuazione dei timori sulla disoccupazione e la prosecuzione del trend di moderazione dei prezzi dovrebbero aiutare il morale delle famiglie.
  • Aste. L’Italia colloca da 2 a 2,5 miliardi di CTZ 31/12/2015.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a febbraio sono attesi in aumento di 1,5% m/m, dopo due contrazioni consecutive. Al netto dei trasporti gli ordini sono previsti in crescita di 0,8% m/m: in questo modo il recupero di gennaio e febbraio dovrebbe quasi completamente recuperare il crollo di dicembre (-1,8% m/m). La componente trasporti dovrebbe essere spinta verso l’alto dagli ordini dell’aeronautica civile (sulla base delle informazioni positive di Boeing), ma soprattutto dal recupero nel settore auto. I dati di febbraio dovrebbero mostrare una significativa crescita della componente beni capitali (+3% m/m) dopo il crollo di dicembre e gennaio (-8,5% m/m e -2,4% m/m, rispettivamente). I dati dovrebbero essere coerenti con un rallentamento degli investimenti non residenziali nel 1° trimestre, causata dal maltempo e, pertanto, probabilmente transitoria. 

Ieri sui mercati

Il rimbalzo della fiducia dei consumatori negli Stati Uniti ha stimolato una moderata ripresa degli indici azionari in America ed Asia. Rimbalzo anche degli indici europei, nonostante i dati macroeconomici peggiori del previsto. Questi ultimi (e con essi le dichiarazioni di Weidmann) hanno invece pesato sul cambio dell’euro, che ha riavvicinato i minimi infragiornalieri del 24/3 intorno a 1,3760, senza però superarli. In rafforzamento il dollaro australiano, sostenuto dall’assenza di riferimenti a un’eccessiva forza del cambio nel discorso del governatore della banca centrale.

Positivo l’andamento dei titoli di stato, con piccole flessioni dei rendimenti per Germania, Francia, Italia e Spagna. La curva UST ha registrato modesti cali sulle scadenze corte, ma aumenti su quelle lunghe.

Area euro

  • Germania. L’IFO è calato a 110,7 a marzo da un precedente 111,3, più delle stime di Consenso (110,9). La sorpresa è interamente spiegata dalla correzione più ampia del previsto delle attese per i prossimi 3/6 mesi a 106,4 da un precedente 108. L’indice è tornato sul livello di novembre 2013 ma rimane al di sopra della media di lungo termine. Inoltre, migliora più del previsto l’indice sulla situazione corrente a 115,2 da 114,4, un massimo da inizio 2012. Nonostante il calo di marzo, l’indice IFO rimane ben al di sopra della media a lungo termine ma anche del livello dei sei mesi precedenti (109,4). La brusca correzione delle aspettative, normale quando il giudizio sulla situazione corrente è così positivo, potrebbe suggerire che le aziende stanno iniziando a preoccuparsi per gli effetti della crisi ucraina e per il rallentamento della Cina.
  • La BCE ha intensificato ieri il lavoro di rafforzamento della forward guidance, dopo molti giorni di silenzio. Diversi membri del consiglio direttivo, fra i quali Weidmann, sono tornati a definire possibili sia tagli dei tassi ufficiali a livelli negativi, sia misure di stimolo quantitativo, pur precisando che si tratta di scenari ipotetici e che l’andamento di cambio e mercato monetario non è preoccupante. Sia Weidmann, sia Draghi hanno anche ribadito l’importanza del processo di valutazione e rafforzamento patrimoniale delle banche europee.

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo aumenta più del previsto salendo a 82,3 (consenso: 78,5), da 78,3 di febbraio (rivisto da 78,1). La valutazione del mercato del lavoro peggiora modestamente a -19,9 da -19 di febbraio, segnalando una probabile stabilizzazione del tasso di disoccupazione. I dati danno supporto alla previsione di riaccelerazione della crescita dei consumi già da marzo.

Le vendite di case nuove a febbraio calano a 440mila da 455mila di gennaio, riportandosi sui livelli di dicembre. Sui dati pesa probabilmente l’effetto negativo del maltempo: le vendite sono in calo particolarmente marcato nel Nord-Est e nel Midwest, aree più colpite da fenomeni metereologici avversi. Il prezzo medio e il prezzo mediano sono ancora in aumento (+1,5% m/m e +0,4% m/m, rispettivamente). Le scorte di case in vendita restano basse, 189mila unità pari a 5,2 mesi di vendite. Sulla base delle indicazioni dell’indagine di fiducia dei costruttori, già da marzo si dovrebbe vedere una ripresa delle vendite di nuove unità immobiliari.

Anche dal fronte Fed sono giunte diverse dichiarazioni su temi di politica monetaria. Diversi membri del FOMC hanno tenuto a precisare che la conferenza stampa di Yellen non voleva segnalare alcun cambiamento della politica monetaria. Plosser (Philadelphia Fed) conferma il suo posizionamento all’estremo dei falchi, indicando che la sua previsione è di fed funds al 3% nel 2015 e al 4% a fine 2016. Per Lockhart (Atlanta Fed), i rialzi potrebbero iniziare nella seconda metà del 2015, e saranno molto graduali. Bullard (St. Louis Fed) è suonato ottimista sulla riaccelerazione della crescita dal 2° trimestre, ma molto cauto sulla politica monetaria (l’evoluzione dipenderà dai dati.)


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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